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Calcio

Milan, allarme infortuni come un anno fa. Non basta il cambio di preparatore?

Anche Montolivo k.o. dopo Pato e Robinho. Nella scorsa stagione 36 stop muscolari erano costati lo scudetto e il posto a Tognaccini

Panchina Milan

La panchina del Milan al Dall'Ara di Bologna nella 2° di campionato – Credits: Ansa

Non è ancora emergenza, ma il primo campanello d'allarme è suonato forte vedendo Montolivo uscire dal campo di Bologna accusando un sospetto stiramento alla coscia destra senza nemmeno essere stato vittima di un contrasto o di un allungo. Cosa succede ai muscoli del Milan? Il timore di Allegri e dei dirigenti è che possa ripetersi il calvario della scorsa stagione che aveva portato a un cambio alla guida dello staff dei preparatori atletici con l'addio allo storico Daniele Tognaccini e l'arrivo di Simone Folletti.

Quello di Montolivo è il terzo stop per infortunio muscolare in meno di due settimane. Il 22 agosto in allenamento si era bloccato Pato per un problema all'adduttore sinistro dopo uno scontro con un compagno di gioco. Per lui prognosi di 45 giorni salvo complicazioni con prudenza dettata alla tormentata storia clinica del brasiliano costretto ai box dal gennaio 2010 a oggi per ben 70 gare ufficiali.

Poi contro la Sampdoria (26 agosto) è stato il turno di Robinho: distrazione di primo grado della coscia destra e assenza stimata in un mese. Per fortuna ci ha pensato Pazzini a non farlo rimpiangere. Ora Montolivo che allunga una lista di infortunati che comprende, seppure senza coinvolgimento di fasce muscolari, anche Muntari (legamento ginocchio destro durante le vacanze in Ghana), Mexes (ufficialmente faringite, di sicuro un certo ritardo di preparazione), Abate, Didac Vilà (pubalgia che ha fatto saltare il trasferiento a Valencia) e Strasser (rottura del malleolo, fuori 3 mesi).

Situazione preoccupante perché si sta ripetendo scenario di un anno fa. Di questi tempi il Milan aveva già subito due stop per stiramento (Flamini e Inzaghi) e 7 infortuni complessivi che sarebbero diventati 71 con prognosi di almeno una settimana alla fine della stagione di cui 36 di origine muscolare.

Numeri che avevano convinto Galliani a intervenire sullo staff dei preparatori sostituendo Tognaccini con Folletti, 40 anni, fedele di Allegri con cui aveva già lavorato a Cagliari e teorico del lavoro anaerobico sull'elasticità muscolare preferito a quello in palestra con carichi pesanti. Una rivoluzione che al momento non sta pagando.

Il tema è delicato a Milanello e dintorni dove nella scorsa primavera una buona fetta di scudetto è volata via proprio a causa degli infortuni e, in particolare, di quello di Thiago Silva rischiato seppure acciaccato in Coppa Italia coltro la Juventus e bloccatosi tre giorni più tardi a San Siro contro la Roma proprio alla vigilia del quarto di finale di Champions contro il Barcellona e della volata per il titolo. Il Milan aveva 4 punti di vantaggio sulla Juventus. Persi.

La vicenda aveva provocato polemiche con interventi critici di Berlusconi ("Preparazione troppo pesante") e di Ibrahimovic ("Troppi infortuni, bisogna cambiare qualcosa"). I correttivi sono stati presi ma il risultato ad oggi tarda a vedersi. Non è ancora emergenza, ma a Milanello la domanda cominciano a porsela: cosa succede ai muscoli dei giocatori del Milan?

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