Inter, molta confusione e qualche speranza

Grande confusione sotto il cielo di Appiano Gentile. L’acquisto di Zarate proprio non l’ho capito. Altre operazioni di mercato sono sembrate più sensate. Ma complessivamente noi interisti siamo preoccupati, soprattutto perché non sembra che le idee all’Inter siano chiare e …Leggi tutto

Sneijder e Zarate in Lazio - Inter dello scorso anno: adesso saranno compagni di squadra (EPA/ETTORE FERRARI)

Sneijder e Zarate in Lazio - Inter dello scorso anno: adesso saranno compagni di squadra (EPA/ETTORE FERRARI)

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Grande confusione sotto il cielo di Appiano Gentile.
L’acquisto di Zarate proprio non l’ho capito. Altre operazioni di mercato sono sembrate più sensate. Ma complessivamente noi interisti siamo preoccupati, soprattutto perché non sembra che le idee all’Inter siano chiare e si fatica a leggervi dentro un progetto.

1) Gian Piero Gasperiniil cui compito, ribadisco, resta al limite dell’impossibile – dice di avere in mente (e prova ripetutamente con scarso successo) uno schieramento che, al di là dei numerini (3-4-3), si fonda su un gioco offensivo sostenuto da due esterni d’attacco e una punta centrale, puntellato da quattro centrocampisti solidissimi, supercombattivi e maratoneti che devono dare un contributo formidabile in fase difensiva, davanti ai tre difensori che altrimenti rischiano di essere presi in giro dai contropiedi avversari.
Anche i ragazzini che son andati qualche volta allo stadio (e quindi han visto una partita dall’alto, vedendo tutto il campo, compresi i movimenti di chi è lontano dalla palla) dicono che l’Inter non aveva i giocatori adatti a questo gioco. E alla fine di questa campagna trasferimenti continua a non averli.

2) Gran bell’attacco quello dell’Inter attuale: Milito, Pazzini e Forlan. E Sneijder (il fatto che sia rimasto è la cosa migliore di tutto il giro di operazioni), anche se lui pare un po’ deluso, nonostante dichiarazioni a tv e i suoi twit.
Peccato che sia gente che rende bene puntando la porta per vie centrali (i primi tre), sprattutto se imbeccati da un fuoriclasse un po’ dietro (Sneijder, appunto). Qundi difficile pensare a questi quattro impiegati con profitto, nel modo che (pare) vorrebbe Gasperini.

3) Zarate no. Proprio mi sembra inadeguato. Un Recoba con meno talento. Raramente disposto a giocare con la squadra: sia – senza palla – in fase offensiva, sia palla al piede; sia (proprio per nulla) quando c’è da difendere. E non è un esterno, quindi nemmeno in questo caso Gasperini è stato accontentato. Spero con tutto il cuore di essere smentito da Mauro.

4) Il presidente Moratti si è affrettato a dire che Zarate era sin dall’inizio un obiettivo dell’Inter. Tutti sanno che Gasperini Zarate non lo voleva. Moratti ha anche detto che ora Gasperini ha tutte le pedine che gli servono e che ora tocca a lui. Dopo l’amichevole con il Chievo ha tuonato che, insomma, l’Inter deve giocare con Pazzini, quattro difensori e pare abbia dato voce agli umori di Appiano, dove l’allenatore viene giudicato un po’ troppo “fermo” sulle sue idee tattiche.
E questa storia degli umori da sempre nell’Inter ha a che fare con quel che pensano i giocatori più autorevoli, quelli che costituiscono il nucleo forte della squadra, Zanetti e Cambiasso in testa.

5) Eto’o: grazie Samuel, senza se e senza ma. Giocatore splendido, grande uomo. E sulla fuga all’est non so che dire, forse non c’è nulla da dire.

6) Eppure si può anche sperare. Detto questo, infatti, sottolineato che appare curioso affidarsi un allenatore senza sostenere le idee calcistiche in cui crede (in verità anche questa è una conferma: Moratti non è mai stato convinto di Gasperini), è anche vero che questa squadra, se viene messa in campo per valorizzare le caratteristiche dei giocatori, tenendo conto della loro età e del modo in cui han giocato negli anni scorsi, proprio scarsa non è. E forse la sua in campionato potrebbe ancora dirla. Ovviamente non in Champions.

7) Infine, i giovani, anche qui un po’ di speranze. Ecco, sarà per via del fair play finanziario, per via del problema che ormai i quattrini scarseggiano, per via di qualche buona idea sulla necessità di investire sul futuro. Sarà per questo o per altro ancora ma sta di fatto che gli acquisti di giovani in questa campagna trasferimenti dell’Inter sono un bel segnale: Poli, Alvarez, Castaignos, Tassi. Uniti a quelli che già c’erano: Obi, Ranocchia, Coutinho, Faraoni… Ora si tratta di farli giocare, con calma, pazienza e senza bruciarli. Per evitare sbornie e delusioni come quella di Davide Santon, alla fine mestamente ceduto.

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