Il ritorno a Genova di Antonio Cassano: La lista di chi lo ama si fa sempre più corta

Al termine della gara di Coppa Italia contro la Sampdoria Antonio Cassano ha avuto il buonsenso di non alimentare le polemiche: “Tutto sotto controllo” ha dichiarato evitando di commentare la pioggia di fischi prima, durante e dopo il suo ingresso …Leggi tutto

Antonio Cassano attraversa il campo nel giorno del suo ritorno a Genova (ANSA/LUCA ZENNARO)

Antonio Cassano attraversa il campo nel giorno del suo ritorno a Genova (ANSA/LUCA ZENNARO)

bar sport Al termine della gara di Coppa Italia contro la Sampdoria Antonio Cassano ha avuto il buonsenso di non alimentare le polemiche: “Tutto sotto controllo” ha dichiarato evitando di commentare la pioggia di fischi prima, durante e dopo il suo ingresso in campo.

In fondo, per lui, è una scena già vista, quei fischi hanno lo stesso sapore delle trasferte nella Roma giallorossa e dell’uomo Cassano pensano le stesse cose anche a Madrid.

Genova si aggiunge così alle piazze tradite dal “Pibe de Bari”, fenomeno in campo, ma solo in campo.

Attraversando il campo di Marassi Cassano ha puntato dritto alla panchina, lo sguardo basso fino a quando non si è lasciato scappare un sorriso che sembrava dire: “Però quanto fischiano…”. Sul primo gol del Milan ha esultato insieme a Ibrahimovic, sul secondo è stato ripreso dalle telecamere Rai mentre rideva, gongolava e si sfregava le mani. Al momento del suo ingresso in campo ha salutato i tifosi del Milan, una, due, tre volte. Come per rifugiarsi in quello spicchio di stadio che gli vuole bene, perchè coloro che lo applaudono “sono gli unici che hanno ragione”. Nel giorno del suo arrivo alla Sampdoria Fantantonio lo aveva detto: “se sento amore rendo al 100%”. Si era dimenticato però di aggiungere anche dei mali che lo attanagliano: l’ingratitudine e la maleducazione.

E’ così Antonio Cassano, incapace di imparare dai suoi errori:  non un’eterno bambino, bensì un’eterno immaturo. Peter Pan non c’entra niente, la sua non è una fiaba. Lo sarà economicamente, ma umanamente è una storia triste.

Le dichiarazioni di Cassano nel giorno della presentazione in rossonero, “se avessi saputo di andare al Milan, avrei insultato prima il presidente”, rendono ovvi i fischi ad una persona che ha sputato nel piatto dove ha mangiato, insultando non solo la società sportiva bensì un’intera città che per anni lo ha difeso e coccolato. Il presidente della Sampdoria Garrone ieri lo ha del tutto ignorato: “Per lui non ho nessuna considerazione”. 

Quella che era la sua gente, inizialmente scossa e ferita dal suo addio, ha capito di aver perso un buon giocatore, non un campione. Fa più male l’addio a Flachi, bruscamente sparito dal campo di Genova per squalifica senza mai salutare i suoi tifosi. Ha bruciato l’addio di Mancini, il capitano di un’era dove la Sampdoria ha vinto tutto. Quello di Cassano è solo la naturale prosecuzione nella una carriera di un giocatore che si è mostrato incapace di portare avanti una relazione stabile, uomo che dopo gli errori non chiede scusa ma passa dalla parte di chi gli dà ragione. Sampdoriani, romanisti e madridisti hanno già capito che non è possibile amarlo per sempre, adesso sapete già a chi tocca…

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