Il risultato di Novara? L’Inter gioca contro Gasperini, adesso l’esonero è d’obbligo

L’Inter perde 3-1 con il Novara. Un risultato incredibile ma mai quanto la prestazione dei nerazzurri da cui è scaturito il trionfo piemontese. L’avventura nerazzurra di Gian Piero Gasperini sembra arrivata al capolinea e l’esonero potrebbe essere questione …Leggi tutto

L'avventura di Gasperini all'Inter sembra già al capolinea (ANSA)

L'avventura di Gasperini all'Inter sembra già al capolinea (ANSA)

bar sportL’Inter perde 3-1 con il Novara. Un risultato incredibile ma mai quanto la prestazione dei nerazzurri da cui è scaturito il trionfo piemontese. L’avventura nerazzurra di Gian Piero Gasperini sembra arrivata al capolinea e l’esonero potrebbe essere questione di ore. La partita di Novara ha mostrato una squadra senza logica tattica, incapace di reagire e pungere, sempre in sofferenza contro una matricola che non avrebbe mai sognato una serata del genere. L’impressione è che i giocatori abbiano fatto tutto il possibile per lanciare un segnale alla società, un ammutinamento interno che ricorda le prestazioni opache dell’era Benitez. Un passato che in confronto al presente sembra roseo, l’Inter è obbligata a cambiare. Il primo esonero per Gasperini è già arrivato dai suoi giocatori, mai in campo contro il Novara ma pronti a dare tutto (in peggio) contro il proprio tecnico.

L’Inter vista in Piemonte ha toccato il fondo. Imbarazzante in difesa, un reparto a tre come il voto meritato. I nerazzurri hanno subito per 90 minuti facendosi infilare da Mazzarani, Meggiorni e Morimoto, giocatori che hanno scelto la provincia per dire la loro in Serie A. L’Inter non ha mai creato niente, una formazione senza entusiasmo che ha dato l’idea di non credere nei dettami del tecnico. La società deve accogliere il segnale dei suoi tesserati, di quei pilastri che due anni fa hanno alzato la Champions e che a Novara non riuscivano (o non volevano?) neppure a seguire gli avversari. E’ la peggiore partenza per l’Inter negli ultimi 90 anni e il progetto della società sembra essere già naufragato. Dopo una partita del genere non ha più senso parlare di tattiche, ma di motivazioni. Zero pressing, zero rabbia, poco cuore.

La doppietta di Rigoni tormenterà i tifosi nerazzurri per diverso tempo. E da domani non si potrà limitare la critica unicamente ad una serata storta di una formazione costruita per vincere che è stata annientata in tutti i reparti. L’Inter non ha quasi mai tirato in porta con un Milito fuori forma e l’ennesima rinuncia a Pazzini dall’inizio. La difesa nerazzurra è scesa in campo in versione erasmus, con ogni giocatore libero di sbagliare a suo piacimento. Panico e paura senza logica per una partita persa prima di tutto a centrocampo con una percentuale di passaggi sbagliati che fa pensare più ad un complotto che ad errori tattici. Massimo Moratti non può più nascondarsi dietro la scusa del “periodo d’ambientamento” perchè a Novara la squadra non ha perso solo la partita bensì anche la faccia. Cambiare il prima possibile sembra adesso una scelta doverosa e, per quanto crudele, caricare le colpe sulle spalle di Gasperini può dare la scossa giusta ad una formazione che attualmente non può fare paura a nessuno.

Nel 2010 il Novara era in Lega Pro mentre l’Inter festeggiava la Champions League, il presente parla invece di una squadra sotto ritmo che non sa difendere né attaccare, insistendo sulle vie centrali senza puntare sugli esterni. Probabilmiente gli uomini messi a disposizione del nuovo allenatore non corrispondono alle aspettative estive di Gasperini ma mentre una settimana fa la discussione sull’Inter era di natura tattica oggi si può parlare di incopatibilità di intenti tra tecnico e giocatori. La lista dei sostituti è già nota da giorni e il nome di Claudio Ranieri potrebbe essere la scelta giusta per uno spogliatoio che ha bisogno di ritrovare carattere (ma attenzione alla candidatura di Luis Figo). Massimo Moratti ha guardato la prestazione dei suoi impietrito dal primo all’ultimo minuto, un incubo che non è sogno ma solida ed emblematica realtà. Cambiare subito, cambiare ora.

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