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Cracovia pazza per gli Azzurri

La nostra corrispondente tra i tifosi polacchi al ritiro della Nazionale

Gli azzurri in visita al campo di concentramento di Auschwitz (credits: Jonathan Moscrop/LaPresse)

di Ilaria Prada - Cracovia -

La pioggia battente non ha fermato la carica dei dodicimila tifosi, che a Cracovia hanno assistito al primo allenamento degli Azzurri in Polonia.
Tanti gli italiani accorsi per sostenere la Nazionale, ma sono soprattutto i polacchi, molti dei quali hanno vissuto nel nostro Paese, a macinare chilometri per applaudire la rosa di Prandelli.
I dintorni dello stadio di Cracovia brulicano di bandiere azzurre anche sotto un impietoso nubifragio, che da giorni flagella molte delle principali città polacche.

Sono migliaia i tifosi che hanno sfidato il maltempo per assistere al primo allenamento a Cracovia degli Azzurri in vista della prima partita contro la Spagna, in programma il 10 giugno allo Stadio di Danzica. Se sarà possibile. Pare infatti che il recentissimo impianto, considerato fra i fiori all’occhiello della colossale opera di rimodernamento attuata in vista degli Europei, non sia ancora da considerarsi in condizioni ottimali. Se la struttura è infatti ultimata, intorno ad essa il terreno appare dissestato, un po’ come accade per lo Stadio di Varsavia.

A sollevare il problema è stato Hector Fernandez, inviato di Radio Onda Cero, che descrive uno scenario simile a quello di un cantiere.
In attesa di verificare se sarà possibile scendere in campo, gli Azzurri davanti a tifosi entusiasti, arrivati anche da molto lontano.
I polacchi “azzurri”
Paweł, 43 anni, ha raggiunto Cracovia da Danzica, a quasi 500 km di distanza, per aspettare sotto la pioggia scrosciante l’arrivo degli Azzurri. Mi racconta di aver lavorato in un’autofficina di Milano per quattro anni. Nel 2008, quando la Polonia premeva ormai decisa sull’acceleratore del progresso, è rientrato nel suo Paese, ma non ha dimenticato l’Italia.

“Tifo Polonia perché è la mia terra, ma il mio cuore è azzurro” dice in italiano, con un vago accento meneghino.

Anche Dariusz, 38 anni, che abita invece poco distante dallo stadio di Cracovia, ha un passato tricolore. In cinque anni ha cambiato cinque città, da nord a sud ed ha svolto ogni possibile lavoro: aiuto elettricista, operatore ecologico, autotrasportatore…
Oggi ricorda, non senza nostalgia, le sue avventure galanti in Italia. Per questo è indulgente verso le chiacchiere che seguono come uno strascico Mario Balottelli ovunque vada.
“Lo capisco” dice strizzando i grandi occhi celesti. “Le italiane per me rimangono le migliori. So che molti vostri connazionali vengono qui per le ragazze, mentre io farei volentieri a cambio!”.
Fra i tifosi, un indovino…
Dariusz è un fan di Balottelli, forse anche per la comune passione verso il genere femminile che li accomuna. Ha portato sciarpe, magliette e taccuini, nella speranza (purtroppo vana) di strappargli un autografo. Dariusz però è preciso come si conviene ad ogni polacco, ed aveva calcolato questa eventualità. Si era quindi fatto prestare un enorme teleobiettivo da un amico fotografo, anche se ancora fatica a capire come si utilizzi.

“Supermario è un piccolo genio e, come tutti i geni, ha in sé il seme della sregolatezza” spiega. “Mi lancio in un pronostico: secondo me sarà la stella degli Europei e porterà l’Italia alla vittoria. Anche oggi segnerà almeno due goal”.
Vaticinio azzeccato: nella partita di allenamento, Supermario ha realizzato tre reti.
C’è da sperare che non sbagli la previsione più importante. Meglio del furetto e del suino indovino…

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