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Calcio

Malagò all'attacco di Lega e Figc: "Fuori i colpevoli sul caso Parma"

Il presidente del Coni minaccia le istituzioni calcistiche e sfida Lotito: "Se ha questo consenso faccia pure il presidente"

Sarà stata l'aria di casa o il fresco incontro con Andrea Agnelli, uno che dell'attuale sistema calcio è all'opposizione in maniera conclamata. O, forse, l'aver letto sulle agenzie l'ennesima dichiarazione autoassolutoria del numero uno della Lega, Beretta, in merito al caos-Parma. Sarà stata la somma di tutto e la voglia di lanciare un messaggio deciso, ma il presidente del Coni Malagò non è andato leggero sulle vicende del calcio italiano che sta attraversando settimane di scandalo. Un attacco a tutto tondo, partito dal fallimento del club emiliano che si sta cercando di scongiurare almeno fino al termine della stagione e arrivato a toccare le lotte di potere interne e Lega e Figc. Con alcuni passaggi che suonano quasi da annuncio di commissariamento oppure, nella più benevola delle letture, da moral suasion perché qualcosa si muova e ci sia discontinuità rispetto al passato. In ogni caso sarà impossibile da oggi sottovalutare la posizione del Coni che è quella del Governo che sta seguendo preoccupato quanto accade in un'industria che fattura miliardi di euro: a Palazzo Chigi sono aperti i dossier sulle telefonate di Lotito e sui problemi economici del Parma. Nei prossimi giorni si farà il punto.

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Caso-Parma, Malagò: "Fuori i colpevoli"

L'attacco più duro è riservato alla vicenda del fallimento Parma. Malagò parla senza fare nomi, ma gli obiettivi sono indentificabili: "Aspettiamo l'assemblea di Lega venerdì, poi mi confronterò con il sottosegretario Delrio anche ufficialmente. Se nessuno si prende le responsabilità, allora sarà responsabilità delle istituzioni individuare di chi è la colpa". Tradotto oltre il politichese, significa che i contatti tra Coni e Governo sono già iniziati e la lettura delle carte non convince, così come la spiegazione che le regole non sono state violate e i controlli c'erano non viene ritenuta sufficiente. Difficile, però, che Lega e Figc facciano un passo oltre perché significherebbe poi doversi comportare di conseguenza e la patata è troppo bollente perché qualcuno si faccia carico di maneggiarla.

Dunque dal prossimo week end potrebbe arrivare il passo ufficiale e il Coni ha già fatto sapere, sempre attraverso il suo presidente, di non aver gradito lo strappo del doppio rinvio delle gare degli emiliani contro Udinese e Genoa. Qualcosa che non è consentito dal regolamento e che ha già falsato il campionato oltre quanto lo sia fisiologicamente un torneo partito con una squadra nelle condizioni di quella di Donadoni. Malagò ha anche parlato di "inaccettabile scarico delle responsabilità l'uno con l'altro" e aveva in testa una graduatoria ben precisa.


"Spero che il Parma venga salvato ma non sono ottimista"

Ancora sul caso-Parma: "Ci sono delle regole iniziali di ingaggio che sono totalmente sbagliate, ingiuste e inattuali. Queste regole vanno cambiate. Mi stupisce che come al solito ci dobbiamo imbattere in un problema così e non ci si è pensato prima". Si può salvare il club che pare destinato al fallimento e a una fine ingloriosa? "L'auspicio è enorme, ma sinceramente non sono assolutamente ottimista. Per la squadra mi auguro si trovi una soluzione per salvare il calendario, mi sembra il minimo indispensabile". Ma è sulle regole che il discorso batte con maggiore forza: "E' strano che nessuno si sia accorto che invece c'erano cose che potevano consentire una situazione cosi' difficile da spiegare e raccontare. Quando ci fu il ricorso al Coni da parte del Parma, ricordo che a livello personale e umano ero dispiaciuto per chi aveva acquisito sul campo per giocare l'Europa League. Ora posso dire complimenti a Franco Frattini e al suo gruppo di lavoro perchè in epoca non sospetta per 300mila euro non fu riconosciuta la licenza Uefa e fece molto scalpore. Questo per capire quanto siamo stati rigorosi. Qui si è capito che chiunque era ed è in condizione di comprare una società di calcio. In Inghilterra il signor Cellino per Iva evasa per l'acquisto di una barca a vela dopo avere rilevato il Leeds lo hanno messo in condizione di dimettersi dalla carica, mi dovete spiegare perche' in Italia chiunque puo' comprare una società di calcio". 


Malagò contro Lotito: "Se ha consenso faccia il presidente"

Poi il numero uno del Coni è andato all'attacco di Lotito, che oggi rappresenta il volto forte del calcio italiano. Chiacchierato per la vicenda della telefonata a Iodice, il patron laziale è stato messo nel mirino anche da Malagò: "Se ha questo tipo di consenso all'interno dell'assemblea, forse è giusto che diventi lui il presidente della Lega di serie A, così si esce fuori dall'equivoco una volta per tutte. il mio è un ramoscello d'ulivo da una parte, ma una provocazione dall'altra". E poi l'affondo, partendo dalla polemica sull'autorizzazione (vera o presunta) data allo stesso Lotito per denunciare Iodice e negata in passato a Marotta per rivalersi sullo stesso Lotito: "Stiamo verificando se è vero che ci sono stati due pesi e due misure. Questo non è accettabile. O si è sbagliato a suo tempo il discorso sul dg della Juve e, attenzione, deve essere dimostrato, oppure non ho capito per quale motivo qui si è ritenuto di agire in modo diverso".

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