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Delusione Italia: aggrappati al Trap e ai fantasmi del passato

La nazionale si ferma a metà dell'opera contro la Croazia. Il pareggio ci condanna a battere l'Irlanda e sperare che non si ripeta il 'biscotto' del 2004.

Andrea Pirlo autore del gol del vantaggio dell'Italia contro la Croazia – Credits: La Presse

Adesso siamo aggrappati al Trap e alla correttezza di spagnoli e croati. Non è una bella situazione considerati i precedenti e la scottatura del 2004 quando Danimarca e Svezia confezionarono l'ormai celebre 'biscotto' che rese vana la nostra vittoria contro la Bulgaria.La consolazione è che a noi italiani piace sentirci con le spalle al muro e spesso da questa condizione abbiamo costruito le imprese più belle. Però la verità è che il pareggio contro la Croazia che segue quello contro la Spagna non ha lo stesso valore e complica maledettamente il nostro cammino in Polonia e Ucraina.

C'è un senso di incompiuta che rischia di accompagnare la nostra avventura. Contro la Croazia la nazionale di Prandelli si è fermata al primo tempo come era accaduto già contro la Spagna. Troppo poco per non provare una profonda delusione dopo esserci illusi che malgrado tutto il gruppo c'è e la lunga vigilia della sfida finale contro il Trap dovrà essere accompagnata da una moderata dose di fiducia.

TROPPI ERRORI SOTTO PORTA - A Poznan si sono viste due Italia. Quella iniziale è stata bella, a tratti bellissima, con l'unica pecca di non riuscire a sfruttare la mole di gioco ed occasioni construita. La colpa? Inutile cercare responsabili unici perché quando un portiere avversario, come Pletikosa, riesce a essere decisivo in almeno tre occasioni anche la sorte ci mette del suo. La perla di Pirlo su punizione (minuto 39) è stata solo una parziale ricompensa per il tanto spreco.

POCO CARATTERE SOTO PRESSIONE - Rimpianti resi ancora più acuti da quanto visto nella ripresa e il pareggio di Mandzukic (minuto 71) non è l'unico motivo di recriminazione. Intanto il gol è nato da un errore imperdonabile di Chiellini in marcatura su un lungo traversone da sinistra, poi da troppo tempo gli azzurri si erano fatti schiacciare dalla Croazia che si è confermata l'avversaria che si temeva: fisica, tecnica e ben organizzata. Non è un caso che sia davanti a noi nel ranking Fifa. Lasciar trasformare la partita in corrida ha consentito ai croati di sffruttare a pieno la loro superiorità e il gol ne è stata l'inevitabile conseguenza.

BALOTELLI, ALTRA BOCCIATURA - Supermario era il più atteso e aveva voglia di riscattarsi. L'inizio è stato da spacca-partita, il resto non all'altezza e nemmeno l'uscita dal campo dopo un'ora a testa bassa e ciondolante ha fatto piacere a Prandelli. Se è mancata la concretezza quando la Croazia era alle corde parte della responsabilità è certamente sua. Non da solo, però sta sprecando la sua chance in azzurro.

PIRLO SURCLASSA MODRIC - Bilic aveva provocato e Pirlo gli ha risposto. Oltre alla perla su punizione anche un primo tempo di alto livello e una ripresa di sofferenza insieme a tutto il centrocampo di Prandelli dove è piaciuto Marchisio che, però, non riesce a buttarla dentro a differenza di quanto accaduto per tutta la stagione con la maglia della Juventus. Modric? Il talento croato si è visto solo nel secondo tempo. Se vale 40 milioni di euro lui per il 'vecchio' Pirlo sarebbe servito un eurobond...

TOTO' NON REGALA MIRACOLI - Questa volta Di Natale non ha fatto il miracolo. Sarebbe stato ingeneroso pretenderlo, però né lui e nemmeno Montolivo, entrato al posto di Thiago Motta, sono riusciti ad aiutare i compagni in difficoltà. Il rischio è che Prandelli abbia una panchina un po' corta e con scarsa qualità. Difficile che contro l'Irlanda si possa riproporre per la terza volta consecutiva lo stesso undici di partenza e i rincalzi non danno eccessive garanzie.

ESTERNI IN SOFFERENZA - Tra i peggiori ci sono Maggio e Giaccherini. Avevano già sofferto il ritorno della Spagna una volta inserito Jesus Navas e si sono confermati contro una squadra che ha usato molto le corsie esterne. Urge qualche soluzione o di modulo (abbandonando il 3-5-2) o di uomini: Balzaretti era in ballottaggio con Giaccherini ed è rimasto seduto in panca per tutta la gara. Prandelli ha quattro giorni per pensarci bene.

PRANDELLI: "LOTTEREMO FINO ALLA FINE" - Deluso il ct a fine partite: "Era una grande 'occasione. Stavamo rischiando pochissimo e poi è arrivato quel cross e abbiamo preso il pareggio. La squadra però c'è e lotteremo fino alla fine". La doppia versione dell'Italia non ha convinto nemmeno lui: "Nel primo tempo abbiamo avuto buone opportunità. L'approccio nella ripresa? Sapevamo che loro avrebbero buttato dentro palloni su palloni, ma stavamo controllando bene. E' stato un peccato però dobbiamo avere fiducia e credere nella correttezza degli altri". Fiducia perché altro non si può fare. Nel 2004 ci andò male, non è necessario pensare che la storia debba per forza ripetersi.

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