Calcio: c'è accordo, Parma a cordata russo-cipriota /SPECIALE
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Addio Parma: ecco come si cerca di salvare il club

Al Tardini niente calcio, ma Figc e Lega hanno un piano per non falsare la stagione. E si potrebbe ripartire dalla serie B

Sono passati nove mesi e pochi giorni dalla festa sul prato del Tardini per la conquista di un posto nei preliminari di Europa League. Bagno di folla e gioia con beffa finale, visto lo stop imposto alla licenza Uefa che è stato come togliere il tappo dal vaso di Pandora. La caduta del Parma nell'attuale crisi che ne mette a forte rischio la stessa sopravvivenza è qualcosa di incredibile per rapidità: un caso scuola per chi dovrà scrivere le nuove norme sull'ammissione dei club alla stagione sportiva, anche se qualcosa è già cambiato e tra due anni entrerà in vigore il fair play all'italiana sul modello europeo. Intanto, però, c'è da portare a termine la stagione e, se possibile, garantire la regolarità del campionato. Il Parma è virtualmente retrocesso, però contano anche gli interessi delle altre squadre e la soluzione del rinvio della partita (Parma-Udinese) non potrà essere replicata all'infinito.

 

La certezza su cui si basa ogni ragionamento di chi sta cercando di salvare il salvabile è che Giampietro Manenti non ha nulla da dare al calcio parmense. I soldi promessi più volte in settimana non sono arrivati, i bonifici rimangono solo sulla carta con alcuni profili inquietanti come il Cro comunicato e risultato inesistente e altre cose simili. Se contro l'Udinese non si è giocato è per il debito pregresso con la società che gestisce gli steward del Tardini: non milioni di euro ma 77.000 euro che Manenti non ha comunque trovato, così come non ha messo mano al portafoglio per garantire le condizioni minime per far aprire lo stadio.

Capita la situazione, il Comune di Parma si sta muovendo per accelerare il fallimento del club, unica soluzione che può portare a pilotare la caduta con anche il coinvolgimento di Lega di Serie A e Figc, che si farebbero garanti della somma necessaria a portare a termine il campionato. L'udienza è stata fissata per il 19 marzo, ma bisogna fare prima perchè il piano può scattare solo una volta dichiarato il fallimento del Parma. Manenti non porta i libri in Tribunale e sta facendo perdere tempo prezioso, secondo chi sta costruendo il piano B.

Nel progetto c'è che in questi mesi si lavori alla ricerca di una cordata per salvare il diritto sportivo (in serie B ovviamente), facendosi carico del debito con le istituzioni. Quanto? Circa 5 milioni di euro che la Lega anticiperebbe al nuovo Parma, mentre tutto il restante a partire dagli stipendi di calciatori e dipendenti, oltre che alle fatture dei fornitori, sarebbe congelato. Dal momento dell'esercizio provvisorio, invece, sarebbe la Lega a provvedere a tutte le spettanze. Questa soluzione consentirebbe a chi subentrerà nella gestione societaria di mantenere la squadra dove si trova, e dunque in serie B dopo la retrocessione, facendosi carico solo dei debiti sportivi pregressi che ammontano a circa 30 dei 96 milioni di euro di debiti complessivi.

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