Calcio

Manuale dell'anti-razzismo di facciata del calcio italiano

Tutti schierati con Boateng ma con distinguo. E se si fosse trattato di campionato?

Boateng se la prende con i tifosi della Pro Patria prima di lasciare il campo – Credits: La Presse

Premessa doverosa: Boateng ha fatto il gesto che in tanti sognavano da tempo e che vorremmo rivedere ancora negli stadi italiani. Dire basta al razzismo scegliendo di non girarsi dall'altra parte è, di per sé, un atto di coraggio. Ricordiamo un Eto'o spagnolo e il famoso "non gioco più" di Zoro trattenuto a stento dai giocatori dell'Inter allo stadio di Messina. Poi null'altro o quasi.

Il calcio italiano (e non solo) si sono assuefatti al razzismo da curva arrivando persino a giustificarlo. Ricordate le critiche compatte contro Balotelli quando a caldo disse che il pubblico di Verona gli faceva schifo. Aveva ragione ma fu costretto quasi a chiedere scusa e fu multato dalla Lega Calcio. Adesso il gesto di Boateng rimette al centro la questione-razzismo e sembra fare presa più di quanto avvenuto in passato.

Certo, nella marea di consensi c'è qualche distinguo e qualche precisazione. Ad esempio sa di molto democristiano lo specificare da parte del presidente della Figc Abete che si trattava solo di un'amichevole. Però centra il problema. Avrà il coraggio Boateng (o chi per lui) di interrompere anche un derby o un qualsiasi match all'apparire di striscioni vomitevoli?

Non è una domanda buttata a caso. Gli esempi purtroppo sono numerosi anche in questa stagione e non è un problema di colore di maglia perché il rapporto di sudditanza di società e calciatori con i gruppi ultras è trasversale. E allora il dubbio è che fare il gesto contro quattro deficienti al seguito della Pro Patria, oltre che legittimo, sia anche stato semplice. Accadrà di nuovo?

Nel frattempo ecco una breve rassegna (per difetto) delle dichiarazioni post fuga di Boateng. Molte parole e molti impegni. Li elenchiamo in attesa di misurare la reazione al primo ululato in uno stadio durante una gara di serie A. Non quelle amichevoli, per intenderci, nel quale "contesto" la reazione del Milan è stata "comprensibile e condivisibile" come ha precisato Abete. Già, il capo del calcio italiano. Non un magazziniere qualsiasi...

KEVIN PRINCE BOATENG (su Twitter) - "E' vergognoso che ancora accadano queste cose"

STEPHAN EL SHAARAWY (su Twitter) - "Sono veramente senza parole, un pomeriggio vergognoso. Mi dispiace per la gente intelligente presente a Busto, ma era giusto andarsene..."

MBAYE NYANG (Milan) - "Siamo pronti a rifarlo in campionato, e anche se dovessimo giocare contro il Barcellona o il Real Madrid"

GIANCARLO ABETE (Presidente Figc) - "Indegna gazzarra che offende tutto il calcio. La reazione del Milan è comprensibile e condivisibile dato il contesto di una partita amichevole. Quando ci sono partite ufficiali, secondo le circolari del Ministero dell'Interno, le responsabilità su decisioni che sono importanti anche ai fini della sicurezza sono in capo al responsabile dell'ordine pubblico"

CESARE PRANDELLI (ct nazionale) - "Possiamo dire: finalmente... Grande squadra, grande tecnico e grande uomo. Allegri ha colto il problema. Siamo tutti stanchi, siamo tutti stufi. L'Italia deve crescere, e questo è il primo passo. Il Milan è stato fantastico, tutti insieme molto probabilmente riusciremo a rovinare i programmi a queste persone...".

BARBARA BERLUSCONI - "Serve tolleranza zero per episodi come questo, le partite vanno sospese subito, anche in campionato. E' un episodio inqualificabile. E' stato giusto aver lasciato il campo. Non si può far sempre finta di non vedere e non sentire".

MASSIMO AMBROSINI (Capitano Milan) - «Non si può tollerare un situazione del genere, era solo una partita amichevole. Continuare con un clima del genere era impossibile, serviva un segnale. Forse la gara andava gestita in maniera diversa. Dispiace molto per tutte le persone che erano allo stadio ma andava dato un segnale forte".

MASSIMILIANO ALLEGRI (Allenatore Milan) - "Il Milan ha fatto la scelta giusta di non rientrare in campo per rispetto verso i propri giocatori e per rispetto di tutti i giocatori di colore. E' un gesto incivile, l'Italia deve migliorare molto sotto questo punto di vista"

DAMIANO TOMMASI (Presidente Aic) - "È stato un bel segnale anche se un evento sportivo non dovrebbe mai essere messo in dubbio da simili eventi. Quello che succederà in futuro non lo so, ma comunque posso dire che è stato dato un bel segnale. L'ideale non è sospendere le partite ma riuscire a cacciare chi si rende responsabile di certi gesti".

ROBERTO MARONI (Lega Nord) - ''I cori razzisti contro i giocatori di colore del Milan sono una vergogna. Bravo Allegri, era giusto ritirare la squadra dal campo''.

GIULIANO PISAPIA (Sindaco Milano) - "Da interista il mio apprezzamento al Milan. E' stata una risposta esemplare. Non basta invocare punizioni dall'alto né minacciare regolamenti più severi"

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