OFFESE A EBREI E GAY', 'NO, E' RICATTO',BUFERA SU TAVECCHIO
Calcio

Scandalo Tavecchio: le reazioni alle frasi contro ebrei e omosessuali

Il presidente della Figc nella bufera: proteste da Israele, critiche da rappresentanti del Governo e richieste di dimissioni dal Codacons

Come se ci fosse l'auto-play: la registrazione resa nota dal Corriere della Sera con le frasi contro gli ebrei e gli omosessuali pronunciate dal presidente della Figc, Carlo Tavecchio, continua a riecheggiare non solo nel mondo del calcio. Suscitando continue reazioni di protesta, a partire dall'ambasciatore d'Israele in Italia, Naor Gilon: "Quale Ambasciatore d'Israele in Italia desidero ribadire che nessuno può dubitare che, come israeliano, ebreo e parte di un gruppo di minoranza, io possa minimamente accettare parole quali quelle pronunciate dal Presidente delle Figc Carlo Tavecchio", è stata infatti la lapidaria dichiarazione del diplomatico.

Le critiche dalla politica
"Le dichiarazioni del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, non sono un esempio che fa onore allo sport italiano, come non lo è il razzismo nelle curve": la condanna arriva anche dalla politica interna, per l'esattezza dalla voce del sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Luigi Bobba, a margine della presentazione in Rai di "Portami con te", nuova trasmissione settimanale in onda da domani alle 19.40 su Rai Sport 1. "Quello di Tavecchio", ha aggiunto Bobba, "rientra in quei comportamenti dall'alto e dal basso che anziché favorire l'integrazione e il dialogo promuovono il respingimento e il razzismo".

La posizione del Coni
Se da un lato Carlo Tavecchio non prende minimamente in considerazione l'ipotesi di dimettersi dall'incarico, dall'altro nessuno può spingerlo a farlo, né il Governo né tanto meno il Coni. Ecco infatti la dichiarazione del n°1 dello sport italiano, Giovanni Malagò, sulla questione: "Le parole emerse attraverso la registrazione audio sono inaccettabili e vanno biasimate. Per dovere di chiarezza, allo stesso tempo, sottolineo che non esiste alcun presupposto tecnico-giuridico affinché il Coni possa prendere provvedimenti legati all'eventuale commissariamento della Federazione. Inoltre, come già esternato in altra occasione, ritengo che ogni singola persona debba rispondere alla propria coscienza e adottare il comportamento più idoneo. Voglio comunque aggiungere che ho chiesto, con urgenza, un report dettagliato alla Figc per approfondire il caso in questione e le singolari dinamiche della vicenda, su cui si fondano peraltro i successivi chiarimenti e denunce del presidente Tavecchio".


La richiesta del Codacons
A prendere decisa posizione è stato il Codacons, che ha chiesto oggi al Tar del Lazio di sospendere la nomina di Carlo Tavecchio a presidente della Figc. "Dinanzi al Tar pende un ricorso con cui chiedevamo ai giudici di annullare la nomina di Tavecchio", spiega in un comunicato il Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori. "A seguito dello scandalo emerso in queste ore, e delle gravi dichiarazioni contro gay ed ebrei, abbiamo deciso di presentare una memoria aggiuntiva ai giudici amministrativi, che rafforza la nostra richiesta di sospensione della nomina a presidente della Figc. E' evidente che una carica così importante nel mondo dello sport non può essere affidata a soggetti che abbiano idee di stampo razzista. Questo per le evidenti ripercussioni non solo a livello istituzionale, ma anche e soprattutto come esempio nei confronti dei giovani che seguono il calcio".

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