Calcio

Psv-Verona-Psv: la prova del fuoco di Allegri

Il Milan si gioca tutto in Champions e deve partire bene in campionato. Per non tornare nel mirino di Berlusconi... - CALCIOMERCATO IN DIRETTA

Tutto in otto giorni e non è una posizione comoda per Massimiliano Allegri, che non può sbagliare la prossima settimana se vuole arrivare a settembre senza addosso la pressione dei fantasmi del passato. Tre partite di fila, incastrate tra le trattative degli ultimi giorni di mercato nei quali difficilmente Galliani darà al suo tecnico il regalino richiesto, ma al contrario chiederà di completare il lavoro della passata stagione. Senza possibilità di fallimenti. "E' il playoff più importante mai giocato" ha detto Galliani imbarcandosi per Eindhoven. Non è difficile credergli dando un'occhiata al bilancio del Milan che è in miracoloso equilibrio a patto di potersi alimentare alla fonte dei premi Uefa con relativo market pool televisivo. Nell'ultima stagione sono piovuti in via Turati 45 milioni di euro più incassi da stadio. Guai a restare fuori prima dei gironi.

Allegri si gioca tutto in otto giorni: Psv andata e ritorno con in mezzo la trasferta a Verona che si augura non fatal, come da tradizione, perché difficilmente gli sarebbe perdonata una partenza ad handicap in campionato come un anno fa. Allora c'era l'alibi, concreto, della rifondazione avviata dopo le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva e la partenza degli ultimi guardaspalle della vecchia guardia. Oggi c'è una squadra che, come Galliani non si stanca di ripetere, nel girone di ritorno ha corso al ritmo della Juventus campione d'Italia e quindi parte per essere competitiva fino in fondo.

"Pensiamo solo alle due partite col PSV perché c’è differenza tra giocare la Champions e l’Europa League. Dobbiamo fare il possibile per passare il turno" dice Allegri, sbarcato ad Eindhoven con pochi dubbi nella testa e con zero alternative in attacco dove tutto è sulle spalle di Balotelli. Pensare al Psv significa anche tenere lontano dalla mente i discorsi sul contratto, che scade nel 2014 e non verrà rinnovato a meno di rivoluzioni. I rapporti tra Berlusconi e Allegri sono rimasti fermi alla notte del 2 giugno ad Arcore: cena, stretta di mano e comunicato per ricordare "diritti e doveri" dell'allenatore nei confronti della società. Postilla: il Milan cambia modo di giocare e passa al 4-3-1-2.

Tre mesi dopo di quel progetto è rimasta solo la carta. Allegri non ha avuto il trequartista che serve, Boateng è inadatto e in attesa di un'offerta qualsiasi per lasciarlo partire e Saponara ai box con la pubalgia. L'estate ha consigliato di tornare al 4-3-3 in modo da utilizzare al meglio El Shaarawy sugli esterni. Berlusconi, distratto da altre questioni più importanti, ha lasciato stare. Adesso? Galliani si affatica a spiegare che "così la squadra gioca bene", ma il progetto era diverso. Psv e Verona sono snodi subito decisivi. Guai a sbagliare. Il passo per tornare alle incertezze di aprile e maggio sarebbe così breve da risultare quasi insostenibile per il tecnico.

"Spero di vincere la partita di sabato a Verona e fare un inizio migliore rispetto alle mie partenze. Il punto della situazione andrà fatto dopo il 2 settembre. Adesso dobbiamo pensare al play-off e con il campionato. Vedremo cosa succederà dopo il 2 settembre" dice Allegri. Aspetta i colpi per completare la sua rosa. Galliani lavora su Honda (incontro dopo l'andata del playoff) ma sottolinea anche che "la rosa è ultracompetitiva". Non è come un anno fa, quando preso De Jong annunciò che "il signor Allegri adesso non può più parlare di terzo posto ma puntare allo scudetto", però poco manca. Otto giorni e tutto sarà chiaro. Anche un pezzo del destino di Allegri, oltre che della stagione del Milan.

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