Calcio

Tutti i segreti del Sassuolo in serie A

Dietro la promozione dei neroverdi non un miracolo, ma un progetto fatto di scelte azzeccate e soldi spesi bene

La festa del Sassuolo in serie A (credits;: ANSA/ELISABETTA BARACCHI)

Miracolo Sassuolo. La favola neroverde: questi i principali slogan campeggianti sulle prime pagine dei giornali per rendere omaggio alla promozione dei neroverdi. Termini spesso abusati quando si parla della compagine emiliana, capace in sette anni di arrampicarsi dalla C2 (oggi Seconda Divisione Lega Pro) alla Serie A.

Giudizi ritenuti urticanti dai dirigenti del Sassuolo, che in questi anni hanno lavorato all'insegna della progettualità. Vincere tre campionati nell'arco di poche stagioni certifica come di tutto si possa parlare in riferimento ai neroverdi, tranne che di episodi sporadici o fortuiti tali da far gridare al miracolo.

Artefice principale dell'exploit neroverde il patron Giorgio Squinzi, che dal 2003 ha delegato la conduzione tecnica del club al presidente, sassuolese doc, Carlo Rossi e al direttore generale Nereo Bonato. Quest'ultimo si è rivelato un abilissimo scopritore di talenti, basti pensare ai vari Agazzi, Sansone, Boakye e Berardi che proprio in terra emiliana hanno trovato il trampolino di lancio verso i massimi palcoscenici nazionali. Per non parlare dei numerosi tecnici come Allegri, Pioli o Mandorlini.

Una promozione arrivata al termine di un match-thrilling contro il Livorno: una corrida nella quale espulsioni e occasioni dilapidate sono state protagoniste assolute. I 15mila presenti al Ricci sono esplosi in un fragoroso boato, quando a tempo scaduto, proprio come in un corrida, Missiroli ha matato l'undici labronico. Un gol che ha suggellato la promozione in Serie A, segnato non a caso da uno dei massimi esempi del progetto Sassuolo.

L'ex Reggina fu strappato ai calabresi nel gennaio 2012 per 3,5 mln. Il più alto investimento della storia del club, quasi a certificare come il saper investire le proprie risorse economiche garantisca poi risultati concreti. D'altronde nel 2008 (c'era un certo
Massimiliano Allegri in panchina) il Sassuolo aveva centrato la storica promozione in B, spendendo oltre 2,5 mln di euro. Addirittura 12 quelli spesi l'anno scorso per portare la compagine di Pea ad un passo dall'Olimpo.

Non bastarono gli ottanta punti stagionali ai Playoff per aver meglio della Sampdoria, che sbarrò la strada ai neroverdi in un'infuocata semifinale.

Un anno dopo, nonostante la congiuntura economica sfavorevole, è comunque arrivata la promozione. Proprio nell'anno in cui Bonato si era trovato a destreggiarsi con la drastica riduzione di quasi il 60% del budget societario. Nelle difficoltà, però, fermentano le idee. Ecco allora la scelta di riportare a casa alcuni ragazzi reduci da annate in prestito in Lega Pro, in primis bomber Pavoletti.

Lo "Sparviero" con undici reti ha siglato in maniera indelebile il salto di categoria. Per attrezzarsi in vista della massima serie, il Sassuolo sarà costretto a traslocare a Reggio Emilia: sono già ben avviate le trattative per l'acquisizione del "Città del Tricolore" che diverrà così il Mapei Stadium.

Un Sassuolo che vuole continuare a stupire l'Italia intera, cullando il sogno del numero uno di Confindustria: vincere a San Siro. Magari contro l'Inter, data la fede rossonera di Squinzi. La Serie A non è il culmine, bensì un punto di partenza per arrivare ancora più in alto. Dalla Juventus è in arrivo il Responsabile del Settore Giovanile bianconero Giovanni Rossi. Il binomio con la Vecchia Signora porterà in dote alcuni talenti emergenti come Leali e le riconferme di Boakye e Chisbah.

Un progetto ben strutturato con i connotati dell'azienda vincente: guai a chiamarlo miracolo...

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