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Calcio

A Malta Conte lancia l'Italia di Pellè e Verratti

Forze nuove per allungare la striscia di vittorie: "Le critiche? Testa bassa e pedalare"

Serve anche un pizzico di statistica per dare sale alla sfida di Malta, che deve confermare l'Italia in testa al girone nella corsa ad Euro 2016 evitando, se possibile, i rischi corsi a Palermo contro l'Azerbaigian. Tutto per evitare cali di tensione e concentrazione che hanno rischiato di rovinare la festa anche alla nazionale di Conte e che hanno acceso, per la prima volta, i fari della critica interrompendo la luna di miele iniziata a Ferragosto e proseguita con il debutto scintillante di settembre. Ecco, dunque, il dato statistico che mette pepe alla nostra trasferta a Ta' Qali: vincendo eguaglieremmo la partenza lanciata di Zoff in una qualificazione europa (Galles, Svizzera e Danimarca tra il 1998 e il 1999), che poi non è riuscita più a nessuno e, soprattutto, metteremmo insieme una striscia di 4 vittorie consecutive come Donadoni nel 2007-2008. In una parola sola, passando a Malta, come obbligati vista la differenza di qualità tra noi e la squadra di Ghedin, troveremmo quella continuità troppo spesso mancata in maglia azzurra. In assenza di altri stimoli, meglio provarci con la statistica.

Conte e le prime critiche azzurre

La serata di Palermo ha lasciato qualche strascico e non poteva essere diversamente. E'arrivata la vittoria, ma c'è stato anche un deciso passo indietro sul piano del gioco. Un po' come svegliarsi dal bel sogno di aver trovato la soluzione a tutti i problemi con un colpo di bacchetta. Conte ne è consapevole e, infatti, il tema-critiche viene affrontato a petto in fuori: "E' un momento così importante che mi sento un ciclista in partenza per una corsa: testa bassa e pedalare". Atteggiamento che chiede anche ai suoi uomini, con i quali però sceglie la strada della difesa, ricordando i 22 tiri in piorta fatti contro l'Azerbiagian e il "solo mese di lavoro" alla guida della nazionale. "Vorrei essere un allenatore e non un selezionatore" spiega. Tasto dolente.

La notte di Pellè

Intanto, però, la sua Italia cambia pelle in maniera importante e non solo perché c'è qualche acciacco e qualche problema di tenuta fisica. Pirlo non ha nelle gambe due partite ravvicinate da titolare e così la guida in mezzo al campo passa a Verratti. Gli esterni vengono cambiati in blocco (come spesso capitato nella carriera di Conte) lasciando spazio a Candreva e Pasqual. Soprattutto è il momento del debutto di Graziano Pellè, 29 anni, torre del Southampton e protagonista di un inizio di stagione sfolgorante. E' lui la pedina che Conte avanza in mezzo all'attacco per provare a replicare la coppia della sua ultima Juventus, nella quale c'erano il movimento di Tevez e i centimetri di Llorente. Pellè dovrà imitare lo spagnolo, pur consapevole che Immobile non è l'Apache. Serve, però, qualcuno capace di dare peso all'attacco per evitare che la marea di cross si perda nel nulla.

Verratti, l'uomo in più

Inutile negare, però, che quasi tutti i riflettori siano accesi su Verratti. Gioca perché Pirlo non può ributtarsi nella mischia a 72 ore di distanza e dopo un inizio di stagione trascorso a recuperare l'infortunio. Ha una carta importante perché nelle idee di Conte c'è spazio solo per un regista e il ruolo se lo giocano in tre: Pirlo (appunto), Verratti e De Rossi. Il rischio di non salire sul treno azzurro, insomma, è concreto e sarebbe un paradosso per un talento come quello del piccolo centrocampista del Psg in un momento storico in cui il nostro calcio fatica a produrre giocatori di qualità. La partita di Ta' Qali rappresenta per Verratti una sorta di chiamata: se 'spacca' pone la sua candidatura al centro, se sbaglia potrebbe dover aspettare un po' prima di ritrovare il campo e la bacchetta da direttore d'orchestra. Finora il suo rendimento in azzurro non è stato adeguato alle attese. In Francia, però, sta crescendo...

Malta, attenti alle trappole

Sulla carta la nazionale maltese di Ghedin non propone alcun rischio. Numero 155 del ranking Fifa (al confronto l'Azerbiagian sembra il Brasile), solo 3 vittorie e un pareggio nelle ultime 18 partite giocate e contro Far Oer, Armenia e Lichtenstein), 8 gol subiti nelle ultime 4 di cui 3 presi in un attimo dalla Norvegia venerdì scorso. Si può temere Malta? No, non si può a meno di non volersi inventare un avversario a tutti i costi per tenere alta la tensione. Guai però a prendere sotto gamba la sfida, perché la partita contro la Norvegia ha messo in mostra anche qualcosa di positivo nel collettivo di Ghedin e perché, soprattutto, questo inizio di qualificazione europee ha visto scivolare tante big, a partire dalla Spagna. Meglio non distrarsi.

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