Nba: le tre storie dentro la vittoria dei Dallas Mavericks

Nella bella storia dei Dallas Mavericks che vincono il titolo del basket Nba 2011 (4 partite a 2 sui favoriti Miami Heat) ci sono molte belle storie individuali e collettive, ma anche la storia della delusione bruciante di LeBron …Leggi tutto

Dirk Nowitzki durante gara sei delle Nba finals (EPA/RONALD MARTINEZ)

Dirk Nowitzki durante gara sei delle Nba finals (EPA/RONALD MARTINEZ)

bar sport Nella bella storia dei Dallas Mavericks che vincono il titolo del basket Nba 2011 (4 partite a 2 sui favoriti Miami Heat) ci sono molte belle storie individuali e collettive, ma anche la storia della delusione bruciante di LeBron James.

1) Intanto, per Dallas è il primo titolo Nba, e la prima volta di una squadra in un albo d’oro è sempre un bel momento per lo sport in generale, e in particolare per gli sport dove la competizione è fortissima ed è giocata (quasi) al ritmo di uno spettacolo mozzafiato dove il flusso di dollari a disposizione di una società è spesso l’elemento (quasi) decisivo.
Ebbene, i Mavericks sono tutt’altro che una squadra costruita a colpi di mercato. Sono invece una squadra piena di veterani, una squadra pensata con giocatori che devono giocare davvero insieme. Pensata avendo in mente soprattutto quella che ormai tutti definiscono “la chimica” di un team, più che le stelle che dovrebbero comporlo: e questo risultato è naturalmente anche merito del coach Rick Carlisle.

2) Il tedesco Dirk Nowitzki (classe 1978 da Wurzburg, in Baviera), miglior giocatore della serie finale, da 13 anni a Dallas, (sconfitto insieme ai Mavericks proprio da Miami nelle finali Nba del 2006) è ovviamente, in tutto e per tutto, il simbolo di questa squadra e di questa vittoria. Un uomo tranquillo, da nessuno definito “un fenomeno”, Dirk è un atleta esemplare e ha preso in mano la squadra nei momenti decisivi di questa serie finale.

3) E poi, LeBron James, lui sì fenomeno (per ora) senza titolo; l’uomo più odiato di Cleveland, la città che lo adorava (quando era ai Cavs) ma che lui la scorsa estate abbandonò per andare a Miami, per vincere, “finalmente” il titolo Nba. La sconfitta degli Heat è soprattutto la sua sconfitta. Ancora una volta.

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