Mourinho: se non torni non vale (appello disperato di due juventini inconsolabili e un po’ spacconi)

I grandi avversari danno lustro alle grandi vittorie. Per questo motivo, per noi, Juventus-Inter non è mai stato il derby d’Italia. Al limite il derby dei bar d’Italia. Quella con i nerazzurri è sempre stata più una rivalità da …Leggi tutto

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Credits: Afp/Getty Images

I grandi avversari danno lustro alle grandi vittorie.

Per questo motivo, per noi, Juventus-Inter non è mai stato il derby d’Italia. Al limite il derby dei bar d’Italia. Quella con i nerazzurri è sempre stata più una rivalità da Bar dello Sport che da campo di calcio. Troppo grande il divario tra le due squadre, almeno da quando noi siamo in grado di intendere e di volere: cioè più o meno gli ultimi trent’anni di Serie A.

Troppo distanti sul piano tecnico e su quello fantastico le due compagini per poter innescare in noi un qualsiasi genere di rivalità. Una rivalità tenuta in piedi artificiosamente da qualche titolone in prima pagina e da incartapecorite copertine della DS di Paola Ferrari.

Nulla a che vedere con il calcio. Quello vero. Roba buona per i Severgnini, per i Guido Rossi, per i Civoli di turno. Avanspettacolo insomma. Non certo sport, e men che meno letteratura. Che si sa, “la vita reale è solo una pallida imitazione della letteratura”Giampiero Mughini). Ma qui non ci sono segni né dell’una né dell’altra.

Anche se a dire il vero un condottiero epico, uno buono per fare da protagonista a romanzi buoni, all’Inter lo hanno avuto: anche se per poco. E guarda caso con lui sono riusciti addirittura a vincere. Parliamo ovviamente di Josè Mourinho da Setubal.

Sì certo lo sappiamo, hanno vinto grazie a un vuoto di potere generato dalla farsa di Calciopoli. Forse anche grazie al peccato originale di cobolliana memoria che, cedendo Ibra e Vieira ha permesso a Moratti & Co di costruirsi una rendita per finanziarsi finanche la campagna acquisti degli anni a venire. Ma non cerchiamo alibi. L’Inter l’anno del triplete ha fatto qualcosa di eccezionale, indelebile; soprattutto se commisurato alla sua storia di insuccessi decennali.

Tranquilli. Non abbiamo cambiato fede come Magdi Allam, non siamo improvvisamente diventati interisti, né tanto meno lo vorremmo sulla panchina della Juventus, ci mancherebbe, lì ci sta più che bene Antonio Conte. Però non possiamo non essere d’accordo con Christian Rocca nel descrivere Mourinho come lo juventino perfetto.

Sì certo a tratti un po’ troppo lamentoso con gli arbitri, ma in realtà anche quella è solo tattica. Anzi letteratura. Insomma  noi non ci rassegniamo a un mondo senza Mou.

Come dicevamo i grandi avversari danno spolvero alle grandi vittorie: ragion per cui battere il Milan ci ha sempre dato maggior soddisfazione dello strapazzare l’Inter. E anche la rare sconfitte con i nerazzurri ci scivolavano via in fretta come qualsiasi altro passo falso fatto in provincia.

Volete mettere lo scudetto dell’anno scorso vinto contro un Milan sulla carta più forte, rispetto a un’eventuale vittoria di quest’anno contro nessuno?

Ecco, proprio per questo,  nel leggere di un ritorno di fiamma tra lo Special One e la seconda squadra di Milano ci è venuto un brivido lungo la schiena. Una pulsione irrisolta.

In fondo gli unici anni, da quando ricordiamo noi, in cui l’Inter è stata davvero imbattibile, la Juventus non c’era. Si era data per qualche periodo in prestito a un’allegra ciurma chiamata Cobolli-Blanc-Secco, che passava le giornate civettare con i colleghi nerazzurri, a ricoprire d’oro bidoni impresentabili e a cercare il modo migliore per rinnegare la propria storia.

In fondo la Juve e Mou non si sono mai incrociati. E questo ci scoccia tremendamente.

Vi immaginate che sfida sarebbe stata? Due armate imbattibili a confronto. Tattica, agonismo, dialettica. Roba da fantascienza altro che no. Asimov, Dostoevskj più che Salvatores. Che poi lo sapete no? Dostoveskj era juventino.

Da Juventini, siamo convinti che Juventus vs Mou sarebbe una grande disfida. Una di quelle in cui nulla è perduto fino alla fine. Una di quelle in cui di solito la Juventus vince.

Sì, poi sarebbe anche un segnale importante per tutto il movimento italiano, forse anche uno stimolo ulteriore per Antonio Conte. Ma questi sono aspetti di contorno, Mourinho deve tornare punto e basta. Prendersi le sue responsabilità e affrontare da uomo (qual’è) la più forte di tutte. Solo allora potrà dire “missione compiuta” e tornarsene da dove è venuto. Senza vedove, rimpianti e piangistei.

E noi raccontare ai nipoti dei nostri nipoti di quella volta in cui…

Ecco per tutti questi motivi a noi Mou manca davvero. Quasi più che agli interisti.

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