Giaccherini per Diamanti: ma dov’è l’affare?

Una doverosa premessa: da noi non avrete mai un parere spassionato su Giaccherini. Noi che lo seguiamo fin dai tempi del Pavia in Lega Pro ci sentiamo profondamente legati al ragazzo. Quindi non chiedeteci un’opinione equilibrata sulla sua cessione …Leggi tutto

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ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Una doverosa premessa: da noi non avrete mai un parere spassionato su Giaccherini. Noi che lo seguiamo fin dai tempi del Pavia in Lega Pro ci sentiamo profondamente legati al ragazzo. Quindi non chiedeteci un’opinione equilibrata sulla sua cessione al Sunderland. Sarebbe come domandare a un oste com’è il vino che ha appena messo in tavola, a una mamma com’è lo scarrafone che ha appena partorito a Stefano Di Martino com’è Belen.

Però permetteteci almeno di fare un paio di considerazioni, anzi tre, sulla vicenda (ok, per una volta proveremo ad essere imparziali):

1. L’affare economico
Se le cifre riportate dalla stampa sono corrette, Giaccherini starebbe passando al Sunderland per una cifra di circa 8 milioni di euro. La Juve lo ha acquistato nel 2011 per 6 milioni. Due milioni di plus valenza per un giocatore che oggi ha due in più sul groppone potrebbero essere un discreto affare. Se non fosse che nel frattempo Giaccherini è diventato un giocatore due volte scudettato e di fama internazionale (no, non stiamo parlando solo della Confederation Cup). Se non fosse che l’ingaggio di Giaccherini è fra i più bassi dell’attuale rosa bianconera. E se non fosse, infine, che ci sono almeno 15 giocatori prima di Giaccherini che andrebbero venduti per fare cassa. L’impressione – ci tocca ripeterci – è che Marotta sia più bravo ad acquistare che a vendere.

2. Il ruolo di Conte
Viene da chiedersi che ruolo abbia avuto Conte nella cessione del giocatore. Marginale, dicono i più, in fondo Giaccherinho l’ha voluto lui alla Juve. Noi però andiamo un po’ controcorrente. Non vogliamo dire che Conte abbia spinto per la cessione del suo (ex) pupillo, ma solo che non abbia fatto nulla per opporsi. Perché, è innegabile, da quando la Juve ha perso il quarto di finale contro il Bayern il nostro ct ha un chiodo fisso per la testa: trovare giocatori forti fisicamente che sappiano creare superiorità sulle fasce. Evidentemente Giaccherini non risponde a questo identikit. Non si spiegherebbe altrimenti la decisione di lasciarlo in panchina proprio nella partita di ritorno contro il Bayern (dove gli fu preferito Padoin, per dire).

3. Se l’alternativa si chiama Diamanti…
Che poi il problema non è la cessione di Giaccherini in sé. Insomma abbiamo visto andar via Zidane, riusciremo a farcene una ragione anche stavolta. E poi, diciamola tutta, siamo contenti per lui: va a giocare nel campionato più bello del mondo, guadagnerà più del doppio e non ci stupiremmo di vederlo fra uno o due anni con la maglia di qualche big della Premier.

Il problema è semmai un altro: stiamo davvero cedendo Giaccherini per arrivare a Diamanti? Stiamo cedendo un giocatore di 28 anni in crescita continua per arrivare a un giocatore che ha già passato la trentina e che viene valutato 10 milioni cash?

I conti non tornano. A voler proprio essere generosi ci sono solo tre cose che Giaccherini può invidiare a Diamanti:

- Il piede sinistro
- I riccioli
- La moglie (Silvia Hsieh in effetti è sempre un bel vedere)

Per il resto non c’è paragone: per intelligenza, duttilità, senso tattico e spirito di abnegazione Giaccherini è due spanne sopra Diamanti. Se poi questo non dovesse bastare andate a guardarvi le date di nascita dei rispettivi e capirete che solo uno dei due ha il Dna bianconero nel sangue.

Tutto qui. Non abbiamo nulla da aggiungere. Avete visto? Siamo riusciti anche ad essere imparziali.

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