Juve-Pescara, prove tecniche di Bayern

A chi interessa Juve Pescara? Che significato può avere una partita contro una squadra già condannata alla retrocessione se non quello del test-match alla vigilia di una partita di Champions che vale mezza stagione? Si potrebbe cominciare col dire che …Leggi tutto

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A chi interessa Juve Pescara? Che significato può avere una partita contro una squadra già condannata alla retrocessione se non quello del test-match alla vigilia di una partita di Champions che vale mezza stagione?

Si potrebbe cominciare col dire che la Juve si è presentata allo Juventus Stadium senza Buffon, Pirlo, Barzagli, Chiellini, Marchisio, cinque undicesimi della formazione che mercoledì, probabilmente, affronterà il Bayern. Un turnover doveroso vista la condizione mostrata dai tedeschi nella partita d’andata e che a nostro avviso poteva essere fatto – in misura minore – anche nella partita con l’Inter al Meazza. Chi è andato in campo non ha comunque fatto rimpiangere i titolari. Anzi. Il risultato finale (2-1) appare decisamente striminzito rispetto alla mole di gioco prodotta dalla Vecchia Signora. Un dato su tutti: 27 tiri in porta nei 90 minuti.

In campo si sono (ri)visti tre elementi che la Juve non si può permettere di lasciar fuori in questo momento: Giaccherini, con Vidal forse il giocatore più dinamico del nostro centrocampo (è il nostro Ribery), Pogba, uno dei pochi che sa prendersi la responsabilità di tenere palla a centrocampo anche quando pressato (ok era il Pescara, ma gli abbiamo visto fare due o tre zidanate di grandissimo livello) e naturalmente Vucinic: il montenegrino sarà pure egoista e a tratti indisponente, ma è l’unico giocatore capace di cambiare il volto del nostro attacco. Febbre o no, deve sempre andare in campo.

 

Non c’era bisogno del Pescara per capire che rinunciare a Liechsteiner e Vidal (lo ricordiamo squalificati per la partita di ritorno col Bayern) è un lusso che questa Juve non può permettersi, almeno in questo momento: sul binario dello svizzero passa il 90% delle nostre azioni offensive di fascia), quanto a Vidal, c’è poco da dire, è Vidal, l’assenza della sua qualità e della sua quantità mercoledì peserà come un macigno.

E allora, cosa resta in chiave Bayern di questa vittoria? Innanzitutto il modulo: Conte sembra intenzionato a confermare il suo 3-5-2 (“Un sistema di gioco che ci ha dato tante soddisfazioni”). Ci vien da pensare che Vucinic sarà affiancato da Quagliarella, l’unico del nostro attacco che abbia cattiveria agonistica da vendere e l’ossessione di calciare in porta. In mezzo Vidal sarà sostituito da Pogba, mentre resta l’incognita Lichsteiner: chi sostituirà lo svizzero? Giaccherini inedito a destra? Isla, Padoin? A sinistra Asamoah sembra ancora un po’ giù di tono, ma un suo impegno a sinistra potrebbe costringere Heyckens a limitare le scorribande offensive di Robben. Per quel che può valere la nostra opinione, a destra, a sinistra o come seconda punta atipica, noi non rinunceremmo a questo Giaccherini.

Ad ogni modo. Archiviamo questo Juve-Pescara per quello che è, l’ennesimo passo verso il trentunesimo scudetto. Avremo altri 3 giorni per meditare su quello che Conte ha definito il “sogno”. Non si potrebbe definire altrimenti qualcosa che – visto il divario della partita d’andata – in questo momento appare lontano, lontanissimo. Ma, si sa, sognare non costa nulla.

Per la cronaca. Mentre la Juve batteva il Pescara, il Bayern vinceva sul campo dell’Eintrecht laureandosi matematicamente campione di Germania. Ci auguriamo a questo punto di vederli a Torino ebbri di felicità. E non solo.

Si ringrazia Samsung per il supporto tecnico.

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