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Calcio

RETROSCENA - Sneijder e il braccio di ferro in nome delle nuove regole sui contratti

La rinegoziazione prevista dall'accordo con l'Aic ma l'olandese rifiuta il confronto. In ballo 6,5 milioni netti a stagione che entrano nel conto del fair play finanziario

Wesley Sneijder ha un contratto fino al 30 giugno 2015 – Credits: La Presse

Che il problema di Sneijder non fosse legato unicamente allo stiramento procuratori in settembre a Verona, ma che a separarlo dall'Inter e dal ritorno in campo ci fosse qualcosa di più si era capito abbastanza chiaramente nelle ultime settimane. Troppo distanti le posizioni tra il club e la stella olandese. Prima le cure in California concesse senza troppa convinzione, poi i tweet e le foto della vita notturna a Los Angeles che avevano portato all'applicazione integrale (con multa) del regolamento sull'uso dei solcial network. Ora la presa di posizione di Branca ha messo le carte in tavola.

Sneijder rischia di aver chiuso la sua carriera in nerazzurro lo scorso 26 settembre a metà del primo tempo di Chievo-Inter. Mentre, infatti, il giocatore cercava di recuperare dall'infortunio la società ha provato a sedersi al tavolo con il suo entourage per ridiscutere il contratto da 6,5 milioni di euro netti a stagione che Wes ha garantito fino al 30 giugno 2015. Un tesoretto da quasi 40 milioni di euro complessivi nei prossimi due anni e mezzo incompatibile con la nuova politica economica di Moratti.

La richiesta dell'Inter è chiara e legittima: allungare l'accordo fino al 2017 rimodulandolo su una nuova cifra vicina ai 4 milioni netti a stagione. Al giocatore sarebbe garantita la stessa cifra complessiva e al club sarebbe permesso di abbattere un ulteriore voce nel costo stipendi, particolarmente onerosa perché è la più alta di tutta la rosa (e di tutta la serie A) e perché ricade pienamente nei conteggi del fair play finanziario.

Il contratto deriva dal rinnovo firmato nell'estate del 2010 dopo la conquista della Champions League e con Sneijder al top della sua carriera. Per i parametri dell'Uefa va conteggiato nel ffp a differenza, ad esempio, di tutti gli ingaggi pre-2010. Ecco perché l'Inter ha urgenza di ridiscuterlo in fretta essendo il calcio europeo entrato nell'era del controllo dei bilanci. Con altri giocatori è scattato la cessione forzosa (Julio Cesar e Lucio) o concordata (Maicon), Sneijder è stato ritenuto ancora importante ed eventualmente monetizzabile sul mercato.

In estate, però, non si è fatto avanti nessuno dopo che nello scorso gennaio c'era stato l'abboccamento dell'Anzhi dalla Russia, destinazione non gradita dal giocatore. Lo scenario si riproporrà a gennaio e l'Inter vuole arrivarci con il coltello dalla parte del manico. C'è un ultimo particolare che non va trascurato. La rinegoziazione dei contratti è una pratica ora prevista dell'accordo nazionale sottoscritto dalla Lega Calcio e dall'Aic di Tommasi. In molti guardano in queste ore al braccio di ferro tra Inter e Sneijder pronti a muoversi. La scelta di rendere pubblico il tutto è rischiosa, ma risponde anche alla logica di evitare denunce per mobbing. E' una vertenza-pilota. L'amore è finito, ma non è detto non possa proseguire il rapporto.

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