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Calcio

Ufficiale: il Parma è fallito, debiti per 218 milioni di euro

Depositata dal giudice la sentenza: nominati due commercialisti della città come curatori, con l'obiettivo di far finire la stagione al club

Dopo l'arresto di Giampietro Manenti, ecco arrivare la notizia che tanti - se non tutti - si aspettavano: il Parma è ufficialmente fallito. E' stata infatti depositata dal giudice Pietro Rogato la sentenza di fallimento del club. Nella stessa udienza, sono stati nominati anche due qualificati curatori fallimentari, ovvero i commercialisti parmigiani Angelo Anedda ed Alberto Guoiotto: il primo è il presidente dell'Ordine dei commercialisti di Parma ed è stato anche assessore al bilancio del Comune di Parma; il secondo, invece, è stato curatore speciale nella vicenda Parmalat e in quella della Lactalis. Tra le finalità di questa decisione del giudice anche quella di consentire al club di terminare la stagione calcistica, avvalendosi anche del finanziamento promesso dalla Figc per far fronte alle spese "vive" del Campionato. In questo senso il Parma dovrebbe essere regolarmente in campo domenica 22 marzo al Tardini contro il Torino, anche se - vista la situazione generale - il condizionale rimane d'obbligo. 

Stando a quanto accertato dal Tribunale, i debiti complessivi del Parma ammontano a 218.446.754,61 euro, con un patrimonio netto negativo di 46.696.901 euro. Questo è infatti il dato contenuto nella sentenza di fallimento del club ducale pubblicata nel primo pomeriggio dal Tribunale di Parma.

Sempre secondo le informative depositate dalla Guardia di Finanza, allo scorso 16 e 17 marzo il Parma Fc fa pure riscontrare - è scritto nella sentenza, "un ingente debito sportivo (stimabile allo stato in euro 74.360.912, di cui 63.039.920 nei confronti dei calciatori tesserati), salvi ulteriori e più approfonditi accertamenti". Per questo motivo, è la conclusione del giudice Pietro Rogato, ''lo stato di insolvenza appare conclamato ed irreversibile''.

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