Calcio

Salvate il soldato Messi

Ha giocato per intero solo una delle ultime 27 partite. E' stanco e infortunato dopo un'estate in giro per il mondo per sponsor e solidarietà...

L'allarme è suonato forte anche a Barcellona, dove pure sono abituati a vederlo in campo sempre e comunque e hanno accolto come una novità assoluta la scelta di Martino di togliere Messi al minuto 71 della passeggiata contro il Levante. La Pulce non sta bene. E' stanco, infortunato e ha perso un pizzico dell'esplosività che lo ha reso unico nel mondo. L'allarme è suonato forte e i giornali catalani, sempre molto attenti a celebrare le gesta dell'argentino, hanno messo mano all'archivio e si sono accorti che Messi è riuscito a stare in campo tutti e 90 i minuti solo una volta nelle ultime 27 partite disputate tra Barcellona e Argentina, amichevoli comprese. Cosa gli sta succedendo? Non è solo l'infortunio muscolare patito nella finale di andata della Supercoppa contro l'Atletico Madrid. Ci sono anche le immagini rubate dalle telecamere dopo l'intervallo del debutto col Levante, con Messi piegato sulle ginocchia a vomitare.

Il Tata Martino lo farebbe volentieri riposare anche un po'. E' stato il primo allenatore del Barcellona a scegliere di toglierlo dal campo, infrangendo un tabù che sembrava inattaccabile. Non può e non è solo colpa sua. Sabella, ad esempio, ha già precettato Messi per la sfida delle qualificazioni mondiali del prossimo 10 settembre ad Asuncion contro il Paraguay. Chissà se prima di quella data la Pulce avrà giocato nella Liga (quasi impossibile a Malaga, forse a Valencia) o nel ritorno della Supercoppa a Madrid. Il problema, però, non è quello che Messi ha davanti, ma i mesi che si è messo alle spalle e che avrebbero dovuto rappresentare il momento del riposo e, invece, lo hanno visto in giro per il mondo come un globetrotter.

Lionel aveva chiuso la passata stagione sulle ginocchia: 61 presenze (69 gol), l'infortunio muscolare a Parigi a inizio aprile e le presenze decisive nel ritorno contro il Psg e da comparsa contro il Bayern Monaco. Stanco mentalmente e fisicamente, non abbastanza però da saltare le convocazioni dell'Argentina, salvo risultare inutile nelle gare ufficiali e buono per il bonus da mezzo milione di dollari nell'amichevole contro il Guatemala valso il sorpasso a Maradona nella classifica marcatori all-time dell'Argentina. Poteva bastare? No. Tra il 22 giugno e il 6 luglio altri 40.000 chilometri per comparsate, foto con sponsor ed esibizioni in Italia, Senegal, Argentina, Colombia, Perù e Stati Uniti). Agenda fitta da scoppiare che al ritorno in Spagna si è arricchita di un altro tour de force da 30.000 chilometri in tre settimane tra Germania, Norvegia, israele, Palestina, Thailandia e Malesia. Giro del mondo chiuso con il viaggio a Roma per l'udienza con Papa Francesco (13 agosto) prima delle due gare ufficiali con il Barcellona.

Troppo anche per uno come Messi, che nella sua carriera non ha mai sofferto un vero infortunio e che in fondo ha solo 26 anni ed è nel pieno della sua maturità fisica e sportiva. Ora che l'allarme è suonato c isi interroga su come intervenire. Davanti alla Pulce c'è una stagione potenzialmente da 70 partite e che si chiuderà a luglio con il Mondiale in Brasile. A ben vedere è l'unico vero obiettivo che Lionel dovrebbe inseguire e che lo consacrerebbe come migliore di tutti i tempi più di quanto facciano i record stracciati in continuazione a suon di gol. Riuscirà ad arrivarci integro e in condizione? A questi ritmi la risposta è no. Bisogna vedere chi avrà il coraggio di fare per primo un passo indietro. Il Barcellona che lo paga un milione di euro netto al mese? Sabella e la federazione argentina che raccolgono soldi e gloria quasi unicamente grazie alla sua presenza in campo? O Messi stesso, che è un'industria da oltre 15 milioni di euro all'anno in sponsorizzazioni, più di quanto incassa dal Barcellona?

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