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Calcio

la Pallonata - Quelli che... premiavano Ghirardi (e ora lo scaricano)

Tavecchio, Malagò e tanti altri: c'è stato un periodo in cui il patron del Parma era considerato un manager esemplare. Da tutti, nessuno escluso

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Giacca blu, pullover sportivo e camicia sbottonata. Così Giovanni Malagò, presidente del Coni, si è presentato il 10 marzo 2014 a Collecchio. Visita al centro sportivo del Parma, chiacchierata con Ghirardi e alla fine un commento entusiastico per una "eccellenza del calcio italiano e non direi solo del calcio italiano", operante in un ambiente in cui si "respira una bellissima atmosfera" e si vedono "progetti" e, soprattutto, "si capisce che si parla di sport in prospettiva in particolare per i giovani". Tutto condito da un meraviglioso "complimenti" finale.

Dodici mesi prima (fine marzo 2013) era stato Carlo Tavecchio, allora patron della Lega Nazionale Dilettanti, a consegnare a Ghirardi il premio 'Sulle ali della vittoria'. Motivazioni? Per la "virtuosa gestione della società", la "grande passione" e "rappresentando una delle più felici novità sul panorama calcistico italiano". Musica e applausi.

Quel giorno, con seduto in prima fila l'attuale presidente della Figc (e anche il re degli arbitri Collina), Ghirardi aveva elencato i progetti per il Parma del futuro: "Rendere la società sostenibile, con dei costi e ricavi che si compensino... Quanto poter spendere e quanto guadagnare, cercare di dare grande continuità a una società gloriosa che ha avuto periodi felici e periodi tristi". Tutto vero. Purtroppo.

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