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ESCLUSIVO - La sfortuna di chiamarsi Mavillo: "Io, innocente, rovinato dal calcioscommesse"

Parla Gheller: "Sono senza lavoro ma voglio tornare". Ha speso una fortuna per difendersi, 850 euro solo per avere 8 CD. Chi lo tutela adesso?

Mavillo Gheller

Mavillo Gheller con la maglia del Novara in serie B – Credits: La Presse

Il suo calvario è durato 250 giorni, tanti ne sono passati dal momento in cui Carobbio ha pronunciato il nome di Mavillo Gheller davanti a Palazzi al proscioglimento totale del calciatore che da mesi proclamava con forza la sua innocenza. All'inizio a dire la verità nemmeno lo sapeva di essere stato tirato in ballo nella presunta (ormai smontata) combine di Novara-Siena. Gara nemmeno giocata ("E solo per questo mi sono salvato da una condanna per illecito a 3 anni e 6 mesi come voleva la Procura federale"), ma che gli era costata comunque uno stop di 6 mesi per omessa denuncia in primo e secondo grado.

Squalificato con addosso il marchio dell'infamia, a 37 anni. Contratto (biennale) rescisso consensualmente con il Pavia e carriera finita. Ma Gheller non si è mai arreso e il Tnas gli ha dato ragione prosciogliendolo da tutte le accuse. Notizia buona per un boxino a fondo pagina e senza che nessuno si alzi a chiedere di riformare la giustizia sportiva per quelli come lui che non fanno titolo, non guadagnano milioni di euro e ora non sanno nemmeno se potranno ripartire comunque pur essendo stati ripuliti dal sospetto.

E adesso Gheller come la mettiamo? Cosa si aspetta dal mondo del calcio?

"Non mi aspetto proprio nulla e non voglio nulla. Anzi, voglio solo tornare a giocare e che qualcuno mi prenda per quello che sono sul campo. Faccio il calciatore da vent'anni e devono volermi per quello che valgo".

Lo sa che rischia di aver chiuso comunque?

"Io so che non voglio essere avvantaggiato adesso dal fatto di essere uscito pulito così come non volevo essere penalizzato prima da questa inchiesta".

Tornerà a Pavia dove ha stracciato un contratto biennale?

"Non succederà e non lo vorrei nemmeno io. Sono rimasto deluso e non sto parlando della scelta della società e di chi ha deciso, ma dalle persone che ci sono intorno".

Si è sentito scaricato?

"Ecco, sì... Scaricato. Da una persona in particolare di cui non mi va di fare il nome. Lo ritenevo un amico ma non lo era. Non è bello scaricare tutto addosso a qualcuno quando le cose non vanno bene".

Lei è stato obbligato a stracciare il suo contratto con il Pavia e a restare senza lavoro?

"No perché il nuovo accordo collettivo è entrato in vigore dopo. Il 10 agosto io sono stato squalificato per 6 mesi per omessa denuncia. Mi dicevano 'Non ti preoccupare, stai sereno, risolvi i tuoi problemi e poi ci sistemiamo...'. Ci avevo anche creduto, invece un giorno mi è arrivata a casa una raccomandata con la richiesta di rescissione del contratto. Sa quando me l'avevano spedita?"

Quando?

"L'11 agosto, il giorno dopo la squalifica. Le belle parole se l'era portate via il vento".

Perché ha accettato di rescindere consensualmente anche se non era obbligato?

"Perché tanto alla fine davanti al Collegio arbitrale sarebbe stato lo stesso e si andava incontro ad altre spese legali e io ne avevo già abbastanza".

Quanto costa affermare la propria innocenza davanti alla giustizia sportiva?

"Tanto. Un bagno di sangue per chi come me ha famiglia con tre figli e alle spalle una carriera in serie C con qualche apparizione in B. Sono uno che si è sempre rimboccato le maniche e non piango miseria, però non mi sono mai arricchito. E poi ci sono assurdità. Le faccio un esempio?"

Dica...

"Mi sono pagato di tasca mia l'avvocato e non voglio nemmeno dire quanto mi è costato. Poi i viaggi a Roma, pratiche burocratiche e documenti. Sa quanto mi sono costati gli 8 CD che contenevano gli atti che mi riguardavano? 850 euro in tasse federali. Però sono fortunato...".

E' uscito prosciolto... Le restituiranno tutto...

"Assolutamente no. Sono fortunato perché almeno le spese per il Tnas le hanno addebitate alla Figc. Erano altri 10mila euro più o meno e pesavano non poco".

Come ha preso la notizia del proscioglimento?

"Ho ancora i brividi della pelle d'oca. Ho visto mia moglie piangere. E' tutto assurdo. Vieni accusato, lotti, paghi e basta. Adesso a 37 anni e con le regole della Lega Pro che favoriscono i giovani sarà difficile trovare un altro contratto".

Lei non è Conte. Nessuno si alzerà a chiedere una norma che costringa una società a restituirti il contratto in caso di assoluzione...

"Non accadrà, ha ragione. Però io non voglio smettere e voglio che qualcuno mi scelga perché conosce il Gheller giocatore e non per l'immagine mediatica che posso avere adesso".

Si è tenuto in allenamento in questi mesi?

"Come sempre. Mi hanno aiutato alcuni amici del Borgomanero, una società dell'Eccellenza piemontese. Sono prontissimo a tornare in campo e motivatissimo. Mi hanno tolto il pane di bocca per tre mesi...".

Avrà pensato a cosa fare dopo o anche subito. In fondo lei ha 37 anni...

"Certo che ci ho pensato al dopo. Ho aperto una scuola calcio e mi sono dedicato a quella. Ma i ragazzini possono aspettare ancora un po'. Li lascio in buone mani. Io voglio tornare a correre dietro al pallone come ho fatto per vent'anni prima di questa assurda storia".

In bocca al lupo Mavillo. Illusi che qualcuno chieda davvero di riformare almeno un pezzo di giustizia sportiva per quelli come te che non si chiamano Conte.

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