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Calcio

Qatar 2022: confermati i primi Mondiali invernali

La Fifa ha definito le date del torneo che si disputerà fra sette anni. Prima gara il 19 novembre, finale il 18 dicembre. E niente indennizzi ai club

Così è, se vi pare. La Fifa, per voce e firma del suo presidentissimo Joseph Blatter, ha deciso che i Mondiali del 2022 si giocheranno in Qatar quando dalle nostre parti indosseremo il cappotto. Il torneo comincerà con le partite della fase a gironi il 19 novembre e si concluderà con la gara secca che vale il trofeo più ambito per gli appassionati del pallone il 18 dicembre, in barba al comitato organizzatore locale che aveva chiesto che si giocasse cinque giorni più tardi, il 23, per evitare la concomitanza con la festa nazionale del Paese. L'esecutivo della Fifa riunito a Zurigo ha sciolto le riserve e ha definito il programma di massima del torneo. Che prenderà forma inseguendo un primato che non era mai stato intaccato da quando la fase finale prevede 32 squadre: ridurre il Mondiale a 28 giorni. Contro i 32 dell'ultima disputa in terra brasiliana, tanto per fare un confronto con il passato prossimo. La ragione di questa scelta si nasconde tra le pieghe delle esigenze milionarie dei campionati nazionali, che dovranno per forza di cose attrezzarsi per tempo al fine di costruire un calendario sostenibile e praticabile. Appunto, così è, se vi pare.

"Non capisco perché dovremmo scusarci - aveva detto il mese scorso il segretario della Fifa, Jérome Valcke - abbiamo già un accordo con i club, loro ottengono ricompense nell'anno dei Mondiali. Nel 2010 abbiamo distribuito 40 milioni di dollari, nel 2014 sono stati 70. I benefici sportivi ed economici della Coppa del Mondo sono sotto gli occhi di tutti". Per la serie, zitti e mosca, come direbbe Alessandro Benvenuti. E se a qualcuno venisse ancora in mente di chiedere alla Fifa un indennizzo per compensare i club alle prese con i probabilissimi mancati incassi delle tv (vero Karl Heinz Rummenigge?), be', meglio contare fino a cento e poi fare dietrofront. Parola di Valcke: "Perché stiamo parlando di indennizzi? Succederà solo una volta, non stiamo distruggendo il calcio. Ci sono sette anni per riorganizzare i calendari, non verseremo nessun indennizzo ai club". Punto. Fine. Il massimo organismo del pallone mondiale ha deciso che anche gli sceicchi del Qatar hanno il diritto di vedere da vicino l'effetto che fa il torneo più importante del pianeta e i club si devono adattare. Ragionando di conseguenza per il bene di tutti. Già, ma perché è stato necessario dare il via libera al Mondiale invernale?

Perché tra giugno e luglio, ovvero nel periodo in cui si è sempre disputato il torneo, il Qatar è sotto l'ombrellone con temperature che possono arrivare ai 42 gradi e tassi di umidità che toccano il 90%. Praticamente, una sauna. Peggio, molto peggio del Brasile. Con inevitabili conseguenze per tutti gli sport da praticare all'aperto, calcio compreso. E allora, si cambia. Si gioca da fine novembre a fine dicembre. Che le federazioni nazionali si organizzino come possono e devono. Per non inciampare in preparazioni estive fuori posto e in impegni non accessibili. Che si organizzi anche l'Uefa, con i calendari della Champions e dell'Europa League. E' la rivoluzione del calcio 3.0, quella che viene incontro alle necessità e alle urgenze di tutti, purché paghino il giusto e pure di più. Dicono che siano già più di un migliaio gli operai deceduti durante la costruzione degli impianti in Qatar. La Fifa assicura che vigilerà su tutto affinché le cose procedano al meglio. C'è chi ci crede, e chi invece, e sono sempre di più, ci crede poco. Anzi, nulla.

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