Juve: ecco Fernando ‘Ravanelli’ Llorente

Fabrizio Ravanelli è a suo modo l’History Man bianconero. Colui che segnando il gol del momentaneo vantaggio contro l’Ajax a Roma ha contributo alla vittoria dell’ultima Champions League bianconera. Ma non solo. Fabrizio Ravanelli è a suo modo un …Leggi tutto

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EPA/ALFREDO ALDAI

Fabrizio Ravanelli è a suo modo l’History Man bianconero. Colui che segnando il gol del momentaneo vantaggio contro l’Ajax a Roma ha contributo alla vittoria dell’ultima Champions League bianconera. Ma non solo.

Fabrizio Ravanelli è a suo modo un unicum nella storia Bianconera. Attaccante di peso e di manovra, bravo negli inserimenti e con un bel tiro, combattente vero e campione acclamato, ma senza pedigrèe. Uno per intenderci che fino a 24 anni giocava nella Reggiana. Uno che per emergere ha dovuto scalciare. Uno che senza il 4-3-3 di Lippi probabilmente non avrebbe mai potuto fare il centravanti titolare nella Juventus. Insomma non certo un Bettega, un Trezeguet, un Paolo Rossi, un Vialli o un Inzaghi. Una novità tattica che nella storia recente bianconera ha avuto pochi epigoni, uno ad esempio potrebbe essere stato lo sfortunatissimo e sottovalutatissimo Vincenzo Iaquinta. Una novità appunto, come recitava un vecchio coro del Delle Alpi: “nell’attacco della Juve c’è una grande novità, è Fabrizio Ravanelli beniamino degli ultrà”.

Non sappiamo se i supporter bianconeri abbiano già un coro per la prossima novità del nostro attacco, ma sappiamo che Fernando Llorente è un attaccante vero. Insolito. Senza griffe, ma con un palmarès da far invidia a fior di Palloni d’Oro: Campione del Mondo e d’Europa, seppur da comprimario. Ma Llorente è un attaccante talmente vero da ricordarci in tante cose propio Penna Bianca. Penna Bionda potremmo ribattezzarlo. La Juventus è arrivata a lui dopo un lungo corteggiamento e tanta pazienza. Pazienza ripagata dal fatto che è riuscita a tesserarlo a costo zero. Colpaccio.

Fernando Ravanelli Llorente sarà senza dubbio utile alla causa, a patto che si faccia un bel ripulisti. Via i Matri, i Quagliarella. Di Giovinco, as usual, non parliamo neppure. E spazio a Llorente, magari rispoverando il buon vecchio 4-3-3 e provando a far giocare Llorente in una posizione per lui non del tutto insolita.

Llorente non è di certo un cecchino. Non è un fromboliere dai 30 gol a campionato. “Beh…ma in effetti mica ne abbiamo bisogno con il popò di bomber che ritroviamo in rosa”, ci verrebbe da dire. In realtà, tornando seri, il gioco di Conte verte  molto sugli inserimenti dei centrocampisti, e un attaccante di peso come lui, abile di testa e a far sportellate in area può essere molto utile.

Non è  il classico attaccante da area di rigore che sta fisso sulla lunetta e non si muove da lì per 90 minuti. Anzi. A Llorente si può tranquillamente chiedere di fare il lavoro sporco, pressing sugli avversari e rientri. Di questi tempi, nei quali sembra che senza un Mandžukić in squadra non si possa più giocare a calcio, uno come Llorente può certo fare comodo. Anche se è meglio precisare che il croato è uno che fa molti più gol.

Vediamo i  numeri?

Llorente ha 28 anni, una media di 0,34 gol a partita. Più di Matri (0,29) e di Quagliarella (0,28), meno ad esempio di quella di Ravanelli (0,36). Ma siamo lì. È chiaramente distantissimo dalle medie realizzative di un Radamel Falcao (0,60 a partita), ma anche di Mandžukić stesso (0,43) o di Mario Gomez (0,56). Nonostante il gran fisico 1.95 per 90 kg non è appunto un centravanti solo statico o tecnicamente grezzo. E’ dotato di un buon tiro, di buona tecnica e nonostante nell’Ateltich Bilbao faccia un lavoro prevalentemente da punta centrale può spaziare molto bene su tutto il fronte offensivo. Partendo da sinistra e accentrandosi per concludere a rete. Forte di testa e in acrobazia va a colmare una lacuna nel fronte offensivo della Juventus.

Come può giocare nella Juve di Conte? Llorente può fare benissimo il titolare in un modulo che preveda 3 punte di ruolo. Ma può anche essere un’alternativa di primissimo livello in un 5-3-2 (o 4-4-2). Certo una cosa deve essere chiara non potrà mai essere il famigerato Top Player che da solo può cambiare i destini dell’attacco juventino.

Insoma, adesso che ci avete “regalato” un nuovo Ravanelli, dateci anche i Vialli e i Del Piero. Grazie.

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