Juve, 5 motivi per preoccuparsi (e altrettanti per restare sereni)

Gli 8 punti di vantaggio accumulati prima della sosta natalizia sono stati praticamente dilapidati in due sole partite. È bastato il doppio passo-falso contro Sampdoria e Parma (1 punto in due partite) per rimettere in discussione uno scudetto che sembrava …Leggi tutto

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Gli 8 punti di vantaggio accumulati prima della sosta natalizia sono stati praticamente dilapidati in due sole partite. È bastato il doppio passo-falso contro Sampdoria e Parma (1 punto in due partite) per rimettere in discussione uno scudetto che sembrava già vinto e ridare speranze alle inseguitrici. Intendiamoci, 3 punti di distacco sulla seconda possono bastare: in fondo, come scrive Carlo Genta, la Juve ha la forza per fare come Indurain in maglia rosa, controllando da lontano e concedendo all’occorrenza. No, a lasciarci perplessi sono altre cose:

1. L’attacco, tanto per cominciare
Delle prime 8 squadre di A, la Juve ha forse l’attacco più debole: Vucinic non è una prima punta ma un formidabile rifinitore che ama giocare fra le linee, Quagliarella e Giovinco, i nostri migliori marcatori, hanno segnato 6 gol ciascuno (quanto Toni, Bergessio e Belfodil), Matri sembra un ex-giocatore, Bendtner è (e probabilmente resterà) un oggetto misterioso. D’accordo che i campionati si vincono con la difesa più che con l’attacco, però si può (e si deve) fare di più.

2. Il contributo dei “ricambi”
Eccezion fatta per Pogba, le cosiddette seconde linee non rendono come dovrebbero: Isla, Caceres, Bendtner, De Ceglie, Padoin e  in parte anche Giaccherini non sembrano garantire quelle alternative di cui mister Conte ha disperato bisogno per competere su tre fronti.

3. Le motivazioni
Lo scorso anno si percepiva forte e chiaro il desiderio di Conte di lasciare il segno alla sua prima panchina bianconera, quello dei senatori di riportare lo scudetto a Torino dopo 5 anni di purgatorio (e la discesa agli inferi della serie B), la spinta dei tifosi nel nuovo stadio e – strada facendo – anche la voglia di mantenere il record d’imbattibilità ha avuto il suo peso: in generale si percepiva il desiderio che la Juve tornasse grande. Quest’anno si parte con lo scudetto sul petto e i favori del pronostico. Il che – lo sappiamo – non sempre è un vantaggio, soprattutto sul piano motivazionale.

4. Dov’è finito il furore agonistico?
La Juve 2011-2012 ha letteralmente asfaltato i suoi avversari asfissiandoli con il pressing e un suo possesso palla ubriacante. L’impressione è che parte di quel furore agonistico, quest’anno, si sia spento; sì, a volte riemerge ma nel complesso la squadra sembra meno cattiva, meno portata al sacrificio e – di conseguenza – a comandare il gioco.

5. Le fatiche di Champions
Nessuno la nomina ma tutti in fondo ci credono. Perché – si sa – l’appetito vien mangiando; in fondo bastano 6 partite giocate come si deve per arrivare alla finale di Londra. Davanti al fascino della coppa dalle grandi orecchie il campionato può anche attendere. Ce ne pentiremo?

 

D’altro canto ci sono anche 5 motivi che ci inducono a rimanere tranquilli:

 

1. I numeri
La Juve è ancora in corsa su tutti i tre i fronti: è prima in Campionato, ha superato la prima fase di Champions (come prima del suo girone) ed è in semifinale di Coppa Italia. Ha il miglior attacco della serie A (41 gol) e la miglior difesa (14 subiti). Scusate se è poco.

2. Le avversarie
Posto che la Juve faccia harakiri, ci chiediamo: chi mai dovrebbe vincerlo questo scudetto? Il Napoli? L’Inter? La Roma? La Lazio. Siamo seri, dai.

3.Il rientro dei giocatori chiave
Marchisio potrebbe tornare in campo già sabato, Asamoah dovrà aspettare la fine della coppa d’africa (al più metà febbraio) per Chiellini e Pepe bisognerà attende fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Insomma, piano piano la rosa degli effettivi sta tornando al completo.

4. La preparazione in vista della primavera
Conte e il suo staff atletico hanno programmato una preparazione mirata per essere al top in primavera, quando cioè la Juve dovrà dare il massimo in Campionato e in Coppa. Normale che le gambe in questo momento non siano al massimo. Se son rose fioriranno.

5. Il colpo gobbo di Marotta
Top player? Noi ci accontenteremmo di un giovane senza timori reverenziali. Uno come Gabbiadini, Boakye o Immobile, per dire. Come dite, sono già praticamente nostri? Meglio ancora.

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