Calcio

L'ipotesi del ritorno di Maldini e i dubbi su Galliani

Voci sull'ex capitano al Milan con Seedorf. Così parlava del suo rapporto con gli attuali dirigenti

24 maggio 2009: il polemico addio di Maldini alla Curva Sud di San Siro – Credits: Afp

Si sono amati intensamente per una vita, poi si sono lasciati e adesso potrebbero clamorosamente rimettersi insieme. Non senza qualche effetto collaterale imprevedibile, perché la storia di Paolo Maldini e del Milan non è stata mai banale: né prima in campo, ricca di successi e gloria, e nemmeno dopo il ritiro. Anche quel giorno, anzi, fu a suo modo clamoroso con il capitano di mille battaglie contestato dalla sua curva. Rottura inspiegabile e che nei mesi successivi nessuno si è incaricato di chiarire fino in fondo. Solo è rimasta la storia d'amore interrotta e un uomo, Maldini, rimasto lontano dal suo Milan non senza rimpianto.

Dall'estate del 2009 a oggi l'ex capitano ha parlato poche volte del suo rapporto con la società, ma quando lo ha fatto sotto il velo squarciato si è intravista con chiarezza la tela graffiata di una storia finita male per incomprensioni e dissapori tra lui e chi al Milan comanda. Ecco perché la sola voce di un suo coinvolgimento in società, all'interno di quello che Berlusconi ritiene un indifferibile riassetto dei quadri tecnici e non solo, è clamorosa e lascia intendere un messaggio rivolto anche al management oltre che al silurato Allegri.

Che Maldini ambisca a tornare nel Milan con un ruolo di dirigente è il segreto di Pulcinella. Lui stesso lo ha raccontato in un paio di interviste rilasciate nel corso degli anni. Perché non è accaduto finora? Volontà di Adriano Galliani almeno a leggere le parole di Paolo che hanno sempre confermato il sospetto che tra i due, malgrado i sorrisi e le pacche sulle spalle, non ci fosse stato il feeling necessario nella parte finale della straordinaria carriera del capitano.

Così parlava Paolo qualche mese fa: "Leonardo mi voleva a Milanello: “Anche senza fare niente - mi diceva - solo con la tua presenza”. Ma io gli risposi che non aveva senso presentarmi a Milanello senza un ruolo”. Galliani, in presenza di Leo, mi disse che il ds è una figura non esiste più e che il Milan era a posto in quel ruolo". Parole amare di chi almeno un paio di volte era stato vicino al ritorno a casa, ma si era trovato sull'uscio con la porta chiusa: "Una spiegazione? Semplice: il Milan non ha voglia di riprendermi".

Che sia vero o no, resta il problema della collocazione perché Maldini, come tutte le grandi bandiere, non può essere messo in un angolo della sede a fare fotocopie e passare carte. Esigente nelle sue richieste? Anche questa voce è girata e lo ha ferito: "Non è vero. Non avrei la presunzione di insegnare il mestiere a chi è lì da 40 anni o vince da 25. Andrei a imparare e a cercare di dare qualcosa". Riferimento diretto a Galliani, Braida e allo staff insediato in via Turati.

Eppure le idee chiare Maldini le ha sempre avute. Ha sempre pensato di essere stato emarginato e salutato con freddezza "perché troppo indipendente" nel rapporto con gli ultras. Ha vissuto la sua lontananza come errore del Milan: "All’interno del Milan attuale non c’è nessuno, tra quelli che ne hanno fatto la storia, ad avere un ruolo non marginale... La grande magia c’è stata per 25 anni poi s’è persa". Pensieri condivisi da altri della vecchia guardia, quella messa alla porta nell'arco di un paio di stagioni e poi rimasta fuori senza chance di rientro.

Ora Berlusconi sta ripensando al vecchio capitano. Maldini e Seedorf insieme sulla tolda di comando di Milanello dove è difficile pensare che non rimanga anche Galliani ma, allo stesso tempo, che non ci sia un passaggio di consegne tra passato e futuro. Il simbolo è Barbara Berlusconi e il suo potere crescente nelle cose del Milan. Il segnale è il braccio di ferro su Allegri perso da Galliani (ed è il secondo in poco più di un anno dopo la figuraccia del viaggio a vuoto per vendere Pato). Madini sarebbe semplicemente la conferma del nuovo che avanza. Curiosamente se ne era già parlato nel gennaio del 2012. I giorni frenetici della caccia a Tevez.

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