Sisma: sindaco Amatrice, in corso verifiche su diga
Calcio

Terremoto Amatrice: il segreto di Pirozzi, sindaco e allenatore di calcio

Il primo cittadino del paese distrutto dal sisma racconta quanto l'esperienza in panchina gli sia utile nella gestione dell'emergenza

"Se molli dopo una sconfitta resterai sconfitto a vita...". Sergio Pirozzi fa il sindaco di Amatrice, la sua sconfitta è quella, inevitabile, contro il terremoto che ha colpito al cuore la sua cittadina a fine agosto. Ma quando racconta veste più la maglia da allenatore di calcio che da politico. 

D'altronde, se l'estate non avesse dato una svolta alla sua vita quest'inverno lo avrebbe passato guidando per il terzo anno di fila il Trastevere calcio. Il secondo in Serie D dopo la promozione nel 2015 che lo ha trasformato in un eroe del quartiere nel cuore di Roma, con tanto di festa di piazza. Non il primo successo: nel 2005 riportò il Rieti tra i professionisti. In Eccellenza è stato seduto sulla panchina di Sorianese e Ostiamare guadagnandosi anche qui un posto in serie D. Insomma, un mister poco avvezzo alle sconfitte. 

Lui, ora, di squadra ha scelto di guidarne un'altra per restare nella sua Amatrice. E, c'è da scommetterci, l'obiettivo è anche qui ambizioso. Il suo motto è "Io non perdo mai: o vinco o imparo. La parabola calcistica è quella della vita". E allora con lui abbiamo voluto fare un gioco:

Pirozzi, cosa si è portato dietro dell'esperienza sportiva da mister?

Lo sport insegna che per ottenere risultati ti devi allenare. Lo sport è un confronto leale perchè si è avversari e mai nemici. Lo sport insegna che dopo una sconfitta c'è sempre una vittoria se ci si allena bene.

 

Difficile, però, allenarsi per un terremoto....

Il terremoto, però, rappresenta la sconfitta contro la forza della natura. Tu devi lavorare affinchè si torni a vincere. Se molli dopo una sconfitta resterai un sconfitto da allenatore a vita.

Quanto conta la leadership?

Penso che sia importante. Però la leadership la ottieni con l'esempio. Se tu detti una linea poi devi essere il primo che la rispetta. Se tu chiedi puntualità agli allenamenti il mister deve essere il primo ad arrivare. 

E in un terremoto?

Devi esserci sempre, devi mettere davanti la squadra rispetto all'individuo, gettare il cuore oltre l'ostacolo. 

Chi è la sua squadra oggi?

La mia comunità. Il governo è la società.

Allora facciamo un gioco: qual è la formazione della squadra per ricostruire Amatrice?

Io non mi metto in campo, io faccio la formazione...

Il mister?

Si... Il Commissario Vasco Errani invece è il presidente.

E in campo chi va?

La Regione Lazio a centrocampo perchè il regista cui tocca la fase attuativa. In difesa mettiamo l'opposizione e in attacco la maggioranza che sta al governo. Perchè un mister deve far giocare tutti insieme, deve far coincidere le varie personalità. Riesce a vincere se tutti lavorano per un unico obbiettivo, ognuno nel suo ruolo. 

L'avversario che la spaventa di più qual è?

L'individualismo sfrenato e la burocrazia. 

Più del terremoto?

Si, si..

Come si vince?

Contro la burocrazia ogni tanto anche dando in escandescenze. A volte usando una tattica, una strategia che tende a superare la burocrazia dove si può, senza naturalmente nulla di illegale. Ma accorciarla si può.... Contro l'individualismo sfrenato, invece, si batte ricordando alla mia squadra che per vincere un campionato bisogna aiutarsi e tutti devono attaccare e tutti devono difendere. Se uno gioca per l'altro si ottiene un risultato. Perchè la storia è piena di formazioni di calcio con grandi campioni che non hanno ottenuto niente perchè non c'era spirito di squadra. 

Un pronostico? La partita per ricostruire Amatrice si vince, si perde o si pareggia?

Io ho un motto: non perdo mai, o vinco o imparo. Io spero che si vinca..... No, anzi, ne sono convinto.

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