Juve, minimo risultato col massimo sforzo

Ci siamo: la Juventus torna a vincere dopo qualche pareggio di troppo ed è capolista solitaria, ma quanta fatica! Il primo tempo con la Fiorentina è stato forse il più bello della stagione e si è concluso con un misero …Leggi tutto

Alessandro Matri esulta dopo il 2-1 contro la Fiorentina (La Presse)

Alessandro Matri esulta dopo il 2-1 contro la Fiorentina (La Presse)

Bar Sport: la terza stellaCi siamo: la Juventus torna a vincere dopo qualche pareggio di troppo ed è capolista solitaria, ma quanta fatica!

Il primo tempo con la Fiorentina è stato forse il più bello della stagione e si è concluso con un misero 1 a 0, il possesso di palla e le occasioni da gol continuano a proliferare, ma alla fine i risultati sono sempre sofferti e/o striminziti.

A parte il primo tempo di Catania e alcuni tratti della partita col Genoa, la Juve continua ad avere su tutti i campi il pallino del gioco e quasi totale supremazia territoriale, ma resta ancora poco concreta in attacco e a volte superficiale in difesa.

I motivi sono diversi, alcuni più tecnico-tattico altri legati in gran parte alla progressiva maturazione del gruppo.

Sono proprio questi limiti, uniti ad un livellamento (verso il basso) del campionato, che ci fanno continuare a credere che la Juve vincerà questo scudetto.

Ma deve continuare a crescere per ambire a diventare un gruppo “importante” (usando la parola più pronunciata da Conte da quando siede sulla panchina bianconera); se questo processo di crescita continuerà, le amnesie diminuiranno e la consapevolezza della propria forza aumenterà il miraggio di uno scudetto sulla carta impossibile sarà più reale.

Per ora, però, la musica è sempre la stessa, grande supremazia, grande impegno, grandi sforzi, risultati minimi (rispetto agli sforzi fatti).
Eccoli questi risultati, e questi sforzi.

(Minimi) risultati:

- 4 vittorie, 4 pareggi: unica squadra imbattuta del campionato
- Quarta difesa meno battuta del campionato con sei reti al passivo (Milan e Inter ne hanno subite rispettivamente 12 e 14)
- Secondo attacco del campionato: con 13 gol e 8 marcatori diversi
- Capolista solitaria, non accadeva da prima di Calciopoli.

(Massimi) sforzi:

Allenatore
Da queste righe, spesso abbiamo incensato le doti di Antonio Conte come tattico, come motivatore e come ambasciatore della tradizione vincente del club. Sicuramente la squadra lo segue, lo società lo ha assecondato nelle scelte e lui non si risparmia.

Se in molti (non noi) lo avevano spacciato per un’integralista tattico lui sta dimostrando grande disponibilità al cambiamento e adattamento alle esigenze della squadra.

Tatticamente il suo ci sembra tanto, però, un learning by doing come direbbero gli americani. Le sostituzioni che ha operato nelle ultime due partite casalinghe (Genoa, Fiorentina) hanno lasciato più di qualche dubbio, ma la verità che il livello sempre più basso del nostro campionato gli sta dando il tempo di imparare, aspettandolo.

Difesa
Erano anni che non vedevamo un Buffon così carico e concentrato, e sembra aver smorzato anche quei sorrisi di troppo (soprattutto dopo una sconfitta) che siamo certi non sarebbero piaciuti al suo attuale Mister.

Per quanto riguarda i 4 in linea, sembra che si vada verso un assetto definitivo Lichsteiner-Barzagli-Bonucci-Chiellini. Detto che Lichsteiner non solo è il miglior esterno destro del campionato, ma anche colui che aumenta (e di molto) il peso specifico di tutta la difesa (sempre bravissimo nelle diagonali).

Barzagli è ormai una garanzia, il ritorno in Nazionale dopo oltre tre anni di assenza lo sta confermando come uno dei migliori centrali del campionato, e non c’è da stupirsene.

Le note più dolenti arrivano dagli altri due componenti del pacchetto arretrato. Bonucci non è il “buco” dello scorso anno, ma non dà ancora ampie garanzie, mentre Chiellini palesa i soliti e già noti limiti di concentrazione.

Centrocampo
Il centrocampo è di sicuro il reparto migliore della squadra. A livello dei top club europei e certamente il migliore d’Italia. Pepe-Pirlo-Marchisio-Vidal-Giaccherini hanno pochi eguali al momento. La Premiata Ditta Pirlo&Marchisio è la più ricca di “numeri” di tutta la serie A, Vidal è un prototipo di grande centrocampista moderno. Pepe e Giaccherini sono tra i pochi esterni italiani bravi nel proporre entrambe le fasi di gioco. Resta la nota dolente Krasic, giocatore che francamente ci sembra fuori dal progetto tecnico-tattico della Juve. Poche qualità tattiche compensate da numeri tecnici buoni, ma non strabilianti.

Attacco
Sgombriamo il campo dagli equivoci, Matri non è Inzaghi e neppure Trezeguet o Paolo Rossi, ma ci crede tantissimo, si impegna come pochi e di certo sa fare gol, e in questo momento non c’è cosa più importante per questa Juve.

Vucinic resta la scommessa da vincere, se a Torino riusciranno a tirar fuori dal talento infinito del Montenegrino continuità e gol allora si troveranno tra le mani uno degli attaccanti più decisivi del mondo, altrimenti resterà un talento incompiuto, di grande utilità, ma di poca incisività.

Infine ci sono le cartucce ancora da sparare: leggi Del Piero e Quagliarella, che ne siamo sicuri sapranno dare il loro contributo nel corso della stagione.

Adesso sotto con l’Inter, tornata ai livelli pre-calciopoli, ma proprio per questo, siatene certi, darà tutto quello che ha nella partita che potrebbe essere per i nerazzurri la svolta positiva della stagione.

Alla Vecchia Signora servirà un altro grande sforzo. E, ben inteso: se arrivasse un sofferto minimo risultato nessuno si lamenterebbe.

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