E’ arrivato il momento dello sciopero dei tifosi

La grande confusione conseguente lo “sciopero” dei giocatori di calcio ha scosso l’opinione pubblica in Italia. Vergogna, indignazione, protesta. La confusione nata dal tanto contestato articolo 7 e dalle rivendicazioni dei professionisti del calcio ha solamente accresciuto il malumore attorno …Leggi tutto

Un cartellone pubblicitario dell'Inter modificato dai tifosi nerazzurri fuori dallo stadio Giuseppe Meazza di Milano (ANSA)

Un cartellone pubblicitario dell'Inter modificato dai tifosi nerazzurri fuori dallo stadio Giuseppe Meazza di Milano (ANSA)

bar sportLa grande confusione conseguente lo “sciopero” dei giocatori di calcio ha scosso l’opinione pubblica in Italia. Vergogna, indignazione, protesta. La confusione nata dal tanto contestato articolo 7 e dalle rivendicazioni dei professionisti del calcio ha solamente accresciuto il malumore attorno ad uno sport che negli ultimi anni ha perso gran parte del suo fascino e della sua credibilità. Il giocattolo perde pezzi, a scioperare dovrebbero essere i tifosi.

Il sindacato dei calciatori ha condotto male la trattativa riassunta dalla frase “o si firma o si fa sciopero”, ma in realtà di sciopero non si tratta perchè i giocatori non perderanno un euro dalle loro tasche. Inoltre non si può parlare neppure di astensione dal lavoro perchè lo scorso week end sono fioccate amichevoli come Chievo – Inter e Napoli – Palermo. Le pessime figure del teatrino pallonaro hanno infastidito gli italiani che erano pronti a sedersi in poltrona per godersi lo spettacolo del calcio, un gioco che dopo calciopoli e lo scandalo scommesse riserva una nuova dose di amarezza a chi da anni mantiene in piedi il baraccone. Non è stata fatta chiarezza sulle reali responsabilità di questo “sciopero”, anche se le parole del presidente Massimo Cellino a Controcampo hanno lasciato intendere quanto la colpa vera sia in buona percentuale dei presidenti. “E’ stata fatta una coglionata immane. I giocatori sono bravi ragazzi ma la vera colpa di questo sciopero è dei presidenti, me in primis, che hanno sottovalutato il problema”.

Il problema è stato gestito con sufficienza, tutti pensavano che mai e poi mai si sarebbe arrivati ad uno sciopero dei calciatori, una provocazione in un periodo economico molto difficile per l’Italia e per il mondo intero. Anche la Figc ha fatto una pessima figura con Giancarlo Abete, prima impegnato a richiamare i giocatori al buon senso e poi impacciato nel proporre un fondo di garanzia pur di convincerli a giocare. I tifosi, coloro che pagano per andare allo stadio, per seguire le trasferte e vedere gli incontri in tv, sono gli unici che avrebbero diritto ad uno sciopero. Sciopero del tifo, una protesta senza precedenti che faccia capire ai club e alle istituzioni quanto certi linguaggi, cifre e situazioni del mondo calcio non siano più accettabili.

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