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Calcio

Roma-Fiorentina in Europa: ecco come andò nel 1968

L'unico precedente tra le due squadre italiane risale agli anni Sessanta nella Coppa delle Alpi. Vinsero i giallorossi, ma non festeggiò nessuno

Prima delle sfide da lustrini e pailettes della Champions League e delle avventure meno gratificanti eppure ricche di risvolti da prima pagina dell'Europa League, il terreno di scontro e di incontro continentale delle squadre italiane si chiamava Coppa dei Campioni, Coppa Uefa, Coppa delle Coppe, ma pure Coppa Mitropa, Coppa Anglo-Italiana e Coppa delle Alpi. Ed è proprio nell'edizione del torneo che nel 1995 ha dato vita, insieme alla Coppa Mitropa e alla Coppa Piano Karl Rappan, alla Coppa Intertoto Uefa che il 15 giugno del 1968 si incrociarono Roma e Fiorentina in quello che rimane il loro unico bisticcio internazionale.

Dodici squadre in tutto, divise in due gironi da sei. Roma e Fiorentina rappresentavano il tricolore nel girone A, mentre Cagliari e Juventus difendevano il calcio made in Italy nel girone B. Nel mezzo, quattro squadre svizzere (Basilea, Servette, Lucerna e Young Boys) e quattro squadre tedesche (Eintracht Francoforte, Schalke 04, Colonia e Kaiserlautern). Gare di sola andata, chi vince il girone vola in finale. Eccola qui la Coppa delle Alpi 1968, un concentrato d'Europa a dodici spicchi. Non l'evento dell'anno, ma nemmeno l'amichevole della domenica. Pronti e via e tira aria di derby. Roma e Fiorentina si stringono la mano ad Augusta, in Germania, per la prima giornata del trofeo. Si gioca in campo neutro, vince chi la sa più lunga. La Viola faceva la voce grossa ormai da anni nella Serie A e l'anno successivo avrebbe vinto lo scudetto. Altra storia per i giallorossi, che tiravano invece a campare nella parte destra della classifica.

La Fiorentina poteva contare su giocatori da copertina come De Sisti, Maraschi, Amarildo, Rogora, Pirovano, Albertosi. Dirigeva l'orchestra la coppia Bassi-Ferrero. La Roma produceva sogni con Jair, Taccola, Cordova, Ferrari, Losi e Pizzaballa. Allenava e insegnava mister Oronzo Pugliese. Ad Augusta, va in scena l'Italia del pallone che sgomita per farsi bella nella piccola Europa. Le cronache dell'epoca raccontano di una gara a senso unico nel primo tempo, con i gigliati padroni del campo e vicini al gol prima con Maraschi (a lato di poco), quindi con Ferrante (traversa). Al ritorno dagli spogliatoi, cambia la musica. Al 63' la Roma passa in vantaggio grazie a una deviazione sotto porta di Taccola (scomparso pochi mesi dopo per un attacco cardiaco), lesto a ribadire in rete un tiro di Jair non trattenuto da Superchi. Uno a zero e palla al centro. La Fiorentina prova a riportare in equilibrio la gara, ma non ci riesce e così i primi 2 punti del torneo finiscono nelle tasche dei giallorossi. Che al termine del girone saranno però costretti a dire addio alla finale per colpa di un mattoncino nella differenza reti, che premia il Basilea, poi sconfitto nella partita decisiva dallo Schalke 04. Roma 1 Fiorentina 0. Se n'era andato Taccola, non festeggia nessuno.

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