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Conte in panchina a Natale. Ecco perché al Tnas otterrà lo sconto

Squalifica da 4 a 6 mesi rispetto ai 10 di oggi. Troppi errori nelle sentenze: cade l'aggravante Mastronunzio. Si torna alla sanzione proposta nel patteggiamento

Conte Tnas

Antonio Conte al lavoro al centro sportivo della Juventus a Vinovo – Credits: La Presse

Antonio Conte tornerà in panchina prima della fine della stagione. Non il 10 giugno 2013, come scritto nelle sentenze della Disciplinare e della Corte di Giustizia federale, ma certamente ad inizio del prossimo anno e, con molta probabilità, addirittura prima di Natale. Il giudizio del Tnas presso cui non ci sarà alcuna conciliazione tra il tecnico, la Juventus e la Figc, è destinato infatti a cancellare in parte i dispositivi di condanna della scorsa estate consentendo per Conte un forte sconto sui 10 mesi di squalifica.

L'ipotesi più probabile è che venga meno l'aggravante morale che ha spinto i giudici della Corte di Giustizia federale (che è il secondo grado d'appello) a considerare l'omessa denuncia per la combine di Albinoleffe-Siena meritevole da sola di una pena durissima (10 mesi) perché quasi al limite della stessa partecipazione all'illecito da parte di Conte.

I giudici lo avevano scritto con chiarezza parlando di "particolare gravità del comportamento nei fatti quantomeno omissivo" e argomentandolo non tanto per il 'non poteva non sapere' e per il suo carattere "accentratore" che rendeva poco credibile che il collaboratore Stellini si fosse mosso di sua iniziativa, quanto per la vicenda di Salvatore Mastronunzio.

E' proprio questa parte delle due sentenze che verrà a cadere. Per i giudici valeva come prova della partecipazione diretta dell'allenatore alla combine. Secondo la Corte (in conferme di quanto scritto dalla Disciplinare), Mastronunzio sarebbe stato l'unico ad opporsi alla combine contro l'Albinoleffe avendo "preteso che un analogo trattamento il Siena lo riservasse anche alla propria ex squadra (Ascoli) che avrebbe di lì a poco incontrato". Per questo Conte lo avrebbe escluso dalla rosa nella parte finale della stagione. Il dialogo sarebbe avvenuto alla vigilia di Ascoli-Siena del 14 maggio 2011.

Una tesi smontata dallo stesso Mastronunzio in un'intervista televisiva nella quale l'attaccante ha confermato una delle tre versioni fornite da Conte e cioè che la sua esclusione fosse per infortunio. "Mi sono infortunato (stiramento) a tre giornate dalla fine. Titolare? Nel girone di ritorno ho fatto più panchina. Conte? Con lui il rapporto è stato buono".

Ma siccome il Tnas non ascolta nuovi testi per non creare precedenti e nelle memorie difensive non esiste traccia della cartella sanitaria del giocatore ma solo di un comunicato stampa pubblicato allora dal Siena, vale sottolineare come la stessa sentenza della Corte contenesse sul caso-Mastronunzio delle imprecisioni sostanziali.

Ad esempio viene indicato come Mastronunzio fosse un ex dell'Ascoli, cosa non vera visto che l'attaccante arrivò al Siena dall'Ancona (42 gol in 83 presenze in due stagioni) che è fiera nemica proprio dell'Ascoli che - secondo la sentenza - Mastronunzio avrebbe preteso di favorire. Errore da matita blu come la ricostruzione del tabellino delle presenze in quella stagione al Siena. Dice la Corte: "Non risulta altrimenti spiegabile la decisione del Conte di non convocare Mastronunzio, uno dei giocatori maggiormente impegnati nel campionato... Questa Corte non intende mettere in discussione il fatto che Mastronunzio non fosse più titolare dalla 27° giornata quanto, invece, il fatto che dopo la riunione tecnica svoltasi prima di Ascoli-Siena, nella quale Mastronunzio aveva espresso la propria contrarietà di lasciare la vittoria all'Albinoleffe, il predetto calciatore sia stato messo fuori rosa".

Anche qui l'errore è grave. Intanto perché l'attaccante gioca da titolare anche la 30° e la 31° (12 marzo 2011, ultima in campo dall'inizio) e poi perché le date non coincidono. La riunione tecnica pre-Ascoli è del 13 maggio 2011 (40° giornata). Nelle partite precedenti Mastronunzio non ha giocato tre volte (32°, 34° e 36°) ed è subentrato nelle altre occasioni per un totale di 113 minuti. Poi dopo la partita contro il Torino (7 maggio) non viene più convocato. Secondo la Corte perché alla vigilia della trasferta ad Ascoli (40° giornata) avviene la ribellione, secondo Conte e il giocatore per infortunio. In ogni caso già da due mesi Mastronunzio aveva perso il posto da titolare.

Incongruità che pesano e che porteranno a un verdetto molto vicino al patteggiamento rifiutato in estate e che era di 4 mesi e 20 giorni trasformati in 3 mesi e multa da 200mila euro. La caduta delle aggravanti porta in automatico la squalifica a scendere da 10 a 6 mesi, tariffario minimo per la singola omessa denuncia. Però la difesa fa leva sul fatto che all'epoca dell'illecito (29 maggio 2011) vigeva ancora il vecchio codice di Giustizia sportiva che non prevedeva pena minima e che sarebbe stato superato da lì a pochi giorni. Ecco la scorciatoia verso un incremento dello sconto.

Conte potrebbe tornare in panchina il 12 dicembre (Coppa Italia) nel caso di sconto massimo e riduzione a 4 mesi, oppure  il 13 gennaio 2013 (Parma-Juventus) con il dimezzamento o al massimo il 10 febbraio (Juventus-Fiorentina) in caso di applicazione del minimo di 6 mesi. La Figc otterebbe comunque la vittoria di non veder sbugiardata la sua linea sulla vicenda calcioscommesse e di aver 'sporcata' la fedina sportiva di Conte. Il tutto in attesa delle carte dalla Procura di Bari dove il tecnico è già stato sentito e sarà presto riascoltato. Il rischio, per lui, è un altro processo sportivo per omessa denuncia anche se la posizione sembra più marginale.

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