Calcio

Seedorf addio: ecco perché la rottura con Berlusconi

I retroscena della fine dell'amore tra il presidente e il tecnico del Milan. A Bergamo il capolinea con il giallo del labiale di Galliani

Clarence Seedorf sulla panchina del Milan nella seconda metà del 2013-2014 – Credits: Ansa

Chi sarà il nuovo direttore sportivo del Milan? Il quesito è stato la colonna sonora degli ultimi mesi a Milanello e dintorni. Dai contatti con Sogliano e Pradè dello scorso dicembre si è passati a soluzioni quali Giovanni Galli o Andrea Berta. Ora il club rossonero appare intenzionato a confermare pieni poteri, almeno per quanto riguardo l'area sportiva, ad Adriano Galliani. L'ad milanista è tentato dal puntare sulla soluzione interna, con la promozione a suoi collaboratori operativi di Rocco Maiorino e Mauro Bianchessi. Ovvero il capo-osservatori e il diesse della formazione Primavera della società di via Aldo Rossi.

Scelta che ad oggi non dispiacerebbe neppure al patron Silvio Berlusconi, che invece ha posto il veto sulla promozione di Pippo Inzaghi (caldeggiata fortemente da Galliani) alla guida della Prima Squadra. L'ex centravanti non convince il Cavaliere che vorrebbe un tecnico di maggior esperienza. Il suo prediletto si chiama Vincenzo Montella, col quale vi sono stati degli incontri due mesi fa con i suoi rappresentanti, oltre a un paio di colloqui telefonici. Unico ostacolo la clausola di 6 mln per liberarlo dalla Fiorentina. Decisamente troppi per le attuali asfittiche casse rossonere.

Nonostante le ultime dichiarazioni dell'ex tecnico della Roma abbiano evidenziato come il desiderio di restare a Firenze non sia più in cima alla lista dei desideri e la possibilità di sbarcare a Milano incarni molto più di una tentazione. Il nome che potrebbe mettere d'accordo Galliani e Berlusconi è quello di Luciano Spalletti. Il mister di Certaldo in settimana arriverà a Milano. Ufficialmente per investimenti immobiliari e situazioni personali. In realtà in agenda c'è in programma un incontro anche con Adriano Galliani. Nell'Aprile 2009 proprio il dirigente rossonero l'aveva designato quale erede di Carlo Ancellotti per la panchina del Diavolo prima di virare sulla scommessa Leonardo.

Una stima rimasta intatta fra i due che in questi anni hanno continuato a mantenere un buon rapporto. Spalletti e il suo calcio propositivo hanno conquistato anche la stima di Berlusconi, che non intende però elargire i 4,5 mln a stagione che il tecnico percepiva a San Pietroburgo. Per questo Spalletti e il suo staff stanno trattando la risoluzione del contratto con Igor Korneev, puntando a strappare dal diesse dello Zenit una lauta buonuscita intorno ai 2 mln. A quel punto le pretese economiche col Milan sarebbero ridimensionate e nell'ordine di un biennale da 2,5 mln a stagione. Lo stesso compenso di Clarence Seedorf. Solo un caso? Probabilmente no, anche se la manager dell'allenatore olandese, Deborah Martin, contattata telefonicamente si è trincerata dietro un no comment in merito alle indiscrezioni riguardanti il suo assistito, commentando laconicamente come "Seedorf stia facendo bene e abbia altri due anni di contratto".

Al di là delle cosiddette malevole voci giornalistiche, la posizione dell'ex numero dieci è sempre più in bilico. Scaricato apertamente dal gruppo degli italiani e da parte della dirigenza, ha conservato solo l'appoggio incondizionato dei tifosi. I trentadue punti in diciotto gare rappresentano un buon bottino, tuttavia potrebbero non bastare per la riconferma. Le stoccate pubbliche relative alla gestione dello spogliatoio effettuate dal suo (ex?) pigmalione Silvio Berlusconi hanno palesato il defenestramento. 

Nata e motivata dalla rivolta dei senatori dello spogliatoio in merito agli allenamenti condotti per reparti e per interposti assistenti, i cambi di ruoli e i sermoni prosopopeici ai quali sono stati sottoposti i calciatori. Il tutto condensato a richieste apparse esose e pletoriche (il celeberrimo staff da nove persone di cui vi parlammo lo scorso 19 marzo ) ed alcuni comportamenti ritenuti non in linea con lo "Stile Milan". Il dossier di Arcore presentato da Galliani alla presenza di capitan Montolivo e Mauro Tassotti ribaltò le convizioni berlusconiane sull'ex pupillo, che dopo Milan-Sassuolo dovrebbe finire giubilato pubblicamente sulla falsa riga di quanto accaduto qualche anno fa con Leonardo. La data di scadenza ufficiale sull'avventura milanista di Clarence Seedorf dovrebbe arrivare dopo le Elezioni del 25 maggio. In agenda infatti c'è l'inaugurazione di museo, ristorante e show-room della nuova sede, programmata per il 19 maggio e alla quale è previsto il cameo dell'allenatore insieme ai calciatori della Prima Squadra. 

Dopodichè a distanza di quattro anni la storia potrebbe ripetersi, con il passaggio di consegne da un neofita straniero ad un tecnico toscano. Allora la staffetta fu fra Leonardo ed Allegri, stavolta fra Seedorf e Spalletti. Ieri come oggi a restare al palo sarebbe il trainer della Primavera rossonera. Filippo Galli nel 2010, adesso Inzaghi. Corsi e ricorsi storici, per dirla alla GianBattista Vico, con spiccate analogie e un unico deus ex machina: il Presidente.

© Riproduzione Riservata

Commenti