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Doping e neve: il venerdì nero del Giro

Di Luca positivo all'Epo e il freddo cancella l'intera 19° tappa: una corsa maledetta - commento  - speciale Giro 2013

Danilo Di Luca nel corso della 18° tappa del Giro d'Italia 2013 – Credits: Ansa

Un venerdì nero che cancella il sorriso dalla caravana rosa del Giro d'Italia. Maltempo, neve e freddo che costringono gli organizzatori a non far partire nemmeno la 19° tappa, quella che avrebbe dovuto celebrare la maratona delle Dolomiti e toccare Cima Coppi salendo prima Gavia e poi Stelvio, e che invece non si disputa. Poi la notizia bomba che getta nuovo discredito sull'intero mondo del ciclismo: Danilo Di Luca, vincitore nel 2007, trovato positivo all'Epo in un controllo a sorpresa dello scorso 29 aprile.

Per Di Luca si tratta di una ricaduta perché l'esperto ciclista oggi alla Vini Fantini-Selle Italia era già stato trovato positivo alla Cera nel luglio del 2009 tradito quella volta dai controlli effettuati dopo due tappe del Giro d'Italia che aveva concluso secondo al termine di un appassionante duello con Menchov. Licenziato dalla sua squadra e squalificato per due anni si era visto cancellare parte della pena (9 mesi e 7 giorni) grazie alla sua collaborazione con la Procura Antidoping del Coni.

La sua era stata una sorta di storia-laboratorio per il ciclismo. Scoperto, pentito, perdonato e rimesso in strada senza stipendio dalla nuova squadra (Katusha). Era rientrato in gruppo giurando di essere pulito e di "voler insegnare il mestiere ai giovani". Si era rilanciato fino a strappare un contratto con la Vini Fantini-Selle Italia proprio a poche settimane dal via del Giro d'Italia 2013 nel quale non correva certo per la classifica ma con l'ambizione di togliersi qualche soddisfazione. La firma il 26 aprile dopo ampie discussioni tra sponsor e tecnici che non gradivano.

Il controllo a sorpresa nella sua abitazione di Spoltore risale al 29 aprile. Il verdetto non lascia spazio a dubbi: Epo. Dovesse essere confermato dalle controanalisi porterebbe quasi certamente alla fine della carriera per un uomo capace di vincere sia nelle grandi corse a tappe (Giro 2007) che nelle Classiche del Nord (Amstel Gold Race, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia). In questo Giro Danilo Di Luca era 26° a 33'33'' dalla maglia rosa.

Per il gruppo è stata una doccia fredda. Durissimo il suo d.s. Luca Scinto: "Di Luca è un cretino. Non l’avevo mai voluto. Deve farsi curare. E’ il gesto di un pazzo perché mette a rischio il lavoro di una quarantina di persone, quelle che lavorano per la squadra". Altrettanti netta la presa di posizione dei (ex?) colleghi. Il comunicato dell'Associazione Ciclisti italiani preannuncia cause legali contro di lui per il danno di immagine: "Il ciclismo si sta impegnando con tutte le sue forze per ritrovare credibilità e affetto agli occhi del pubblico; il gruppo non accetta che il comportamento folle di un elemento danneggi l'immagine dell'intero movimento".

Il venerdì nero si era aperto con la notizia della cancellazione dell'intera 19° tappa. Impossibile pensare di salire anche solo il Passo del Tonale che era stato inserito nel percorso al posto del Gavia e dello Stelvio cui gli organizzatori avevano dovuto rinunciare causa neve. Nella notte una bufera ha, però, colpito quasi tutta la zona della frazione e Rcs si è dovuta arrendere: troppa neve e soprattutto troppo freddo per pensare di salire in quota.

E' un Giro maledetto questo. Già il Galibier era stato accorciato causa neve e la tappa salvata dalla trattativa con le autorità francesi che volevano negare anche il Moncenisio. Ora anche la 20° frazione è a rischio. L'arrivo è previsto alle Tre Cime di Lavaredo ma il Passo Giau è chiuso, e c'è il rischio neve anche su gli altri passi, dal Costalunga al San Pellegrino, dal Tre Croci al traguardo, posto a quota 2304 metri. Per Nibali solo buone notizie. La maglia rosa è saldamente nelle sue mani. Non ne avrebbe avuto bisogno, ma la cancellazione della 19° tappa lo aiuta di certo.

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