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Calcio

Sneijder, lontano dai campi, lontano da Twitter

La moglie del giocatore olandese dell’Inter comunica in rete lo stop imposto dalla società

Sneijder e la moglie nel giorno del loro matrimonio (Credits: LaPresse)

Il cinguettìo di un uccellino comincia a fare più paura del ruggito di un leone. Twitter sta diventando il nemico numero 1 per manager e organizzatori di eventi alle prese con atleti che non hanno alcuna intenzione di mettere a tacere la propria voglia di comunicare attraverso il popolarissimo social network. L’ultimo caso arriva da Milano, sponda Inter. Reponsabile del guaio che rischia di creare non poco imbarazzo agli uomini della comunicazione neroazzurra, la bellissima modella olandese Yolanthe Cabau, moglie di un Wesley Sneijder sempre più giù per l’infortunio che lo tiene lontano dai campi dallo scorso 26 settembre.  

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Ha scritto ieri sul suo profilo Twitter la compagna del campione orange: “Lui è triste… non può più appoggiare o complimentare la squadra nemmeno!! #QuestoEStranoloPenso ma va bene dopo vedremo come Wes torna per vincere con l’Inter! :) bacio”. Non scrive Sneijder, perché dal club del presidente Moratti è arrivato nei mesi scorsi il divieto di parlare pubblicamente di questioni che interessano da vicino la squadra, epperò scrive sua moglie, che fino a prova contraria dovrebbe essere libera da vincoli di alcun tipo, dichiarando a chiare lettere che così le cose non vanno. Perché va bene non fare indigestione di messaggi che devono rimanere nello spogliatoio, ma da qui a non far girare sul web la gioia per il proprio quotidiano, ce ne passa.

Non è la prima volta che Sneijder fa arrabbiare lo staff della comunicazione del Biscione. Poco dopo il problema muscolare rimediato nella gara contro il Chievo, il trequartista olandese aveva fatto sapere ai suoi sostenitori su Twitter che sarebbe andato a curarsi in California. Apriti cielo. In casa Inter non hanno gradito e l’hanno fatto sapere con toni tutt’altro che accomodanti al tesserato indisciplinato. Come non comprendere il disagio della società. Se tutti i giocatori raccontassero i fatti loro senza uno straccio di regole, sarebbe il caos. E poi, tanto per rimanere al caso in questione, come giustificare la scelta di un calciatore d’elite che preferisce volare negli States piuttosto che affidarsi alle cure dei medici neroazzurri? Altro che imbarazzo, un mezzo disastro.

Le dichiarazioni a mezzo Twitter della signora Sneijder fanno rumore (e tanto) anche e soprattutto perché arrivano in un momento certamente non facile per il fenomeno che tanto piaceva a Mourinho. Da quando l’olandese è fuori dai giochi per il crack in terra veneta, l’Inter ha infatti firmato un filotto stellare di dieci vittorie, una di seguito all’altra. In campionato e in Europa League.

Roba da applausi a scena aperta. Stramaccioni sempre più leader dello spogliatoio, sempre più protagonista di una stagione che fin qui ha regalato molte più soddisfazioni di quanto era lecito aspettarsi nei caldi mesi estivi. Insomma, l’Inter convince come non convinceva da tempo. E senza Sneijder, che fra poco dovrebbe tornare disponibile e chissà se riuscirà mai a tornare tra i titolari. Si parla di una sua cessione da tempo, ma il giocatore costa tanto e guadagna ancora di più. Sistemarlo altrove non è facile. Per informazioni, chiedere a Branca e Ausilio.

Twitter e Facebook fanno paura. E non da oggi. In occasione dell’ultima Olimpiade inglese, il Cio aveva spiegato che “le attività sui social media o siti web dovranno essere a titolo personale, in formato diario e in prima persona; non devono riportare notizie sulle competizioni o commenti su attività di altri partecipanti”. Il “silenzio olimpico”, venne definito dai media alla caccia di un titolo da consegnare alle stampe. Un silenzio che doveva essere intransigente e assoluto, senza e senza ma, salvo poi cadere nelle molteplici possibilità della rete, che per definizione non gradisce vincoli troppo opprimenti. Ne sanno qualcosa in casa Inter.

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