Terza stella, un urrà dall’Aldilà (una storia vera)

Attorno alle nove del mattino del sette maggio, anno del Signore 2012, Emanuele riceve una telefonata dagli uffici del suo comune di residenza. Vive in un piccolo paese dove ci si conosce un po’ tutti e l’impiegata all’altro capo del …Leggi tutto

La festa scudetto della Juventus nella partita contro l'Atalanta (LaPresse)

La festa scudetto della Juventus nella partita contro l'Atalanta (LaPresse)

Bar Sport: la terza stellaAttorno alle nove del mattino del sette maggio, anno del Signore 2012, Emanuele riceve una telefonata dagli uffici del suo comune di residenza. Vive in un piccolo paese dove ci si conosce un po’ tutti e l’impiegata all’altro capo del filo gli si rivolge con il tu.

Non è inconsueto; più inconsueto il motivo della telefonata. “Stanotte hai scavalcato i cancelli del cimitero?” Ebbene sì, mugugna supponiamo arrossendo il protagonista che incontriamo e ascoltiamo sorseggiando al bar di un comune amico gobbo il primo caffè lungo della giornata. “Abbiamo il tuo video, te lo salvo su una chiavetta e te lo porto”.

Ma Emanuele è mica un adoratore del demonio né uno che è piombato nel panico per l’aver smarrito al Camposanto cellulare, chiavi di casa e carte di credito durante una visita ai cari estinti.
Emanuele è solo un tifoso bianconero che aveva una promessa da mantenere e di fronte alla quale i cancelli di quella che nell’immaginario western di Tex è la Collina degli stivali non avrebbero mai potuto sembrare troppo alti.

Suo padre se n’è andato da tempo e ha preteso di salutare il mondo portando con sé un pacchetto di Ms morbide e una copia di Tuttosport, il quotidiano sportivo che per ogni supporter di Madama rappresenta ciò che L’Unità negli anni Cinquanta incarnava per gli iscritti al Partito comunista italiano. Fonte di incontrovertibili verità che riteniamo gli sia servita per meglio ribattere alle insinuazioni dei colleghi di Paradiso in nerazzurro o in rossonero a suon di (controinformazioni) e che in quell’edizione immancabilmente celebrava uno dei trionfi della Signora squadernando in prima pagina una foto di Alex Del Piero.

Dopo avere ottemperato a ogni estrema richiesta paterna Emanuele ne ha interpretata a distanza di anni anche una inespressa. Poter festeggiare insieme un altro successo, naturalmente sul campo, sul campo come tutti e ventinove (29) gli altri. Ecco perché nel video consegnatogli dal Municipio Emanuele non ha potuto solamente ammirarsi nelle improbabili vesti di free climber notturno. Ma soprattutto godere la vista della sciarpa bianconera adagiata dalle sue mani tremanti sul marmo freddo della tomba di papà.

E quegli, dal Walhalla che si conviene ai Cavalieri che fecero l’impresa di traversare vittoriosi la serie B, deve avere sorriso. Come Emanuele, quando pur non avendolo mai veduto prima chi scrive gli ha offerto non solo il cafferino. Ma pure la brioche. Fino alla fine forza Juventus. E casomai, anche dopo.

Si ringrazia Roberto Carminati per la collaborazione

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