La Roma all’americana lascia molti dubbi, i soldi ci sono ma manca l’esperienza

“Tu vuò fa l’americano” recitava la canzone di Renato Carosone. Ma cosa succede quando gli americani si calano nella realtà italiana? Basta chiedere a Thomas DiBenedetto, ambizioso nuovo presidente della Roma, che nel suo primo periodo di reggenza …Leggi tutto

Un colloquio tra Francesco Totti, Luis Enrique e Daniele De Rossi (ANSA)

Un colloquio tra Francesco Totti, Luis Enrique e Daniele De Rossi (ANSA)

bar sport“Tu vuò fa l’americano” recitava la canzone di Renato Carosone. Ma cosa succede quando gli americani si calano nella realtà italiana? Basta chiedere a Thomas DiBenedetto, ambizioso nuovo presidente della Roma, che nel suo primo periodo di reggenza sta trovando non poche difficoltà nel rifondare il club. Dal mercato che lascia ancora dei dubbi all’opinabile gestione dei casi più intricati la Roma vive un momento di cambiamento epocale che comporta non pochi rischi.

Si può iniziare dalla scelta del tecnico Luis Enrique, proveniente dal Barcellona B e fiero portabandiera di un gioco offensivo in stile Guardiola. L’ex centrocampista spagnolo però non ha esperienza come allenatore ed essere catapultato dalla primavera di un club ad una delle società più blasonate d’Italia non è cosa da poco. Innanzitutto esiste un problema di leadership, non tutti i giocatori della Roma hanno accolto il nuovo tecnico con curiosità e fin dai primi giorni di ritiro si sono potute leggere non poche perplessità negli occhi dei giocatori. in particolare sembra tesa la situazione con Francesco Totti, la bandiera giallorossa più volte lasciata in panchina in questo inizio di stagione. Emblematica è l’immagine del colloquio con l’allenatore immortalata nei giorni scorsi a Trigoria: mentre Luis Enrique riprende il capitano, Totti risponde con un espressione a metà strada tra il divertito e lo sconcertato.

Il nuovo presidente della Roma Thomas DiBenedetto (ANSA)

Il nuovo presidente della Roma Thomas DiBenedetto (ANSA)

La vecchia guardia giallorossa sa di non poter più chiedere le garanzie che fino a pochi mesi fa tenevano con le spalle al muro gli allenatori. Il cambio di proprietà ha rivoluzionato tutto l’assetto societario e nonostante si riconosca la storia dei protagonisti più fedeli l’idea di DiBenedetto è quella di rifondare la squadra partendo dai giovani, impostando un gioco spettacolare e offensivo e rivalutando tutte le gerarchie. Gli arrivi di Bojan, Lamela e Josè Angel rappresentano un nuovo capitale per i giallorossi ma sul piano tattico il progetto sembra ancora in alto mare. La prima uscita in Europa League ha evidenziato lacune in tutti i reparti con diversi giocatori fuori condizione apparsi ancora lontani dal comprendere i dettami di Luis Enrique.

Come se non bastasse lascia perplessità anche la gestione del caso Borriello. Il giocatore è stato riscattato due mesi fa per 10 milioni di euro e nonostante le iniziali parole del tecnico “Marco è fortissimo, lo voglio al 100%”, il giocatore non fa più parte del progetto ed è stato messo sul mercato. Allora perchè impiegarlo per 15 minuti in Europa League cancellando così di fatto la possibilità di cederlo ad un club impegnato nelle coppe? Il valore dell’attaccante è così calato vistosamente ed è ormai certo che per liberarsene la Roma dovrà rinunciare a diversi milioni di euro. Sulle sue tracce c’è il Fulham ma anche Genoa e Firoentina stanno alla finestra. Nelle scorse ore DiBenedetto ha annunciato l’approvazione di un extra budget per concludere gli acquisti di Osvaldo (vale davvero 20 milioni di euro?) e Simon Kjaer. Il progetto Roma c’è ed è solido, va avanti con le difficoltà fisiologiche di ogni novità ma le riflessioni sull’inesperienza dei protagonisti sono d’obbligo.

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