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Calcio

Juve e Roma, buona la prima. L'Italia si scopre grande in Champions

Bilancio positivo contro Manchester City e Barcellona. E le difficoltà delle inglesi nel ranking Uefa ci avvicinano al terzo posto...

Avevamo davanti i più forti e i più ricchi, i campioni in carica e quelli che hanno speso di più sul mercato sfondando i 200 milioni di euro per costruire una squadra a dimensione di Champions League. Avevamo il vento contro e, invece, dalla prima settimana europea Juventus e Roma escono a vele spiegate e con loro il calcio italiano. E' la stagione in cui ci giochiamo una chance importante nel ranking Uefa e averla cominciata con il piede giusto fa bene al morale e conferma le buone indicazioni di un anno fa, quando la cavalacata della Juventus fino a Berlino e il buon comportamento delle altre in Europa League avevano dato il segnale dell'inversione di tendenza.

E' presto per trarre giudizi definitivi, non per dire che le italiane sembra aver fatto tesoro dei propri errori e imparato a sfruttare le proprie caratteristiche. Serve una partia ordinata? Ecco la Roma disegnata da Garcia. Carattere e colpi da top? Buffon e Morata incantano Manchester e rubano le copertine di mezza Europa. La magia di Florenzi ha chiuso il cerchio di una due giorni che va in archivio con il sorriso anche dal punto di vista numerico.

I risultati di Juventus e Roma hanno portato 0,500 punti al ranking Uefa italiano, partito male per colpa del suicidio della Sampdoria nel preliminare di Europa League e dell'eliminazione della Lazio dalla Champions. In due notti abbiamo rosicchiato 0,250 all'Inghilterra che continua a essere in difficoltà: vittoria per il Chelsea, sconfitte brucianti per le due Manchester e per l'Arsenal. La fotografia attuale dice che li seguiamo staccati di 4,179 punti: non sono pochi, ma l'anno scorso ne abbiamo messi oltre 5 tra noi e loro. 

 

Roma e la svolta di Garcia

Il valore aggiunto del pareggio contro il Barcellona è, per la Roma, essersi lasciata alle spalle i fantasmi di un anno fa. Lezione imparata a memoria: niente proclami alla vigilia, richiamo alla necessità di essere umili e pragmatici. Sul campo si è tradotto in un 4-1-4-1 molto attento, con De Rossi reinventato schermo davanti alla difesa e i due esterni d'attacco, Salah e Iago Falque, protagonisti di una partita di grande corsa e sacrificio senza, però, mai tralasciare le brucianti ripartenze. Equilibrio che ha consentito a Garcia di incartare a lungo Luis Enrique cui il possesso palla debordante (oltre il 74%) non è servito a nulla.

La crescita rispetto a un anno fa è evidente, tanto da far affermare che questa Roma non è quella di allora. La qualificazione agli ottavi di finale è ancora lontana e il Bayer Leverkusen è avversario da prendere con le molle, però il punticino lucrato all'Olimpico alla fine potrebbe anche pesare. In assoluto la Roma torna al campionato con maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Anche lì ha fatto partite molto diverse l'una dall'altra: luccicanti (Juventus) o da gas al minimo (Frosinone). Però è nel gruppo che insegue l'Inter e il rodaggio non sta provocando danni.

Juventus, le opzioni di Allegri

La buona notizia che la Juventus si porta a casa da Manchester, a parte i tre punti che la lanciano in vetta al girone, è la nascita di un tridente che ricorda da vicino altri del passato bianconero. Mandzukic-Morata-Cuadrado possono giocare insieme solo se disposti al sacrificio e a interpretare il loro ruolo in maniera moderna e dinamica. All'Etihad Stadium lo spagnolo è stato un motorino inesauribile: 9 chilometri percorsi e 8 palle recuperate. Cuadrado è un esterno con capacità di rientro e così Allegri ha scoperto di avere in mano un'opzione tattica differente rispetto al modulo col trequartista su cui stava lavorando.

La conferma, invece, è data dalla statura internazionale dei senatori rimasti a Torino. L'esempio è Buffon, celebrato ovunque per la prestazione monstre di Manchester. Il capitano è anche l'uomo che ha suonato la carica in spogliatoio nel momento più buio dell'inizio di stagione. Leader in campo e fuori: così anche la perdita di punti di riferimento come Pirlo e Tevez può essere ammorbidita.

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