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Calcio

Maicosuel, l'esempio di cucchiaio senza talento

Il centrocampista dell'Udinese, chiamato 'o mago, voleva imitare Pirlo, ma ha solo contribuito all'eliminazione della sua squadra dalla Champions

Maicosuel

Il cucchiaio fallito da Maicosuel

Lo chiamano cucchiaio, perché con un tocco vellutato colpisci il pallone "sotto" e lo porti a fare una parabola che inganna il portiere. O meglio, che lo potrebbe ingannare. Perché a volte la beffa non riesce. Come è successo a Maicosuel, giovane brasiliano dell'Udinese che davanti all'estremo difensore del Braga, ai rigori per la qualificazione in Champions, ha voluto mettersi le vesti di Andrea Pirlo e provare la magia, lui che viene definito dai suoi ex tifosi carioca O mago.

Ma il mago stavolta ha tirato fuori dal cilindro solo brandelli, brandelli di una qualificazione in Champions gettata al vento proprio per una "mancata magia". Però la verità ha ben poco a che fare con cilindro e bacchetta: quando si vuole compiere una prodezza del genere, non serve la magia, ma il talento. Che ha Pirlo che ha scommesso le qualificazioni dell'Italia alle Semifinali dello scorso Europeo puntando tutto sul suo cucchiaio ai danni dell'Inghilterra. Talento che ha Totti, il capitano da anni della Roma non senza motivo. Nel 2000 lo ha estratto in semifinale all'Europeo con l'Olanda e impacchettato per bene per Van Der Sar. Era il suo regalo dopo le feroci critiche degli avversari prima della gara.

E se parliamo di talento, è doveroso citare anche i grandi del calcio internazionale che hanno colorato il nostro campionato negli anni passati come Zinedine Zidane. Nell'ultima partita della carriera di Zizou (Italia-Francia, finale Mondiale 2006), a sette minuti dall'inizio, il numero 10 dei transalpini ha calciato un rigore rimasto impresso nella storia. Un cucchiaio quasi perfetto: la palla ha sbattuto sulla parte bassa della traversa ed è poi entrata. Il talento poi di Zidane ha lasciato spazio alla sua "pazzia" per colpa della testata a Materazzi. Ecco, nel caso di Maicosuel si può parlare anche di pazzia, di scelleratezza, ma la questione rimane il talento. Gente come Pirlo, Totti e Zidane possono permettersi il cucchiaio e non un mago da strapazzo che ha ben poco di questi campioni.

Il talento è la vera forza della psiche che ti permette di compiere qualcosa di eccezionale. E' qualcosa di innato che ti fa capire qual è il momento giusto per compiere un determinato gesto. E il talento corrisponde alla genialità. Filosofi, scrittori, umanisti hanno cercato di spiegare cosa sia. Idem registi e sceneggiatori. Monicelli e Germi ci hanno provato nel film Amici Miei tramite il Necchi che lascia un "ricordino" in casa di signori fiorentini. "Che cos'è il genio? E' fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione". In pratica, un cucchiaio.

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