Calcio

La lotta agli ultras e le solite (inutili) promesse...

Biglietti nominali in curva, sicurezza pagata dai club, Daspo a vita e preventivi: le ricette promesse dai politici e che già c'erano (o ci sono ancora)...

Un momento degli incidenti durante Fiorentina-Napoli – Credits: Ansa

Una bella promessa non si nega a nessuno, figuriamoci a chi deve cercare di far dimenticare la figuraccia in mondovisione di una partita di calcio iniziata solo col consenso di un capo ultrà alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Giri di vite, nuove leggi, provvedimenti eccezionali: in tanti stanno parlando dopo i fatti dell'Olimpico. Spesso promettendo quello che non si può fare o, peggio, esiste già. Basterebbe prendere le leggi e applicarle fino in fondo, senza deroghe, interpretazioni e mediazioni successive. Ecco una breve guida alle parole (inutili) di queste ore:

ALFANO: "STIAMO PENSANDO A UN DASPO A VITA PER I VIOLENTI CHE DEVONO RESTARE FUORI DAGLI STADI"

Il ministro dell'Interno sostiene che il Daspo, cioè il divieto ad assistere alle manifestazioni sportive per disposizione di un questore, debba essere allungato e reso definitivo in caso di recidiva. Dimentica che il provvedimento, così come scritto dal suo predecessore Amato nell'inverno 2007, sull'onda emozionale dell'omicidio dell'ispettore di Polizia Raciti, prevede già l'espulsione perpetua dei violenti dagli stadi. "E' fatto divieto alle società la cessione dei titoli di accesso a soggetti che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive" (articolo 9). Tutto già possibile, dunque, anche nel corso degli anni le interpretazioni hanno portato alla situazione attuale per cui negli stadi non entra solo chi ha un Daspo in corso.

ALFANO: "STIAMO LAVORANDO SU UN DASPO PREVENTIVO E SULLA RECIDIVA"

Il Governo vorrebbe ora scrivere nuove regole per cui "chi è già colpito da provvedimento e continua a delinquere possa essere allontanato dagli stadi per 8-10 anni". Già previsto nel 2007 dalle misure del ministro Amato, per le quali il Daspo può essere disposto anche nei confronti di chi "sulla base di elementi oggettivi" risulta aver tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione a episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive. Valido anche per minorenni e con obbligo di firma. Quello che si vuole introdurre adesso.

ALFANO: "CI SARANNO PROVVEDIMENTO COLLETTIVI. NON VOGLIAMO COLPIRE SOLO IL CAPOBRANCO, MA TUTTO IL BRANCO"

Già il Daspo personale è stato oggetto in questi anni di una dura battaglia legale, tra chi sostiene che non sia costituzionale privare un cittadino di una libertà con provvedimento amministrativo di un questore (e senza il vaglio di un giudice) e chi invece lo difende. Figuriamoci l'idea di poter scrivere un divieto di gruppo, prescindendo dalle responsabilità personali che, per la legge italiana, sono il presupposto di una qualsiasi condanna.

RENZI:  "LE SOCIETA' DOVRANNO PRENDERSI CURA DEL PAGAMENTO DELL'ORDINE PUBBLICO, NON VOGLIO CHE PAGHINO I CITTADINI" 

Secondo il presidente del Consiglio dovrebbero essere i club a garantire la sicurezza dentro e fuori dagli stadi senza gravare sulle casse dello Stato. Tema già sollevato negli anni scorsi e risolto nel 2007 con l'introduzione dell'obbligo di avvalersi di steward in stadi con capienza superiore a 7.500 posti. E' già tutto scritto e, soprattutto, avviene in tutti gli impianti d'Italia, dove non c'è più un agente di Polizia a garantire le operazioni di bonifica, prefiltraggio (controllo di striscioni, bandiere etc...), filtraggio, rispetto del regolamento d'uso dell'impianto e gestione di ogni attività dentro lo stadio. Fuori tocca alle forze dell'ordine e non potrebbe essere diversamente. Ma del resto sarebbe bene anche ricordare che il calcio come attività economica genera incassi in tasse da oltre un miliardo di euro all'anno per lo Stato e, come per ogni altra attività, le tasse servono anche a pagare il mantenimento dell'ordine pubblico. A meno che non si voglia far passare il concetto che ogni impresa debba pagarsi da sola la pattuglia della Volante che controlla il territorio fuori dai suoi cancelli...

POSTI NOMINALI IN CURVA E BASTA CON GLI STRISCIONI PROVOCATORI E PIENI DI INSULTI

Esiste già tutto nelle norme, addirittura dal primo decreto sulla violenza negli stadi firmato dall'allora ministro Pisanu. Sarebbe bastato applicarlo per intero dieci anni fa e oggi, forse, non ci troveremmo in questa situazione. E a proposito di striscioni e coreografie, già adesso devono essere preventivamente presentati e approvati dalle forze dell'ordine e poi controllati prima dell'ingresso nello stadio. Resta un mistero come la rete di sicurezza venga costantemente aggirata. O forse no...

 
© Riproduzione Riservata

Commenti