Calcio

Una giornata di shopping con Leonardo

Lo sceicco Tamim bin Hamad al-Thani ha promesso un investimento da 100 milioni di euro a stagione per i prossimi cinque anni. Quali saranno i prossimi colpi del P$G?

Leonardo insieme a Nasser Al-Khelaifi (LaPresse)

I 96 milioni di euro della scorsa stagione sono solo un ricordo. Il Paris Saint Germain si è superato e in questa estate ha già speso 104 milioni di euro per acquistare il meglio del mercato europeo. Dopo Marco Verratti (12 milioni di euro), giovane talento strappato alle squadre italiane, Zlatan Ibrahimovic (20 milioni), Thiago Silva (42 milioni) ed Ezequiel Lavezzi (30 milioni), il Paris Saint Germain ha cancellato la teoria del fair play economico. Come se non bastasse Nasser Al-Khelaifi, uomo di fiducia di Tamim bin Hamad al-Thani, ha fatto sapere che la proprietà è pronta a spendere 100 milioni a stagione per i prossimi cinque anni. Per la regola del fair play economico nel triennio 2013-15 il passivo non potrà superare i 45 milioni, in quello seguente i 30 e poi il bilancio in equilibrio sarà obbligatorio. E' curioso però notare come proprio nella terra di Platini questa nuova introduzione per regolamentare l'economia dei club sia stata boicottata. Il tutto per la felicità di Leonardo, l'uomo del mercato parigino che si è ritrovato con la possibilità di fare acquisti da Fantacalcio. Il ruolo dell'ex tecnico dell'Inter si avvicina di più a quello dei ragazzini alla playstation: costruire la squadra più forte di sempre prendendo i soldi come numeri di fantasia.

Ecco allora che nella nuova logica del "nessuno è incedibile" si può teorizzare chi saranno i prossimi obiettivi del club di Tamim bin Hamad al-Thani. Ipotizziamo una giornata di shopping con Leonardo, offrono gli sceicchi. Considerando il budget previsto di 500 milioni di euro già dal prossimo anno a Parigi potrebbero sbarcare i migliori talenti del calcio mondiale. Il club, che nel 2011 aveva meno introiti del Napoli, ha un progetto ambizioso: portare sotto la torre Heiffel il miglior giocatore del mondo, Lionel Messi. L'operazione è già stata tracciata, un investimento che permetterebbe al club di guadagnare milioni come merchandising e sponsor. La pulce sta bene al Barcellona dove è idolo indiscusso ma come per Pep Guardiola il bisogno di nuovi stimoli potrebbe cambiare gli scenari nei prossimi anni. Stesso discorso per Cristiano Ronaldo che dopo l'esperienza al Real potrebbe farsi tentare da un'offerta irrinunciabile.

Il progetto degli sceicchi è chiaro: fare la squadra più forte di sempre. Secondo i nostri calcoli il top team mondiale potrebbe essere composto da: Buffon-Dani Alves,Thiago Silva, Piquè, Bale, Xavi, Iniesta, Pirlo, Rooney, Messi e Cristiano Ronaldo. Il portiere della Juventus non è inarrivabile, offrirgli ponti d'oro per il suo ultimo contratto non dovrebbe essere difficile. 5 milioni di euro all'anno? dieci? Scelga lei signor Buffon. Thiago Silva gioca già nel Paris Saint Germain, Dani Alves è stato trattato già nella scorsa estate, prima o poi arriverà in Francia soprattutto grazie alla determinante mediazione di un brasiliano come Leonardo. Stesso discorso per Bale, prima vicinissimo ai due top team di Spagna e ora in attesa di una chiamata dagli sceicchi francesi. Tutti aspettano le mosse del Psg, anzi del P$g, procuratori, presidenti, giocatori. Piquè è la colonna del Barcellona, l'unico difensore al mondo quotato più di Thiago Silva. Difficile ipotizzare un futuro lontano dalla Catalogna, difficile ma non impossibile, come per Xavi e Iniesta.

La pioggia d'oro può tentare tutti. Andrea Pirlo è un pupillo di Carlo Ancelotti, la sua carriera è al termine ma una cifra alta per il cartellino potrebbe convincere la Juventus a fare la follia. In attacco c'è Rooney che non ha mai lasciato l'Inghilterra ma potrebbe valutare l'opzione per tornare a vincere dopo un periodo non felice in un Manchester meno ricco che mai. Teorie, pazzie, trattative improbabili. Il muro della logica nel calcio è caduto sotto la spinta dei petroldollari. Chissà che un giorno il presidente del Psg non emuli quello della Longobarda del presidente Bortolotti nel famoso film cult di Lino Banfi "L'allenatore nel pallone". "Ancelotti, indovini chi le ho preso? Ma, mara, marado... Maradona".

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