Juve: le statistiche non bastano, serve Del Piero

Da un lato ci sono i numeri: che ci dicono che la Juve vista mercoledì sera contro la Lazio ha espresso una superiorità imbarazzante: 71% di possesso palla, 88% di passaggi riusciti, 25 tiri. Dall’altro c’è la consapevolezza che mai, …Leggi tutto

Alessandro Del Piero è alla Juventus dal 1993 (La Presse)

Alessandro Del Piero è alla Juventus dal 1993 (La Presse)

Bar Sport: la terza stellaDa un lato ci sono i numeri: che ci dicono che la Juve vista mercoledì sera contro la Lazio ha espresso una superiorità imbarazzante: 71% di possesso palla, 88% di passaggi riusciti, 25 tiri. Dall’altro c’è la consapevolezza che mai, senza Del Piero, la squadra di Conte avrebbe portato a casa il risultato.

Non prendeteci per i soliti delpieristi infervorati, è solo che bisogna guardare ai fatti come stanno. In questa Juve – che nei suoi giorni migliori gioca un calcio fatto di coraggio e personalità degno del Milan di Sacchi e della prima Juve di Lippi  – il giocatore più forte lì davanti resta, malgrado tutto, Alessandro Del Piero. Anche a mezzo servizio, centellinato come le gocce di un aceto balsamico Gran Riserva, il numero 10 bianconero resta il giocatore più temibile, quello che può risolvere le partite in qualsiasi momento, con una giocata, un assist, un’invenzione. O una punizione.

Né Matri, né Quagliarella, né Vucinic né tantomeno Borriello hanno la qualità, l’esperienza, la mentalità e soprattutto l’imprevedibilità del capitano.

Su questo aspetto Marotta e Agnelli dovranno riflettere parecchio, se – come si dice – Del Piero lascerà la Juve a fine stagione (noi però la pensiamo diversamente).

Insomma: AAA nuovi Alessandro Del Piero cercasi; missione impossibile? Per il momento teniamoci stretto quello originale.

A proposito, Mister Prandelli: ma siamo proprio sicuri che un Alessandro Del Piero così non serva anche a lei? No perché fra un Cassano da recuperare, un Balotelli che deve maturare, uno sfortunatissimo  Giuseppe Rossi nuovamente infortunato, Pazzini e Matri spesso relegati in panchina nei rispettivi club, il vecchio capitano bianconero è forse l’unica vera certezza che ancora ci rimane. Anche in Nazionale.

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