Juve: 443 milioni di motivi per mettere la terza stella

Terza stella sì, terza stella no. Il campionato è tutt’altro che chiuso ma tutti ormai parlano di ciò che potrebbe accadere se lo scudetto tornasse a Torino dopo sei anni (e soprattutto dopo Calciopoli). Se il vice presidente della Figc, …Leggi tutto

Il sogno di ogni tifoso bianconero: Alessandro Del Piero con la casacca bianconera della terza stella

Il sogno di ogni tifoso bianconero: Alessandro Del Piero con maglia della terza stella (Foto Daniele Badolato - LaPresse)

Bar Sport: la terza stellaTerza stella sì, terza stella no. Il campionato è tutt’altro che chiuso ma tutti ormai parlano di ciò che potrebbe accadere se lo scudetto tornasse a Torino dopo sei anni (e soprattutto dopo Calciopoli). Se il vice presidente della Figc, Demetrio Albertini, considera l’ipotesi di una terza stella cucita sulle maglie bianconere della stagione 2012-2013 come “una forzatura senza valore”, Andrea Agnelli sembra fare pretattica: “È abitudine di casa Juve affrontare i problemi quando si creano”, ha commentato il presidentissimo bianconero.

In realtà, nonostante la dichiarazione appaia piuttosto prudente e sobria, siamo convinti che la risposta a questa domanda in Corso Galileo Ferraris ci sia già: se la Juve vincerà questo scudetto sarà il trentesimo della sua storia, senza “se” e senza asterischi.

Lo pensiamo noi, tifosi juventini, ma lo pensa in cuor suo anche Agnelli. Tifoso anch’egli e anche molto di più. Legato alla Juventus da un vincolo che va ben oltre quello affettivo, quello sportivo e quello manageriale. Andrea Agnelli era presidente della Juventus ben prima dell’incarico ufficiale. Era il presidente del popolo bianconero. Lo era per acclamazione, per genesi, per vocazione.

Andrea Agnelli ha iniziato la sua crociata contro la revoca degli scudetti e contro l’atteggiamento rinunciatario, per non dire colpevolista, della gestione Cobolli-Blanc-Elkann ben  prima di insediarsi alla presidenza. Era il primo marzo 2009 e al Sole 24 Ore diceva: “Non ho condiviso la scelta di azzerare il vertice della Juventus. Avrei difeso la Triade fino all’ultimo grado di giudizio”.

Da allora nulla è cambiato nelle idee, molto nei fatti. Andrea Agnelli è presidente e anima della nuova Juventus. Ha iniziato una battaglia legale con Federazione e Lega Calcio per ri-ottenere gli scudetti. Ha depositato un ricorso al TAR del Lazio contro la FIGC con una richiesta danni per oltre 443 milioni di euro.

Nuove intercettazioni hanno rivelato telefonate dell’Inter che, secondo la procura federale, costituirebbero illecito sportivo. Ma nulla è cambiato su quelle della Juventus che a norma di regolamento sarebbe dovuta essere penalizzata per ripetuta violazione dell’art.1, ma mai dell’art. 6. Quindi nè retrocessione, nè revoca degli scudetti.

Anche in campo le cose sono molto diverse. La timida Juventus che come massima ambizione poteva avere quella di essere la  “rompiscatole del campionato” (copyright Claudio Ranieri) ha lasciato il posto a quella di Antonio Conte che non ha paura di pronunciare la parola scudetto. E che proprio per questo lo vincerà (al diavolo la scaramanzia, noi lo diciamo da tempi non sospetti). E così un cerchio sembra chiudersi.

A questo punto non resta che riformulare una domanda che a suo tempo fece Christian Rocca , attuale direttore de IL Magazine – Il Sole 24 Ore a Giovanni Cobolli Gigli dalla prima pagina di Tuttosport, e che non ebbe mai risposta: “Signor presidente, quanti scudetti ha vinto la Juventus”?

La risposta di Andrea Agnelli, a differenza di quella del suo predecessore, la conosciamo: ventinove.

Ma cosa dice la Lega Calcio? “Una squadra può mettere quante stelle vuole sulla sua maglia, non esiste un regolamento che definisce la questione e non è la Lega che impone o dispone sull’argomento”, ha spiegato a suo tempo a a Tuttosport il vice-segretario della Lega Fabio Santoro. “Diciamo che è una questione etica. Se la Juventus volesse mettere la terza stella nel momento in cui rivincesse un campionato sarebbe una sua scelta, non certo una violazione delle regole. L’unica cosa che va però ricordata è che per quanto riguarda l’albo d’oro ufficiale della Lega Calcio gli scudetti dei bianconeri sono 27 e non più 29″.

Insomma, mettere o non mettere la stella è una decisione completamente nelle mani della Juventus, sempre che Lega o Figc non decidano di rivedere la normativa, ma ci soprenderemmo non poco se anche su questo tema alla fine non si dichiarassero tutti incompetenti.

E quindi ci piace citare ancora una volta Andrea Agnelli: “Questo non è il tempo della burocrazia, questo è il momento della sostanza”, cioé è davvero inutile interrogarsi su quante stelle avrà la prossima maglia della Juve; ci sembra più utile interrogarsi su quali effetti potrebbe sortire questa decisione sui vincitori, sui vinti e su quella never-ending-story chiamata Calciopoli.

Sicuramente le tre stelle sulla maglia della Juve sancirebbero indelebilmente la diversità di vedute sulla questione tra la società più importante d’Italia e il resto del mondo calcistico. E porterebbero la querelle ben fuori dai confini nazionali, mettendo i vertici del calcio italiano in una condizione ridicola e paradossale. Insomma una piccola stella gialla su un maglia bianconera potrebbe sortire più effetto del tavolo della pace di Petrucci.

Oppure non accadrà nulla, la Figc e la Lega faranno finta di non vedere, Moratti sì dirà indignato e Juventus e Calcio Italiano continueranno la loro vita da separati in casa.

To be continued.

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