Juve e terza stella: la nostra risposta a Luca Sofri

Abbiamo letto con attenzione il post che Luca Sofri ha pubblicato su un argomento a noi caro, quello della terza stella. Purtroppo non possiamo avvalerci della sua stessa terzietà di tifo. Siamo tifosi juventini. Lo siamo anche troppo, come traspare dal …Leggi tutto

la bandiera con la terza stella alla sede della Juventus (Credits: Jonathan Moscrop)

la bandiera con la terza stella alla sede della Juventus (Credits: Jonathan Moscrop)

Bar Sport: la terza stellaAbbiamo letto con attenzione il post che Luca Sofri ha pubblicato su un argomento a noi caro, quello della terza stella. Purtroppo non possiamo avvalerci della sua stessa terzietà di tifo. Siamo tifosi juventini. Lo siamo anche troppo, come traspare dal nostro nome collettivo (scelto in tempi non sospetti), ma proprio per questo crediamo di poter dare un valido contributo alla sua riflessione.

Cominciamo dalla fine. Scrive Sofri: “La Juventus ha 28 scudetti, punto. E ha diritto di dire che ne ha vinti 30. Punto.” Sottolineando il fatto che un qualsiasi condannato può scontare una pena che ritiene ingiusta, manifestando però la sua opinione di dissenso.

Sofri ricorda come, nel 2006, la Juventus accettando la sentenza di retrocessione e revoca degli scudetti abbia implicitamente rispettato anche l’organismo di giustiza sportiva che l’ha emessa.

In buona sostanza si può mettere la terza stella, perchè non esiste nessuna regole precicua che lo vieti. E quindi confondere la terza stella come una violazione delle regole e una deligittimazione dell’ordinamento sportivo, è come confondere un reato con un’opinione. Ma siamo proprio sicuri che sia così? Noi la vediamo diversamente.

L’atteggiamento della Juventus rispetto a Calciopoli, alle sue sentenze e alle istituzioni sportive in questi anni è stato duplice e dicotomico. Dal 2006 al 2010 (gestione del trio Lescano Cobolli-Blanc-Secco per intenderci) l’orientamento era quello ben raccontato da Sofri. Accettare le sentenze (o addirittura assecondarle) e manifestare un dissenso timido, colpevole e anche un po’ ipocrita. Fino a questo punto la riflessione di Sofri è inoppugnabile. La Juve accetta la B, quasi la invoca e scontata la pena, riprende il suo cammino a braccetto con le istituzioni manifestando isolati segnali di dissenso.

Ma dal 2009 ad oggi le cose sono cambiate molto. La gestione Andrea Agnelli ha assunto un atteggiamento completamente diverso e di aperta contestazione: non solo delle sentenze del 2006, ma dello stesso tribunale che le ha emesse e dell’istituzione sportiva che non solo non è stata e non è tuttora in grado di garantire parità di trattamento ai suoi associati, ma non è neppure in grado di far applicare il codice di giustizia sportiva del quale essa stessa dovrebbe essere garante (vedi differenza tra articolo 1 e articolo 6 CdS)

La terza stella della Juventus non è un’opinione di un condannato che accetta le sentenze. E’ la reazione della vittima di un colpo di stato che rivendica la revisione di un processo ingiusto celebrato da un tribunale speciale.

La Juventus ha chiaramente messo in discussione l’organismo federale, ma non cucendosi una terza stella sul petto. L’ha fatto molto prima chiedendo 443 milioni di euro di danni alla federazione.

Quello che è avvenuto nel 2006 non è stato un processo figlio di uno stato di diritto (sportivo o civile), si è trattato di un tribunale Speciale degno di un qualsiasi organismo non democratico, emanazione di una dittatura (questa sì solo sportiva). E non si può chiedere alle vittime di una dittatura di accettarne l’ordine precostituito, non lo faranno mai.

In definitiva restiamo convinti di quello che abbiamo già scritto, e cioé che gli scudetti della Juve sono 30 punto e basta.

La Juve ha il diritto di dire che sono 30 semplicemente perchè nessuna partita truccata, nessun illecito, nessuna truffa è stata accertata. Se così non fosse, se si fossero trovate o si trovassero partite truccate, risultati accomodati e arbitri prezzolati allora gli scudetti sarebbero 28. Punto.

La cosa sembra essere molto più seria di quanto Sofri avesse forse immaginato, o forse siamo noi che abbiamo preso terribilmente sul serio un processo da Bar dello Sport.

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