Sono stato in Australia per vedere Alex Del Piero (che sbaglia un rigore)

16 Marzo 2013 – Sydney Australia. Dal nostro inviato Lorenzo Pellegrino 3.00 pm. È stata una lunga notte e non ce l’ho fatta ad alzarmi prima. Ci sono i Melbourne Vic in città… E si sente. Nonostante i turisti …Leggi tutto

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16 Marzo 2013 – Sydney Australia.

Dal nostro inviato Lorenzo Pellegrino

3.00 pm.

È stata una lunga notte e non ce l’ho fatta ad alzarmi prima. Ci sono i Melbourne Vic in città… E si sente. Nonostante i turisti cerchino di smorzare  l’atmosfera intorno all’Opera, la tensione si taglia col coltello. Sì certo da queste parti il calcio è sport minore, ma la rivalità con Melbourne è sentita. E poi c’è Alessandro Del Piero a tenerla viva.

C’è un sole caliente (33 gradi oggi), le strade del centro sono deserte e i bus sono fermi e serrati alle fermate, tutti rigorosamente con l’aria condizionata accesa. Sale la concentrazione: il 2-3 dell’anno scorso brucia ancora. La squadra di Alex era sopra 2 a 0 prima che venisse sostituito. Da quel giorno anche da queste parti hanno capito che il Capitano non si toglie mai dal campo. Mai.

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Il volo per l’Australia sembra non finire mai. Ogni volta che ci torno mi sembra più lontana. Senza troppo pensare al Jet Lag mi ritrovo coinvolto in un barbecue in terrazza con vecchi amici dell’altra parte del mondo. Poi un salto in spiaggia, ma con in testa  lo stadio. Esattamente come facevo con i vecchi compagni di stadio quando vivevo ancora in Italia. Una vita fa. Quando ancora non ero uno SkyMan, uno che vive tra il cielo e gli alberghi d’affari. Che guarda il caso poi, quelli del Sydney li chiamano proprio gli SkyBlues. Ricordo le serate di Coppa, le trasferte, le chiaccherate sulla Milano-Torino all’andata. Perchè al ritorno eravamo stanchissimi, non volava mai una mosca.

Cos’è la cosa più assurda che avete fatto per la Juve?”  E vinceva sempre Roby. “Oh ma ve lo ricordate Gigi De Agostini? Fortiissimo” “E Nicolò Napoli? Il Cabrini dello Stretto?” E poi via col vecchio inno della Juve a tutto volume nell’Audi di Mio Padre. Ed è la Juve la Juve la Juve alè....

Comunque già da allora non mi è mai piaciuto arrivare in ritardo, soprattutto quando c’è di mezzo Alessandro Del Piero.

photo-2-1024x437.jpg6.00 pm.

Inutile dirlo…l’emozione sale. Sydney-Australia-Alex: la cosa più bella che c’è. C’è però una cosa piuttosto difficile da trasmettere: quella sensazione che hai quando pensi che fra pochi minuti potrai rivedere il Capitano, dopo tanti mesi. Troppi, senza di lui.

Più mi avvicino allo stadio e più i pub con i suoi nuovi tifosi che indossano la sua maglia si moltiplicano. Mi sembra di rivedere in loro le emozioni che ci univano prima di ogni partita fuori dallo stadio. Mi sembra di rivedere me, noi dieci, quindici vent’anni fa. E ancora oggi.

E riuscito a farsi amare, Subito, visceralmente anche qui.

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7.00 pm. Entro nello stadio intrufolandomi tra I tifosi del Sydney che rigorosamente indossano la maglia numero 10. Non ci sono controlli e mi ritrovo in un attimo all’interno dello stadio. Ora sono sul campo. Mi passa accanto il Capitano che entra in campo per il riscaldamento con un calzettone su e uno giù.  Lo stadio si riempie come previsto. Lo guardo scaldarsi con la stessa attenzione ai particolari e penso all’umiltà, alla fierezza, alla curiosità che ha nel giocare nella terra dei Socceroos indossando questa maglia.

