Drogba alla Juve? Abbiamo 10 (buoni) motivi per essere scettici

Con la Juventus ammazza-campionato laureatasi in largo anticipo Campione d’Inverno, pardon d’Autunno, ci pensano i giornali sportivi italiani con il consueto fanta-calciomercato a risollevare il livello ormonale dei tifosi. Tutto gira intorno a un nome, quello di Didier Drogba…Leggi tutto

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12°) Didier Drogba ha segnato 44 reti in 94 partite di Champions League con una media di 0,46 reti a match.

(AP Photo/Eugene Hoshiko)

Con la Juventus ammazza-campionato laureatasi in largo anticipo Campione d’Inverno, pardon d’Autunno, ci pensano i giornali sportivi italiani con il consueto fanta-calciomercato a risollevare il livello ormonale dei tifosi.

Tutto gira intorno a un nome, quello di Didier Drogba. L’ivoriano, dopo aver trascinato il Chelsea alla conquista della sua prima Champions League e dopo essersi concesso sei mesi sabbatici in terra d’Oriente, sarebbe pronto a fare il suo rientro nel calcio che conta, ci dicono. E fra le sue destinazioni ci sarebbe ovviamente Torino.

Potrebbe essere lui, scommettono i ben informati, il bomber da 20 gol a stagione che Marotta insegue da quando ha preso le redini della direzione sportiva della Juve.

La nostra impressione, ma magari ci sbagliamo, è che si tratti di un’ipotesi piuttosto azzardata, oltre che campata in aria. Se è vero che Drogba – o almeno il Drogba che tutti abbiamo in mente – corrisponde alla perfezione all’identikit del giocatore che servirebbe alla Juve per aumentare la prolificità sotto rete, è anche vero che ci sono tanti (troppi) motivi per dubitare che questa sia, anche qualora andasse in porto, un’operazione vincente.

Noi ne abbiamo individuato almeno dieci:

1. Età
Ha 35 anni e – per quanto di fibra buona – è un atleta in fase calante, un campionissimo che il meglio di sé l’ha già dato (altrove).

2. Condizione fisica
Sei mesi nel campionato cinese lasciano molti dubbi sui metodi d’allenamento che sta seguendo e sulla conseguente condizione fisica.

3. Coppa d’Africa
Da 19 gennaio sarà impegnato per circa un mese nella Coppa d’Africa. Questo vorrebbe dire averlo a disposizione solo da metà febbraio per la stagione in corso.

4. Motivazioni
Quale motivazioni può avere dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere col Chelsea, sapendo oltretutto quanto pesano le motivazioni nel “metodo Conte”?

5. Integrazione
Sappiamo tutti quanto il tipo di sacrifici e di collaborazione che Conte chiede alle sue punte. E sappiamo anche che l’integrazione col sistema di gioco non è proprio immediata.

6. Identità
L’identità col club e con la squadra sono due aspetti su cui l’accoppiata Conte-Agnelli ha (ri)costruito le fondamenta della storia bianconera. Drogba sarebbe un corpo estraneo (vedi Lucio) che rischierebbe solo di togliere spazio (e motivazioni) ai propri colleghi di reparto che, al di là delle singole qualità, fanno già parte del progetto.

7. Storia
Drogba è storia del Chelsea. E la storia non si cambia. Difficilmente abbiamo visto innesti a freddo di questo tipo funzionare. Queste cose lasciamole fare a Moratti (qualcuno ha detto Batistuta?).

8. Ingaggio
L’ivoriano chiede 18 mesi di ingaggio e circa 5 milioni di euro. Troppo. Il rischio è quello di ritrovarsi tra qualche mese un giocatore in esubero con uno stipendio difficilmente assorbibile da altre società (vedi caso Toni).

9. Opportunità
Che servisse un’attaccante che garantisse gol e qualità là davanti lo vedeva pure un cieco già dallo scorso campionato. Marotta dopo aver inseguito per tutta l’estate obbiettivi più o meno possibili (da Van Persie a Berbatov), alla fine non è intervenuto per tempo. A questo punto massimiziamo la rosa attuale e cerchiamo un giocatore di livello per l’anno prossimo.

10. Prospettiva
Anche in prospettiva l’operazione Drogba ci sembra particolarmente miope. Piuttosto si dia una chance ai vari Boyake o Gabbiadini che, volente o nolente, rappresentano il futuro.

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