Calcio

I difetti di "San" Prandelli

Per anni è stato santificato (dalla stampa amichevole); ora scopriamo che l'ex ct, nuovo allenatore del Galatasaray, è un uomo normale (difetti e furbizie compresi)

Cesare Prandelli, mentre lascia il Brasile dopo l'eliminazione ai Mondiali – Credits: Claudio Villa Getty Images Sport

Gazzetta dello sport di oggi (4 luglio), pag 5: "A Istanbul raccontano l'espressione di Prandelli, piacevolmente sorpreso dalla limitata tassazione turca (10%) e ancora di più dalla scoperta che sarà il Galatasaray a farsi carico di quel 10%. Più netto di così si muore...". 

Eccovi servita, in ordine di tempo, solo l'ultima scoperta su l'ex ct della Nazionale: le tasse non gli piacciono e non pagarle o pagarle meno lo rende felice. Insomma: è un uomo normale. Non sono giorni semplici per Cesare Prandelli e non solo perché ci ha regalato un pessimo mondiale in cui ha sbagliato tutto ed il contrario di tutto (convocazioni, preparazione atletica, tattica, schemi, sostituzioni, gestione del gruppo) fino alle dimissioni.

Non sono giorni semplici perché quel vento di "beatificazione" quell'aureola che per anni gli è stata costruita attorno da stampa e commentatori compiacenti (favoriti anche dai risultati all'europeo del 2012 e dalla sua vita privata) sembra non esserci più.

La realtà è che a ben guardare "santo", Prandelli, non lo è mai stato. E le prime avvisaglie erano visibili da tempo, ad esempio dalla gestione di quello che era uno dei suoi punti fermi: quel Codice Etico le cui regole troppe volte (Chiellini, De Rossi, Balotelli) sono state se non infrante quantomeno interpretate a piacimento.

Adesso scopriamo che, mentre discuteva e firmava con la Federazione per altri due anni, aveva avuto i primi contatti con il Galatasaray (leggi qui) . Quel mondiale da cui è "fuggito" dimettendosi si, ma senza dare alcuna spiegazione tecnica che sarebbe dovuta agli italiani (leggi qui) .

Cesare Prandelli, uomo normale, come noi: pregi, difetti e furbate comprese 

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