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Fischio d’inizio. Lo stadio è un catino incazzato. I tifosi sono pazzeschi. Cantano e basta. Tutti per Alex, ovviamente. Tantissimi bambini, perchè siamo in  Australia e poi oggi è anche l’Harmony Game. Il giorno in cui tutto il calcio Australiano promuove l’armonia tra le diverse culture. E lui? Armonico. Tacchi smarcanti e piedi caldi. Gli assist sono quelli che ricordavo e si arrabbia ancora tantissimo. Gli altri sono dei brocchi, diciamolo pure.  Ma la partita è comunque bellissima. Ogni azione è un’occasione, malgrado in Europa questo sarebbe un campo di patate.

Il Melbourne Victory è terzo, il Sydney quinto. Guardo la partita cercando spunti tecnici. Marcos Rojas (1) il CR7 d’Oceania non mi sembra un granchè, invece non è affatto male Yau (2) che parte dalla panchina ma semina il panico. (3) Emerton è sempre tosto come lo ricordavo dagli anni in cui io stavo a Londra e lui giocava in Premier.

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Rigore, rigore! Batte Alex…noooooooooo, l’ha sbagliato. Punizione, batte Alex, dai…traversa! Finisce 1 a 1.

Il Sydney resta attardato, ma in piena zona play-off (ci vanno le prime sei). Me ne torno a casa con in testa questo rigore, l’urlo strozzato, gli sms non scritti.

Non  mi venite a dire che non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Non ci ho mai creduto. Ripenso al rigore sbagliato contro l’Inter, a quello col Parma, con la Roma. Ma anche quello mai tirato a Roma contro l’Ajax. Al penultimo di Berlino. Ai cento, mille, mille miliardi di rigori che ha tirato e che ci hanno fatto esultare, gridare, cantare. Vincere.

Questa volta però è diverso. Penso alla sua delusione, più che alla mia.  Sarà concentrato sui Play-Off. E quando arrivano le partite che contano e le gambe tremano, lui i rigori non li sbaglia.

Pensavo che non avrei mai più sofferto per Alex, e invece…

Alla prossima.

Lorenzo Pellegrino per Laterza Stella 

(1) Marcos Rojas: 22enne nazionale neozelandese, centrocampista offensivo o seconda punta è una delle promesse più limpide del calcio oceanico.  Prodotto della “Wynton Rufer’s Wynrs Academy” la scuola calcio creata dall’ex attaccante neo-zelandese del Werder Brema, dopo aver vinto il premio come miglior giovane della A-League, la scorsa stagione con la maglia del Wellington Phoenix, quest’anno a Melbourne sta vivendo la sua consacrazione. 14 gol e 7 assist in stagione finora.  Su di lui ci sono già alcuni club europei: AZ Alkmaar, Salisburgo e Dusseldorf.

(2) Yairo Armando Glaize Yau: 24enne attaccante nazionale panamense, con un passato recente (senza gloria) in Colombia nelle file del Deportivo Calì. E’ un attaccante molto rapido con discreti mezzi tecnici. Alla prima stagione in Australia non è titolare, ma nonostante questo risulta spesso uno dei più pericolosi in zona gol. Per ora 5 gol in A-League.

(3) Brett Michael Emerton: 34 anni centrocampista è  il più famoso calciatore australiano in attività. Colonna e capitano della nazionale, di cui fa parte da oltre 15 anni. Vanta un passato importante in Europa nelle file del Feyenord e del Blackburn (quasi 250 presenze e 13 gol  in Premier League). Eletto miglior giocatore d’Oceania nel 2002 e Campione d’Oceania con l’Australia  nel 2004. È arrivato al Sydney a stagione in corso e, c’è da giurarci, nei Play-Off verrà molto utile…

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