Inter e il nuovo allenatore: il vero rischio è che Moratti ricominci a fare il Moratti

Il nostro presidente, Massimo Moratti, è sempre più nervoso, e questo, detto da interista, mi preoccupa parecchio, più del fatto di non avere ancora un allenatore. Non gli è andato giù – comprensibilmente – che gli allenatori contattati, …Leggi tutto

Gian Piero Gasperini (AP Photo/Marco Vasini)

Gian Piero Gasperini (AP Photo/Marco Vasini)

bar sport Il nostro presidente, Massimo Moratti, è sempre più nervoso, e questo, detto da interista, mi preoccupa parecchio, più del fatto di non avere ancora un allenatore.

Non gli è andato giù – comprensibilmente – che gli allenatori contattati, invece di correre sulla panchina che lui offre, la panchina dei campioni del mondo in carica, gli abbiano in tanti risposto che non era cosa per loro: con sfumature e motivazioni diverse, è vero, ma la sostanza non cambia.

E la situzione è peggiorata, giorno dopo giorno e il tutto sta calando una brutta ombra sulla stagione che comincia fra poco.

Perché, ormai è chiaro, chiunque sarà a sedere sulla panchina dell’Inter (oggi sembra fortissima la candidatura di Gasperini), sarà vissuto, da Moratti e da buona parte dell’ambiente nerazzurro, come una seconda (o terza) scelta.

E il passato ci ha più volte insegnato (l’ultima volta con Benitez) che se il presidente non è convinto dell’allenatore scelto, gli basteranno poche settimane per attaccarlo, prima indirettamente e a mezza voce, per poi arrivare a esonerarlo dall’incarico.

Ma già alla prima difficoltà il clima di sfiducia generato renderà la vita del tecnico insostenibile ad Appiano, minandone l’autorità e la credibilità davanti ai giocatori.

Sembra eccessivo dirlo: ma evitare questo clima da esame continuo dell’allenatore “seconda scelta” è quasi più importante delle qualità tecniche dell’allenatore stesso.

Tanto più in una stagione, la prossima, che si preannuncia difficilissima: l’Inter è una squadra da svecchiare, occorre inserire giovani di qualità che si troveranno a giocare con addosso il peso dei “vecchi” e delle loro vittorie. E per questo sarebbe indispensabile un allenatore che abbia tutto l’appoggio della società, sostegno che ne accresca la credibilità e il carisma e che gli permetta di lavorare con serenità. Dando anche un contibuto di idee e coraggio alla campagna cessioni-acquisti e facendo anche qualche errore.

Insomma se deve essere Gasperini, va benissimo (tra l’altro lui è persona moderata e i veri esperti dicono sia bravo).  Il punto però è che Moratti deve mettere da parte il nervosismo per lo sgarbo di Leonardo e i tanti rifiuti e far sparire la sfiducia che in passato ha nutrito, a lavori in corso, per gli allenatori che non lo convincevano sin dall’inizio. Io dico: Gasperini (o un’altra seconda scelta) comunque molto meglio di Capello e del suo passato.

Però, caro presidente, senza pregiudizi, lascialo lavorare.

© Riproduzione Riservata

Commenti