Juve, cosa fare per vincere lo scudetto…in 10 tweet

Alla Juventus sanno come si vincono gli scudetti. E nessuno, dall’allenatore al magazziniere, ha bisogno delle nostre raccomandazioni. Da juventini, però, vorremmo condividere con tutti voi un vademecum sulle cose da fare (e da non fare) da qui alla fine …Leggi tutto

I giocatori della Juventus esultano dopo il 3-1 al Catania (Ansa)

I giocatori della Juventus esultano dopo il 3-1 al Catania (Ansa)

Bar Sport: la terza stella
Alla Juventus sanno come si vincono gli scudetti. E nessuno, dall’allenatore al magazziniere, ha bisogno delle nostre raccomandazioni. Da juventini, però, vorremmo condividere con tutti voi un vademecum sulle cose da fare (e da non fare) da qui alla fine del campionato. Li abbiamo radunati in 10 tweet, liberi di aggiungere i vostri nei commenti. Stampatevelo, tenetelo nel portafoglio, appendetelo in ufficio o condividetelo con gli amici sui social network: che la catena di Sant’Antonio (Cabrini) bianconera abbia inizio.

Non facciamoci prendere dallo sconforto, non è il momento di pensare al secondo posto #ranierièsolounbruttoricordo

A questo punto cerchiamo di guardare la classifica il meno possibile. La storia degli ultimi campionati ci dice che gli scudetti si vincono spesso al fotofinish. Sapete come si dice a Milano? I mort se porten via quand in frec (i morti si portano via quando sono freddi).

Non è vero che ce l’hanno tutti con noi #nonsiamomicagliinteristi

E’ solo che siamo tornati a essere antipatici. Il che non significa farci dare lezioni di stile né tantomeno far sentire la nostra voce se serve. Insomma: sì alla Juve “cazzuta” di Andrea Agnelli (parole di Flavio Briatore), no alla Juve piangina.

Smettere di pensare all’imbattibilità #nonècheportasfiga?

I tre punti contano più di qualsiasi cosa. Lippi vinse il suo primo scudetto – nella stagione 1993-1994 – con 7 sconfitte al passivo. Il che dice tutto.

Basta scrivere lettere agli arbitri #UltimeletterediCobolliGigli

Va molto bene il silenzio stampa se serve a concentrarsi e a non parlare a caldo. Meno se è un modo per farsi compatire. Altrimenti sarebbe stato meglio scrivere una lettera a Nicchi e Braschi, con Abete in copia.

Fare goal #buttiamoladentro

D’accordo, la porta la vedi o non la vedi, che l’istinto del killer di un attaccante non è qualcosa su cui si può lavorare. Ma Antonio Conte può e deve fare molto sugli schemi offensivi: l’impressione è che certi attaccanti (vedi Vucinic) facciano un gran lavoro e arrivino sotto porta un po’ appannati. Ricordiamoci di quello che fece Lippi con Gianluca Vialli, un centravanti che sembrava finito (dopo due anni di trappattonismo e di gioco spalle alla porta) e (ri)messo nelle condizioni di essere micidiale in zona gol.

Accendere un cero a Trezeguet, santo protettore dei centravanti #magariportabene

Ah, quanto servirebbe uno come il francese… Ma in questo momento ci accontenteremmo pure di un Fabrizio Ravanelli o di un Michele Padovano.

Puntare sugli uomini con personalità ed esperienza #servonolepalle

Come Del Piero, ad esempio, ma non vorremmo essere ripetitivi.

Considerare Borriello solo l’ex fidanzato di Belen #piùbellodiCorona

La Juve ha il problema del gol? L’abbiamo capito, ma Boriello non è la cura ma una causa (fra le altre). Lo dice il campo: sei presenze zero goal con la maglia bianconera. E non è che altrove brillasse per prolificità: negli ultimi 4 anni ha totalizzato 71 presenze e 26 reti con Milan e Roma, una media di 1 gol ogni 3 partite, troppo poco per la punta (ma anche la seconda punta) di una squadra che ambisce a diventare campione d’Italia.

Non cambiare modulo #nonèilmomentodegliesperimenti

È vero, gli avversari cominciano a capire come gioca la juve e quali sono le contromisure da adottare. Ma il 4-3-3, con Vidal e Marchisio a protezione di Pirlo sulla mediana, con la variante dei due esterni jolly in grado di curare sia la parte difensiva che offensiva (3-5-2), ha dimostrato di funzionare. Infortuni e squalifiche permettendo.

Ricordarsi che abbiamo vinto uno scudetto partendo da -6 a cinque giornate dalla fine #5maggiofestanazionale

D’accordo questo Milan non è scellerato come quell’Inter, ma a volte chi sta davanti ha tutto da perdere…

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