Juve: partita vera a Donetsk, biscotto a Napoli

Ieri J-Day, giornata decisiva in casa Juve. A Napoli sentenza d’Appello per Giraudo su Calciopoli. A Donetsk sfida decisiva per il passaggio del turno in Champions League. Tutti prevedevano il biscotto e biscotto è stato. Ma non a …Leggi tutto

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Antonio Giraudo con Andrea Agnelli in una foto del 2005 (©Manuela Viganti/Lapresse)

Ieri J-Day, giornata decisiva in casa Juve. A Napoli sentenza d’Appello per Giraudo su Calciopoli. A Donetsk sfida decisiva per il passaggio del turno in Champions League. Tutti prevedevano il biscotto e biscotto è stato. Ma non a Donetsk, bensì a Napoli.

Molti tifosi Juventini si chiedono: com’è possibile che gli arbitri siano stati tutti assolti, mentre a Giraudo è stata comminata una pena di un anno e 8 mesi per frode sportiva e associazione a delinquere?

Per avere una risposta più precisa dobbiamo aspettare le motivazioni e la sentenza. La nostra impressione, per il momento, è che sia stata imputata a Giraudo la colpa di una tentata frode sportiva (come per il processo Moggi). In buona sostanza, il reato di frode sportiva è un reato anche “di tentativo” per cui l’impianto della sentenza potrebbe basarsi sulla volontà da parte dell’allora AD della Juventus di aggiustare le partite. Anzi la partita: perché a lui viene imputata la frode solo per Juventus-Udinese. Sulla attendibilità delle telefonate che riguardano la partita in oggetto vi rimandiamo a questo articolo di Ju29ro.

Se ne ricava, fuori dal diritto, che si sia deciso per un biscotto istituzionale. Da un lato si demolisce praticamente in toto l’impianto accusatorio di Calciopoli, assolvendo tutti gli arbitri coinvolti. Dall’altro si condanna Antonio Giraudo per non screditare completamente un processo tra i più discussi della recente storia repubblicana e con esso la magistratura intera.

A Donetsk, invece, il biscotto non c’è stato. La Juve ha giocato una partita vera, guardinga, attenta, tenace. Ha quasi sempre condotto il gioco, rischiando pochissimo e producendo con una certa costanza azioni offensive. Sugli scudi Vucinic, Lichsteiner Chiellini e un sempre più affidabile Asamoah. Con questa vittoria ha interrotto la serie dello Shaktar di 16 vittorie casalinghe consecutive tra campionato e coppe; inoltre torna a vincere in trasferta in Europa dopo tre anni.

Dire quale sarà il futuro in Champions della Juve è oggettivamente difficile. Senza un goleador di comprovata prolificità è praticamente impossibile vincere la massima competizione europea, però questa squadra ha dimostrato di saper stare nella partita praticamente sempre e ovunque. E ora torna Antonio Conte. Probabilmente non vinceremo questa Champions, ma prima provate a batterci…

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