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Calcioscommesse: vince Palazzi. Tremano le big

Si chiude il processo-bis del calcioscommesse: condanne per 20 società e 52 tesserati. Proprio come aveva chiesto la Procura federale che ora si occuperà di Lazio, Genoa e le altre

palazzi

Condanne per tutti i club e pochi sconti sia per le società che per i tesserati. La sentenza della Disciplinare che ha chiuso il primo atto del processo-bis per lo scandalo delle scommesse non ha fatto altro che confermare una tendenza già evidente dalla scorsa estate quando, sotto la tagliola della giustizia sportiva, caddero l'Atalanta e le altre. Non c'è spazio per revisioni e ammorbidimenti di atteggiamento da parte della Figc: chi ha sbagliato paga, la responsabilità oggettiva resta un caposaldo inviolabile e le carte che provengono dalla Procura di Cremona sufficientemente 'blindate' per poter dire con largo anticipo che un deferimento oggi equivale quasi certamente a una condanna domani. In tutto - patteggiamenti compresi - la Disciplinare ha condannato a vario titolo 20 società e 52 tesserati. Considerate le cinque posizioni stralciate ad inizio processo (Acerbis, Turati, Bertani, Pellicori e Joelson) si tratta quasi di un en plein completo. Ecco però alcuni degli spunti su cui riflettere anche in vista dell'ondata di deferimenti in arrivo per il processo-ter che investirà la serie A subito dopo la fine degli Europei.

VINCE LA LINEA DI PALAZZI - La Procura della Figc aveva deferito 22 società, 54 calciatori, 4 dirigenti e 3 allenatori. Scontato il coro innocentista dei coinvolti, ma la sentenza della Disciplinare e i patteggiamenti di un paio di settimane fa promuovono il lavoro di Palazzi. Si è salvato solo chi ha patteggiato e chi nel corso del breve dibattimento ha avuto un atteggiamento costruttivo. Pochissimi sconti: l'Albinoleffe sceso da -27 a -15, il Piacenza da -17 a -11 e poi qualche limatura per Novara (da -6 a -4 come la Reggina) e Monza (da -6 a -5). L'esperienza del primo processo induce a ritenere che poco cambierà anche nei prossimi gradi di giudizio. E' il segnale che la mole di documenti arrivati da Cremona rappresenta per la giustizia sportiva un fondamento sufficiente a condannare club e tesserati.

INVITO ALLA COLLABORAZIONE - La sentenza mette in luce qualche evidente disparità di trattamento già evidenziata al momento dei patteggiamenti. E' paradossale, ad esempio, che Pescara e Atalanta abbiano la stessa pena (-2 punti nella prossima serie A) partendo da ipotesi di reato differenti. Lo stesso vale per molti tesserati. La sensazione è che i 'pesci grossi' dell'organizzazione abbiano potuto vendere le loro rivelazioni assicurandosi sconti che ad altri più piccoli sono stati preclusi. Comunque l'indicazione dovrà essere vagliata anche dai collegi difensivi dei personaggi che entreranno adesso nel meccanismo. Attenzione a professare ad oltranza la propria estraneità: potrebbe non essere la tattica vincente.

NON CAMBIANO LE CLASSIFICHE DI QUEST'ANNO - Tutte le penalizzazioni verranno scontate nella prossima stagione sportiva. In molti casi non avrebbero inciso sulle classifiche dei campionati appena conclusi, ma anche dove questo poteva avvenire (Grosseto ed Empoli) si è spostato tutto avanti nel tempo. E' un segnale preciso di Procura e Disciplinare: per responsabilità oggettiva non verrà applicata la retroattività della penalizzazione con l'affermazione della cosiddetta 'afflittività' che era uno dei capisaldi dell'ordinamento. La notizia interessa da vicino chi come Lazio, Udinese e Napoli poteva temere scivolamenti indietro nella corsa a Champions League ed Europa League. Che poi l'Uefa voglia applicare il suo codice etico varato nel 2007 è un discorso più politico che altro.

JUVENTUS SALVA - La Sampdoria era stata deferita per trascinamento indotto dall'aver tesserato Bertani reduce dalle prodezze di Novara. Rischiava un punto di penalizzazione e se l'è cavata con 50mila euro di multa. La situazione potrebbe replicarsi per la Juventus tra luglio e agosto. Questa sentenza la mette al riparo da qualsiasi preoccupazione. Del resto sarebbe stata una follia che la Figc non si è sentita di avallare. A bocce ferme sarà il caso di modificare la norma così da evitare in futuro imbarazzi spiacevoli.

TROPPE FUGHE DI NOTIZIE - La Figc avrebbe gradito la pubblicazione del dispositivo della sentenza non nell'immediata vigilia della sfida della nazionale di Prandelli contro l'Irlanda decisiva per il passaggio ai quarti di finale. La fuga di notizie che ha portato la 'Gazzetta dello Sport' ad anticiparne i contenuti alla fine ha reso la precauzione inutile. Da qui il via libera a poche ore da Italia-Irlanda si immagina con qualche fastidio in via Allegri. Urge blindatura degli spifferi.

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